|
Le cavie a buon
mercato per i laboratori europei (svizzeri,
tedeschi ecc.) sono reclutate nei paesi
periferici dell'Est europeo, paesi dove, al pari
di altre zone economicamente depresse del
pianeta, il rimborso ottenuto per farsi
martirizzare è molto agognato.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un
paziente costa una media di 10.000 dollari, in
Russia 3.000 e nelle regioni più povere del
mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione
su cavie umane nei paesi poveri consentono,
oltre che un risparmio economico, anche di
risparmiare sui tempi, perché le
case farmaceutiche
sottostanno in questo caso alle legislazioni
locali solitamente meno restrittive. Ciò
permette di arrivare prima sui mercati e cioè di
brevettare prima.
Per capire l'importanza della velocità nel
processo di realizzazione di un medicinale, si
deve ricordare che un giorno di ritardo nel
lancio di un
farmaco costa in media a un'azienda
farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle
vecchie lire (€ 1.300.000).
Il valore vero della sperimentazione quindi non
è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi
vendere un prodotto o la sua migliore efficacia
(come poteva essere decenni fa, in cui forse il
business aveva ancora un'anima umanistica), ma è
l'arrivare primi per brevettare prima.
Seguire un protocollo di approvazione di un
farmaco costa più o meno 300 milioni delle
vecchie lire. Ma sono 1.000 i miliardi delle
stesse che si possono ottenere sfruttando in
esclusiva il farmaco arrivando per primi ai
brevetti.
Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più
brevetti per prolungare l'agonia di
speculazione: un brevetto sul processo di
fabbricazione, uno sul metodo di
somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.),
uno sulla posologia, uno sul principio attivo
ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato
"pentito" : «I test clinici sono oggi figli di
una sola necessità: la ricerca di margini sempre
maggiori di profitto.
Non crederete mica che le società fanno
esperimenti per pura ricerca scientifica»; così
Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore
per Roche, ha
lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori
americani dei
National Health Institute.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che
«Nessun test è in grado di stabilire con
esattezza gli effetti collaterali e quelli
clinici di un medicinale nell'arco dei 5-6 anni
della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole
sono 30 anni. Solo allora si comprende l'intero
spettro di azione di un farmaco».
Anche su questo ci sarebbe da meditare
parecchio. Qui sta la radice del problema. E
ovvio cioè che la qualità di un medicinale
rimane un punto interrogativo a lungo, checché
ne dicano mass-media e
riviste
scientifiche di turno.
E dopo vent'anni di vita il brevetto svanisce e
il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il
prezzo troppo basso. Si ha interesse
quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi sembra importante rilevare che
a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche
non ci sono più medici o scienziati, come nei
decenni addietro, ma economisti esperti. Sono
loro che decidono quali farmaci devono restare
sul mercato e quali devono essere ritirati. Non
vengono prese queste decisioni sulla base
dell'efficacia di un medicinale o di una
moralità legata allo stato terribile della
sofferenza umana. Si decide sulla base del
migliore investimento e resa economica.
Si investe in quel farmaco che prospetta il
maggior guadagno e si progetta un piano di
lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di
fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui
malati, si lascia trapelare la notizia ai
giornali di un nuovo «miracoloso» prodotto in
arrivo e le azioni in borsa della multinazionale
che lo produce cominciano a lievitare. Spero di
essere stato chiaro.
E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti
perché le industrie farmaceutiche devono
ricavare grandi profitti da un farmaco per poter
finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre
medicine ancora, è ormai palesemente scoperta:
le case farmaceutiche investono nella
commercializzazione dei loro farmaci il doppio
di quanto investono in ricerca e sviluppo.
Tenete a mente questo, le case farmaceutiche per
la pubblicità, per pagare i medici e far usare i
loro farmaco,per organizzare conferenze
pseudo-scientifiche,spendono il doppio di quanto
spendono per la ricerca !!!
By Stefania Manoni –
Tratto da: wikio.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Quello che vi narreremo non è frutto di fantasia, ma è una
realtà avvenuta nei vari laboratori di biologia del mondo ove si effettua la cosiddetta
ricerca.
Ai
primi del 1951 una giovane nera entrò nellospedale Johns Hopkins di Baltimora per
un esame cutaneo; le fu prelevato un campione e lo si sottopose anche ad una
biopsia, questultimo esame rivelò che quella giovane aveva un
CANCRO
maligno, infatti dopo alcuni mesi di sofferenza essa morì; quel frammento di cellule
prelevato allammalata di Cancro per la biopsia, fu passato e regalato, dal medico
che aveva effettuato la biopsia, ad un laboratorio di ricerca diretto da G. Gey, un
pioniere nel campo della ricerca sui tessuti.
Questo
ricercatore allevò le cellule prelevate, in un tubo di coltura di sua
invenzione; dopo parecchie settimane si accorse di avere fra le mani qualcosa di speciale,
le cellule si dividevano con una rapidità mai vista; con un ritmo di generazione di 48
ore avrebbero potuto, se quelle cellule si fossero trovate in uno spazio illimitato ed in
una coltura ottimale, coprire tutto il pianeta in poco tempo.
Per
nascondere la provenienza di quelle cellule, il ricercatore le chiamò HeLa dalle iniziali
del nome e del cognome della donatrice (Henriette Lacks); queste cellule in seguito
conosciute come HeLa furono vendute a quasi tutti i laboratori di ricerca medica nel
mondo; queste cellule furono anche una ottima coltura per il virus della Poliomielite e su
queste cellule si produsse il primo vaccino antiPolio Sabin (in seguito si
produssero su colture del rene della scimmia verde africana, coltura nella quale più
tardi si scoprì anche il virus SV 40, che genera cancri nelluomo.
Le
Hela divennero anche il campione standard di cellule umane, usato in milioni
di esperimenti anche per la preparazione di farmaci e prodotti farmacologici, in migliaia
di laboratori di tutto il mondo.
Per
anni sperimentatori, ricercatori, lavorarono nei loro laboratori credendo di utilizzare
cellule per esempio di rene od altro tipo di coltura base, in realtà utilizzavano sempre
ed unicamente queste HeLa.
Per 20 anni tutti i laboratori del mondo furono
grati a questa multinazionale, per le possibilità che queste basi
di cellule vive di altre specie animali, davano e così importarono nei corpi degli esseri
umani contaminanti tossici pericolosi.
Ad
un certo punto, un gruppo di ricercatori russi mandò ai loro colleghi americani una
raccolta di colture di tessuti umani assortiti che si pensava contenessero qualche cosa
che tutti, nella ricerca sul cancro, cercavano: un virus del cancro umano:
risultò che si trattava di altra cosa, ma il fatto terribilmente sconcertante fu che
TUTTI i tessuti, che si pensava fossero stati prelevati da vari donatori russi, erano
riconoscibili per pure colture HeLa; presto si stabilì che più di metà
delle colture nei depositi e nelle biblioteche nel mondo, assomigliavano in tutto alle
prime cellule HeLa.
Fu
una scoperta sensazionale che scompigliò non poco tutti i laboratori del mondo e mandò
in confusione i ricercatori stessi. Migliaia di prodotti farmacologici sono stati immessi
sui mercati del mondo dopo averli testati anche su queste colture
HeLa, malgrado che gli scienziati dei farmaci pensassero che le
colture fossero di altra natura; pensate quante deduzioni e controlli
sbagliati furono fatti, per i prodotti farmaceutici e quanti prodotti furono
creati su colture prodotte da cellule prelevate da una donna ammalata di
CANCRO !
Le
HeLa vivono ancora nei laboratori del mondo e pare siano state
riconosciute tutte quante; esse vengono ancora utilizzate normalmente nei
laboratori di ricerca farmacologica.
Pensate
a tutte le contaminazioni contenute nei vaccini e nei farmaci, prodotti o
testati con quella coltura base portatrice delle informazioni del Cancro che
sicuramente, malgrado le smentite ufficiali, sono contenute nel programma informazionale
dei geni del DNA delle cellule HeLa e con i loro virus o retrovirus
contaminanti; NON esiste vaccino senza contaminanti; le HeLa
vengono anche utilizzate per ottenere le fusioni cellulari che in natura
normalmente non avvengono mai. Lasciamo ai lettori ogni deduzione e commento in merito.
Questa
è una delle verità sulla ricerca, chissà quante altre HeLa
saranno state prodotte nei laboratori di tutto il mondo senza che nessuno sappia mai la
verità.
La
guerra batteriologica di fatto esiste già, noi produciamo
morte e distruzione ogni qualvolta manipoliamo madre Natura, senza tenere conto delle
Leggi ecologiche e naturali e dei bioritmi che la governano.
Per
il dio denaro e per quello della scienza, non si esita ad uccidere o far ammalare le
popolazioni del mondo, con il permesso degli Stati stessi o addirittura come avviene in
Italia e Francia con lobbligo della legge.
Questi
Stati dovrebbero al contrario, Tutelare la Salute quale BENE FONDAMENTALE,
come affermano i loro articoli Costituzionali.
Quale
TERRIBILE presa in giro del Cittadino si effettua ogni giorno sfruttando la sua ignoranza.
Come
potete vedere siamo in mano a degli scienziati tipo Frankestein,
che non esitano a fare ciò per cui sono pagati: linteresse dei loro datori di
lavoro. Forse qualche duno se ne accorge e scappa dalla seduzione del
potere e del denaro, però la stragrande maggioranza è serva del potere economico
finanziario, che se ne frega altamente della Tutela della Salute dei cittadini.
La
ricerca sanitaria, se non è in sintonia con la Medicina Biologica o Naturale, che è per
la massima armonia del sistema biologico, è sempre e comunque CONTRO la VITA.
La
vera Biogenetica la effettua la Natura da miliardi di anni sul pianeta Terra, ma essa si
è avvalsa dellapprendimento attraverso lesperienza sulla Vita da parte degli
Elettroni
che vivono allinterno degli atomi dei geni del DNA; ad un momento di
questa esperienza arriva luomo tecnologico (parassita distruttivo oggi della vita
sulla terra), che in soli 60 anni pretende si sapere come fare, senza avere
controindicazioni o difetti di tecnica.
In
questa ricerca vi è una enorme presunzione che ha dellincredibile,
oltre tutto molta gente preme, compresi i medici ed i politici dei vari stati del mondo,
per avere nuovi farmaci e perché si continui su questa folle strada.
Le
prossime generazioni, i nostri figli, pagheranno purtroppo tutte queste stupide scelte
chimico farmaceutiche, presuntuosamente affrettate.
Questi
pseudo scienziati vogliono inventare la mucca che fornisce il doppio della quantità di
latte, i maiali grandi il doppio, i topi giganti, i cavalli tascabili, le carpe enormi, i
pomodori e le patate giganti (lelenco può continuare), con queste nuove bio
tecnologie; ma questi studiosi non pensano che la Natura in milioni di
anni ha formato i giusti rapporti, perfetti equilibri, per il proprio fabbisogno e per
quello dei suoi abitanti, in funzione dello scopo dellUniVerso, cioè della
evoluzione Spirituale delle varie specie che labitano; questi equilibri biologici
hanno mantenuto gli animali adatti a quellambiente, con un loro sistema immunitario
perfezionato al punto tale che permette loro di sopravvivere nel modo migliore e con un
DNA portatore delle necessarie informazioni per la loro specifica specie, per
lottimizzazione dei rapporti con le altre specie e per le loro singole evoluzioni
spirituali.
Invece
questo omo sapiens, pretende di voler manipolare il loro patrimonio genetico
impunemente e superficialmente, tentando di confondere lesperienza accumulata in
milioni di anni dalla Natura.
Ricordiamoci
della chimica in agricoltura, essa è stata spacciata come indispensabile per la maggiore
produttività, per il bene delluomo e soprattutto di essere innocua; dopo soli 40
anni su tutto il Pianeta ne vediamo gli effetti: falde acquifere inquinate,
terreni arsi e desertificati, alimenti tossici, le api muoiono ed altre specie di animali si sono già
estinte, ecc. e tutto questo anche con la benedizione dei politici e delle autorità
sanitarie.
La
bio tecnologia, nella sua espressione di manipolazione genetica è un terribile pericolo
in mano a personaggi irresponsabili collegati alle multinazionali, per cui stiamo certi
che i danni se non fermati sul nascere, saranno incalcolabili.
Un
esempio, già dai primi esperimenti biogenetici, gli animali prodotti sono deboli,
facilmente malati, perché il loro sistema immunitario è alterato ed è particolarmente
debole di fronte alle malattie; sono sterili e non vivono fino ad età matura, ecc.;
questo pare dovuto, così dicono i luminari, alla ancora imperfetta tecnica di
inserimento genetico.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccini:
esperimenti medici sulle masse
By Dewey Ross Duffel & Ingri Cassel [02/10/2006]
Fino a poco tempo fa, poche persone
interrogavano i loro dottori quando l'ostetrica
dell'ospedale portava via i loro neonati perché
fossero "ripuliti". Questo prima di realizzare
che in quel periodo sono spesso soggetti ad
interventi medici non necessari, come le
iniezioni di Vitamina K e contro l'epatite B.
La maggior parte dei
genitori non è consapevole che il vaccino per l'epatite
B non è mai stato clinicamente testato
sui bambini sotto i cinque anni di età.
Infatti, tutti i vaccini attualmente in uso sono
autorizzati soprattutto in base ad una specifica
risposta di anticorpi e non su studi che ne
provino la sicurezza o l'efficacia.
NdR: ne' sono stati controllati nel tempo per
i danni che producono (ammissione delle
case produttrici)
Queste enormi sperimentazioni mediche sui nostri
bambini continuano all'età di due mesi, durante
il primo controllo del neonato, quando il
pediatra raccomanda che siano somministrate
cinque iniezioni di TaP, Hib, Hep B (la seconda
dopo la nascita), IPV (vaccino inattivo contro
la poliomelite), e PCV (vaccino pneumococcico)
durante la visita e tutte nel giro di mezz'ora.
A causa della
fiducia dei genitori nell'esperienza e lo studio
del loro pediatra, la maggior parte dei genitori
non mette in dubbio che sia saggio iniettare
tutti questi antigeni nel loro prezioso bambino
in un tanto breve periodo di tempo. La marea sta
cambiando, comunque, perché tante persone sono
testimoni di amici e famigliari che soffrono di
reazioni negative alle vaccinazioni di routine.
La ricerca rivela
che la propaganda di promozione dei vaccini non
è sostenuta dalla scienza. Nonostante questa
ricerca richieda considerevoli tempo ed energia,
molti genitori hanno scoperto che è uno studio
che avrebbero voluto fare prima. La vaccinazione
non è una pr ocedura di emergenza e nulla è più
importante dei nostri bam! bini. Un a dilazione
di pochi mesi nel fare questa decisione vitale è
certamente giustificata.
Tratto da :
http://www.laleva.org
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|