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Siccome
vi sono spesso malattie negli allevamenti ciò
dipende dal fatto che:
1 - Gli animali sono
allevati a stabulazione fissa e non vivano fuori
al
pascolo dove dovrebbero
stare.
2 - Gli stessi animali sono
alimentati fin da piccoli con cibi non adatti alla
loro specie/razza, per il fatto che essi non si
alimentano da soli ma sono praticamente obbligati
a mangiare ciò che gli fornite (e che in
genere sono prodotti industriali, quindi
NON
vitali = latte in polvere, farine
"strane" ecc.)
3 - lo Stress al quale questi
animali sono sottoposti per il fatto che sono
costretti sopravvivere in minuscole
gabbie/prigioni nei quali li tenete rinchiusi -
oppure sono in notevole sovra numero nello spazio
a loro concesso anche se sono a terra.
4 - Spesso negli allevamenti,
utilizzate farmaci tossici che non curano le cause, ma nascondono i sintomi e quindi nel tempo
la malattia si aggrava e le
difese immunitarie
sono dai farmaci soppresse e quindi gli animali
come gli uomini
si ammalano facilmente
..........specie
se li Vaccinate
!!!! essi saranno per tutta la vita immunodepressi
e facilmente preda di QUALSIASI malattia !!
Occorre riconsiderare i protocolli di allevamento
per avere bestie sane e robuste, oltre che salubri
per l'alimentazione umana. Dai
Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae
un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di
qualsiasi tipo) divengono piu'
sane, cioe'
non vengono facilmente attaccate dalle malattie,
sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e
saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo
a ns disposizione e che le
multinazionali
della
chimica e
dei
farmaci
e
vaccini,
hanno nascosto per vendere i loro veleni
pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello
vegetale.
Molti allevatori
stanno iniziando ad alimentare i loro animali
con questi vegetali coltivati con questi concimi
naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali
sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei
loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a
minore tenore di grassi nell'organismo ( -4%).
Commento NdR: la colpa
principalmente va data ai danni dei
Vaccini
che gli animali subiscono obbligatoriamente +
siccome si indeboliscono immunitariamente, le
malattie avanzano sempre piu' ed i farmaci
utilizzati per tentare di debellare le malattie
insorte, finiscono per danneggiare-intopssicare
ancora di piu', mantenendo cronicamente malati
gli animali.
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Omeopatia in veterinaria:
il futuro è
nell’integrazione con l’omeopatia
Curare gli animali con l’omeopatia, integrata
alla medicina classica, è un metodo sempre più
diffuso negli Stati Uniti e in Europa. In Italia
la pratica non è ancora molto usata: per questo
la Regione Toscana ha deciso di promuoverla
Italy-
Firenze. Curare gli animali con l’omeopatia,
magari integrata alla medicina classica, è un
metodo sempre più diffuso negli Stati Uniti e in
Europa e sta dando ottimi risultati. In Italia
la pratica non è ancora molto usata: per questo
la Regione Toscana ha deciso di promuoverla e ha
organizzato un convegno dove presentare diverse
esperienze di integrazione fra medicina classica
e medicina omeopatica in veterinaria.
L’appuntamento, dal titolo “Integrazione tra
medicine classica e omeopatica. Quali
opportunità in veterinaria?” è in corso di
svolgimento oggi, dalle 9.30 alle 18, nella sala
“Teatrino Lorenese” della Fortezza da Basso, a
Firenze. Il convegno, che rientra nell’ambito
delle iniziative di Terrafutura, oltre che dal
Consiglio regionale della Toscana è stato
organizzato dall’Istituto zooprofilattico
sperimentale di Lazio e Toscana (Izs), dalla
Società italiana di omeopatia e medicina
integrata (Siomi) e dal Gruppo omeopatico
Dulcamara. Per il Consiglio regionale
partecipano il presidente e alcuni membri della
commissione Sanità. “Anche gli studi condotti in
Toscana hanno dimostrato che l’omeopatia
funziona benissimo sugli animali, e anzi hanno
sgombrato il campo dai dubbi sull’effetto
placebo” ha spiegato il presidente della
commissione regionale Sanità. Nella
sperimentazione del medicinale omeopatico sugli
uomini, infatti, alcuni esperti avanzano
regolarmente il dubbio che l’efficacia sia
dovuta all’effetto placebo. Ma, ha proseguito il
presidente, “dato che è difficile che una vacca
o un maiale si sentano meglio solo perché sanno
di aver preso una medicina, è evidente che
l’omeopatia funziona”.
Uno studio condotto dal dottor Franco Del
Francia a Cortona su cinquecento pecore ha messo
in luce che il gruppo trattato con l’omeopatia
presenta performances produttive, salute e
livello di benessere migliori rispetto agli
animali trattati solo con medicinali allopatici
o con farmaci “placebo”.
A confrontarsi nel convegno e a portare le loro
esperienze, fra gli altri, il sottosegretario di
Stato del ministero della Salute Gian Paolo
Patta, il preside della facoltà di Medicina
veterinaria dell’università degli studi di Pisa
Vittorio Tellarini, il direttore generale dell’Izs
Nazareno Renzo Brizioli, la presidente della
Siomi Simonetta Bernardini, il presidente della
Faculty of Homeopathy di Londra John Saxton, il
membro veterinario della Faculty-Vet Mfhom e
direttore della didattica veterinaria della
scuola di omeopatia Dulcamara Barbara Rigamonti.
Le conclusioni sono affidate all’assessore
regionale al diritto alla salute. (Cem)
Tratto da:
http://www.parlamento.toscana.it
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