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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una dittatura. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, rappresenterà la Battaglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
220 anni dopo questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??
 

Le cavie a buon mercato per i laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate nei paesi periferici dell'Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi martirizzare è molto agognato.

Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive.  Ciò permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.
Per capire l'importanza della velocità nel processo di realizzazione di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media a un'azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire (€ 1.300.000).
Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un'anima umanistica), ma è l'arrivare primi per brevettare prima.
Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno 300 milioni delle vecchie lire. Ma sono 1.000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.

Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più brevetti per prolungare l'agonia di speculazione: un brevetto sul processo di fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato "pentito" : «I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto.

Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica»; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che «Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell'arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l'intero spettro di azione di un farmaco».
Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio. Qui sta la radice del problema. E ovvio cioè che la qualità di un medicinale rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano mass-media e riviste scientifiche di turno.

E dopo vent'anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso. Si ha interesse
quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni addietro, ma economisti esperti. Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base dell'efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana. Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica.

Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai giornali di un nuovo «miracoloso» prodotto in arrivo e le azioni in borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare. Spero di essere stato chiaro.

E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perché le industrie farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo.
Tenete a mente questo, le case farmaceutiche per la pubblicità, per pagare i medici e far usare i loro farmaco,per organizzare conferenze pseudo-scientifiche,spendono il doppio di quanto spendono per la ricerca !!!
By Stefania Manoni – Tratto da: wikio.it

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Quello che vi narreremo non è frutto di fantasia, ma è una realtà avvenuta nei vari laboratori di biologia del mondo ove si effettua la cosiddetta “ricerca”.

Ai primi del 1951 una giovane nera entrò nell’ospedale Johns Hopkins di Baltimora per un esame cutaneo; le fu prelevato un campione e lo si sottopose anche ad una “biopsia”, quest’ultimo esame rivelò che quella giovane aveva un CANCRO maligno, infatti dopo alcuni mesi di sofferenza essa morì; quel frammento di cellule prelevato all’ammalata di Cancro per la biopsia, fu passato e regalato, dal medico che aveva effettuato la biopsia, ad un laboratorio di ricerca diretto da G. Gey, un pioniere nel campo della ricerca sui tessuti.

Questo ricercatore “allevò” le cellule prelevate, in un tubo di coltura di sua invenzione; dopo parecchie settimane si accorse di avere fra le mani qualcosa di speciale, le cellule si dividevano con una rapidità mai vista; con un ritmo di generazione di 48 ore avrebbero potuto, se quelle cellule si fossero trovate in uno spazio illimitato ed in una coltura ottimale, coprire tutto il pianeta in poco tempo.

Per nascondere la provenienza di quelle cellule, il ricercatore le chiamò HeLa dalle iniziali del nome e del cognome della donatrice (Henriette Lacks); queste cellule in seguito conosciute come HeLa furono vendute a quasi tutti i laboratori di ricerca medica nel mondo; queste cellule furono anche una ottima coltura per il virus della Poliomielite e su queste cellule si “produsse” il primo vaccino antiPolio Sabin (in seguito si produssero su colture del rene della scimmia verde africana, coltura nella quale più tardi si “scoprì” anche il virus SV 40, che genera cancri nell’uomo.

Le Hela divennero anche il campione “standard” di cellule umane, usato in milioni di esperimenti anche per la preparazione di farmaci e prodotti farmacologici, in migliaia di laboratori di tutto il mondo.
Per anni sperimentatori, ricercatori, lavorarono nei loro laboratori credendo di utilizzare cellule per esempio di rene od altro tipo di coltura base, in realtà utilizzavano sempre ed unicamente queste “HeLa”.
Per 20 anni tutti i laboratori del mondo furono “grati” a questa multinazionale, per le possibilità che queste “basi” di cellule vive di altre specie animali, davano e così importarono nei corpi degli esseri umani contaminanti tossici pericolosi.
Ad un certo punto, un gruppo di ricercatori russi mandò ai loro colleghi americani una raccolta di colture di tessuti umani assortiti che si pensava contenessero qualche cosa che tutti, nella ricerca sul cancro, cercavano: un “virus” del cancro umano: risultò che si trattava di altra cosa, ma il fatto terribilmente sconcertante fu che TUTTI i tessuti, che si pensava fossero stati prelevati da vari donatori russi, erano riconoscibili per pure colture “HeLa”; presto si stabilì che più di metà delle colture nei depositi e nelle biblioteche nel mondo, assomigliavano in tutto alle prime cellule “HeLa”.
Fu una scoperta sensazionale che scompigliò non poco tutti i laboratori del mondo e mandò in confusione i ricercatori stessi. Migliaia di prodotti farmacologici sono stati immessi sui mercati del mondo dopo averli “testati” anche su queste colture “HeLa”, malgrado che gli “scienziati” dei farmaci pensassero che le colture fossero di altra natura; pensate quante “deduzioni e controlli” sbagliati furono fatti, per i prodotti farmaceutici e quanti prodotti furono “creati” su colture prodotte da cellule prelevate da una donna ammalata di CANCRO !
Le “HeLa” vivono ancora nei laboratori del mondo e pare siano state “riconosciute” tutte quante; esse vengono ancora utilizzate normalmente nei laboratori di ricerca farmacologica.

Pensate a tutte le “contaminazioni” contenute nei vaccini e nei farmaci, prodotti o testati con quella “coltura base” portatrice delle informazioni del Cancro che sicuramente, malgrado le smentite ufficiali, sono contenute nel programma informazionale dei geni del DNA delle cellule “HeLa” e con i loro virus o retrovirus contaminanti; NON esiste vaccino senza “contaminanti”; le “HeLa” vengono anche utilizzate per ottenere le “fusioni cellulari” che in natura normalmente non avvengono mai. Lasciamo ai lettori ogni deduzione e commento in merito.

Questa è una delle verità sulla “ricerca”, chissà quante altre “HeLa” saranno state prodotte nei laboratori di tutto il mondo senza che nessuno sappia mai la verità.
La “guerra” batteriologica” di fatto esiste già, noi “produciamo” morte e distruzione ogni qualvolta manipoliamo madre Natura, senza tenere conto delle Leggi ecologiche e naturali e dei bioritmi che la governano.
Per il dio denaro e per quello della scienza, non si esita ad uccidere o far ammalare le popolazioni del mondo, con il permesso degli Stati stessi o addirittura come avviene in Italia e Francia con l’obbligo della legge.
Questi Stati dovrebbero al contrario, “
Tutelare la Salute quale BENE FONDAMENTALE”, come affermano i loro  articoli Costituzionali.
Quale TERRIBILE presa in giro del Cittadino si effettua ogni giorno sfruttando la sua ignoranza.

Come potete vedere siamo in “mano” a degli scienziati tipo “Frankestein”, che non esitano a fare ciò per cui sono pagati: l’interesse dei loro datori di lavoro. Forse qualche d’uno se ne accorge e “scappa” dalla seduzione del potere e del denaro, però la stragrande maggioranza è serva del potere economico finanziario, che se ne frega altamente della Tutela della Salute dei cittadini.
La ricerca sanitaria, se non è in sintonia con la Medicina Biologica o Naturale, che è per la massima armonia del “sistema biologico”, è sempre e comunque CONTRO la VITA.

La vera Biogenetica la effettua la Natura da miliardi di anni sul pianeta Terra, ma essa si è avvalsa dell’apprendimento attraverso l’esperienza sulla Vita da parte degli Elettroni che vivono all’interno degli atomi dei geni del DNA; ad un momento di questa esperienza arriva l’uomo tecnologico (parassita distruttivo oggi della vita sulla terra), che in soli 60 anni pretende si sapere come fare, senza avere controindicazioni o difetti di tecnica.

In questa “ricerca” vi è una enorme presunzione che ha dell’incredibile, oltre tutto molta gente preme, compresi i medici ed i politici dei vari stati del mondo, per avere nuovi farmaci e perché si continui su questa folle strada.

Le prossime generazioni, i nostri figli, pagheranno purtroppo tutte queste stupide scelte chimico farmaceutiche, presuntuosamente affrettate.

Questi pseudo scienziati vogliono inventare la mucca che fornisce il doppio della quantità di latte, i maiali grandi il doppio, i topi giganti, i cavalli tascabili, le carpe enormi, i pomodori e le patate giganti (l’elenco può continuare), con queste nuove “bio tecnologie”; ma questi “studiosi” non pensano che la Natura in milioni di anni ha formato i giusti rapporti, perfetti equilibri, per il proprio fabbisogno e per quello dei suoi abitanti, in funzione dello scopo dell’UniVerso, cioè della evoluzione Spirituale delle varie specie che l’abitano; questi equilibri biologici hanno mantenuto gli animali adatti a quell’ambiente, con un loro sistema immunitario perfezionato al punto tale che permette loro di sopravvivere nel modo migliore e con un DNA portatore delle necessarie informazioni per la loro specifica specie, per l’ottimizzazione dei rapporti con le altre specie e per le loro singole evoluzioni spirituali.
Invece questo “omo sapiens”, pretende di voler manipolare il loro patrimonio genetico impunemente e superficialmente, tentando di confondere l’esperienza accumulata in milioni di anni dalla Natura.

Ricordiamoci della chimica in agricoltura, essa è stata spacciata come indispensabile per la maggiore produttività, per il bene dell’uomo e soprattutto di essere innocua; dopo soli 40 anni su tutto il Pianeta ne vediamo gli effetti: falde acquifere inquinate, terreni arsi e desertificati, alimenti tossici, le api muoiono ed altre specie di animali si sono già estinte, ecc. e tutto questo anche con la benedizione dei politici e delle autorità “sanitarie”.
La bio tecnologia, nella sua espressione di manipolazione genetica è un terribile pericolo in mano a personaggi irresponsabili collegati alle multinazionali, per cui stiamo certi che i danni se non fermati sul nascere, saranno incalcolabili.

Un esempio, già dai primi esperimenti biogenetici, gli animali prodotti sono deboli, facilmente malati, perché il loro sistema immunitario è alterato ed è particolarmente debole di fronte alle malattie; sono sterili e non vivono fino ad età matura, ecc.; questo pare dovuto, così dicono i “luminari”, alla ancora imperfetta tecnica di inserimento genetico.

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Vaccini: esperimenti medici sulle masse
By Dewey Ross Duffel & Ingri Cassel [02/10/2006]

Fino a poco tempo fa, poche persone interrogavano i loro dottori quando l'ostetrica dell'ospedale portava via i loro neonati perché fossero "ripuliti". Questo prima di realizzare che in quel periodo sono spesso soggetti ad interventi medici non necessari, come le iniezioni di Vitamina K e contro l'epatite B.

La maggior parte dei genitori non è consapevole che il vaccino per l'epatite B non è mai stato clinicamente testato sui bambini sotto i cinque anni di età. Infatti, tutti i vaccini attualmente in uso sono autorizzati soprattutto in base ad una specifica risposta di anticorpi e non su studi che ne provino la sicurezza o l'efficacia.
NdR: ne' sono stati controllati nel tempo per i danni che producono (ammissione delle case produttrici)
Queste enormi sperimentazioni mediche sui nostri bambini continuano all'età di due mesi, durante il primo controllo del neonato, quando il pediatra raccomanda che siano somministrate cinque iniezioni di TaP, Hib, Hep B (la seconda dopo la nascita), IPV (vaccino inattivo contro la poliomelite), e PCV (vaccino pneumococcico) durante la visita e tutte nel giro di mezz'ora.

A causa della fiducia dei genitori nell'esperienza e lo studio del loro pediatra, la maggior parte dei genitori non mette in dubbio che sia saggio iniettare tutti questi antigeni nel loro prezioso bambino in un tanto breve periodo di tempo. La marea sta cambiando, comunque, perché tante persone sono testimoni di amici e famigliari che soffrono di reazioni negative alle vaccinazioni di routine.

La ricerca rivela che la propaganda di promozione dei vaccini non è sostenuta dalla scienza. Nonostante questa ricerca richieda considerevoli tempo ed energia, molti genitori hanno scoperto che è uno studio che avrebbero voluto fare prima. La vaccinazione non è una pr ocedura di emergenza e nulla è più importante dei nostri bam! bini. Un a dilazione di pochi mesi nel fare questa decisione vitale è certamente giustificata.
Tratto da : http://www.laleva.org

 

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