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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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MEMORIA dell'ACQUA   
INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI  
MEMORIA ACQUA  2  +  Proprieta' dell'Acqua  Memoria acqua 3
Cluster dell'acqua 1
  +  Cluster 2  +  Bibliografia sulla Memoria dell'Acqua  +  Domini di Coerenza
Memoria Biologica  +  Memoria Risonanza  +  Cimatica  + 
ElettroMagnetismo e' Vita
I Liquidi interferiscono con le perturbazioni Ionoatmosferiche ed Elettromagnetiche
Bioelettronica 
+  Introduzione alla Medicina Naturale

http://www.albergoacler.it/Omaggio a Viktor Schauberger.htm
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2003/12/09/omaggio_a_viktor_schauberger_kapieren_und_kopieren.htm
Correzione del pH  +  Spettrofotometria
Campo Psico Energetico - effetto Kirlian
 

L'acqua mostra qualcosa come una "memoria" della sua storia, esattamente come per il comportamento dei materiali ferromagnetici che non può essere attribuito ad un'ipotetica differenza della composizione molecolare tra il materiale magnetizzato e quello normale.
Questa e’ la conclusione viste le ormai ampie evidenze fisiche e chimiche che dimostrano che l'acqua manifesta qualcosa di simile all'isteresi.

vedi: Biorisonanza  +  Memoria e risonanza  +  Cluster dell'acqua

 

Forma dell'acqua che varia a 100 Hertz

Spiegazione fisica del fenomeno della memoria dell'acqua, facciamo un esempio:
la memorizzazione dei dati-info sul silicio avviene in  questo modo:
Il silicio ultrapuro è un semiconduttore intrinseco (o puro) e può essere drogato con arsenico, fosforo, gallio o boro per renderlo più conduttivo e utilizzarlo in transistor, pannelli solari o celle solari (solar cells) , e altre apparecchiature a semiconduttori, che sono utilizzate in elettronica e altre applicazioni ad alta tecnologia.
 Esistono due tipi di drograggio legati al silicio che permettono di dare eccesso di elettroni alla banda di conduzione (semiconduttore di tipo n) o lacune di elettroni alla banda di valenza (semiconduttore di tipo p).
Il silicio può essere usato nei laser per produrre luce coerente con una lunghezza d'onda di 4560 angstrom.

Ricordiamo che l'acqua e' un OTTIMO conduttore-veicolo dell'elettromagnetismo.
La memorizzazione avviene solamente quando gli atomi presenti nella parte si silicio interessata si aggregano a forma di cluster di coerenza (grappoli), a quel punto la memoria di superficie del cluster ed i CEM degli atomi stessi sono in grado di ricevere le info e di memorizzarle per rilasciarle al momento opportuno.
CM = Un campo magnetico è un campo vettoriale: associa, cioè, ad ogni punto nello spazio un vettore che può variare nel tempo.
Nell’acqua avviene la stessa cosa, ma il “supporto” sono i “Cluster(*) delle molecole di acqua che si aggregano e che composti dai relativi atomi in essi contenuti, a quel punto la memoria di superficie del cluster ed i CEM degli atomi stessi sono in grado di ricevere le info e di memorizzarle per rilasciarle al momento opportuno nel nuovo solvente con il quale quel tipo di acqua viene ad essere in contatto.

(*) Con il termine Cluster, di diretta derivazione dalla lingua Inglese, si intende un gruppo; il sostantivo, invariante, viene utilizzato prevalentemente in ambito scientifico e tecnico. Nell'ambito scientifico, con il termine cluster si intende un gruppo di unità simili o vicine tra loro.

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La meccanica quantistica potrebbe avere qualcosa a che fare con l'omeopatia.
Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale presso l'Istituto di Fisica Nucleare di Milano, non lo nega. Noto per lo studio sulla fusione fredda commissionato nel 2001 dal nobel Carlo Rubbia, allora presidente dell'ENEA, ha anche condotto ricerche con Giuliano Preparata, deceduto misteriosamente nel 2000, sul fenomeno della memoria dell'acqua, nell'ambito della CQED (Coerenza elettrodinamica quantistica).
Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell'Universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe dare un fondamento scientifico alla dinamizzazione omeopatica, in quanto le molecole di acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui entrano in contatto. [1]
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui milioni di molecole oscillano all'interno di un campo elettromagnetico di tipo coerente, protetto da legami di idrogeno con entropia costante all'interno. [2]
Emilio Del Giudice, quando parla di queste cose, sta evidentemente parlando di fenomeni già noti a Jacques Benveniste, il medico francese che diluendo una soluzione contenente anticorpi anti-ige (specificha proteina prodotta dai globuli bianchi come difesa), si accorse che superata una certa soglia l'effetto sui basofili (un particolare tipo di globuli bianchi) ricominciava ad aumentare. Il principio attivo non avrebbe dovuto agire per l'esiguo numero di molecole presenti, ma Benveniste aveva scoperto quello strano fenomeno che poi chiamò "Memoria dell'acqua". Questo segnò la sua fine come scienziato, dato che le aziende farmaceutiche tagliarono tutti i fondi, i giornali iniziarono una campagna diffamatoria nei suoi confronti e nessuno pubblicò più i suoi articoli scientifici. [3]
Persecuzione ormai famigliare a chi oggi pratica l'omeopatia per mestiere. Eppure sono molti gli scienziati o i medici pronti a sostenere l'assoluta efficacia dell'omeopatia, come potete constatare voi stessi leggendo l'appello che segue, sottoscritto da medici e ricercatori.
Tratto da: http://www.amnco.it/server/universitari.pdf

[1] E. Del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, Physical Review Letters, 29 agosto 1988
[2] R.Arani, I. Bono, E. Del Giudice, G. Preparata, Int. J. Of Mod. Phys. (1995) 1813 ed anche G. Preparata QED & Medicine - Proceedings meeting del 14.12.1999 Univ. Roma La Sapienza
[3] La mia verità sulla memoria dell'acqua, Jaques Benveniste

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La nascita della vita e' un caso ? pare di no ! -  vedi: Progetto di Vita
Da recenti scoperte effettuate da studiosi e ricercatori del laboratorio di fluidi complessi e biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua i frammenti di DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza "spontanea" a formare cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate nelle quali le molecole si collocano in modo regolare; i frammenti di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole,  spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra inequivocabilmente le proprieta' di auto organizzazione della materia e potrebbe fornire la prova di cio' che sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche' questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo prebiotico di legami chimici a  partire da frammenti di DNA.

Questa ricerca  dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.) di avere in se' un "Programma di Vita" e quindi anche nell' acqua  (solvente primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da "riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma importante, sulla memoria dell'acqua e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster  dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.

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Nuovi esperimenti pare lo confermino. vedi Messaggi dall'acqua
Questione ancora aperta: esiste la memoria dell'acqua, come già alcuni avevano ritenuto, non creduti, in passato ?

Pare di sì a giudicare dagli ultimi esperimenti del chimico svizzero Louis Rey, che ha indagato la memoria dell'acqua sul ghiaccio. Come riferito su Physica A, la questione non è puramente teorica. Infatti molti seguaci della medicina omeopatica basano le loro cure su soluzioni acquose diluitissime di un composto, il principio attivo della cura. 
Senza memoria la presenza effettiva del principio attivo è così ininfluente che la cura stessa non potrebbe che essere inefficace.
Per riuscire a districarsi in questa annosa diatriba tra oppositori e sostenitori della memoria dell'acqua, Roy ha studiato il ghiaccio con la termoluminescenza. La tecnica consiste nell'inviare radiazioni al campione e in seguito misurare il tipo di luce emessa da esso. Questa viene rivelata su un grafico, tecnicamente noto come spettro. 
La forma dello spettro dipende dal tipo di legami chimici di cui è composto il solido esaminato. 
Roy ha studiato lo spettro del ghiaccio puro e lo ha poi confrontato con quello di ghiaccio ottenuto raffreddando soluzioni diluitissime di due sali, il comune sale da cucina, cloruro di sodio, e il cloruro di litio. 
Poiché l'effetto dei sali è quello di stravolgere il normale reticolo di legami chimici dell'acqua, la tesi di Roy è che se l'acqua ha memoria allora gli spettri del ghiaccio puro e di quello ricavato dalle soluzioni saline anche iper-diluite devono essere diversi.  Ed effettivamente lo scienziato trova che è così.
Allora l'acqua ha memoria anche di una minima quantità di soluti sciolti in essa ? 
I suoi esperimenti non chiudono la questione. C'è chi obietta che le proprietà chimiche del ghiaccio sono diverse da quelle dell'acqua, chi sostiene di valutare la ripetibilità dei suoi risultati sperimentali.
Tratto da http://www.heramagazine.net/news/newssommario.html

Commento (NdR): analizzando due fiocchi di neve al microscopio, risultano diversi uno dall’altro, e c’è anche di più: sciogliendo separatamente i due fiocchi e facendologelare nuovamente, si ri-ottengono gli stessi identici fiocchi.
Questa è memoria, memoria dell’acqua. Infatti ogni molecola dell’acqua possiede un’identitàgeometrica originale ed inconfondibile, che la rende unica fra miliardi di miliardi di altre simili.

Inoltre
recenti scoperte effettuate da studiosi e ricercatori del laboratorio di fluidi complessi e biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua i frammenti di DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza "spontanea" a formare cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate nelle quali le molecole si collocano in modo regolare; i frammenti di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole,  spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra inequivocabilmente le proprieta' di auto organizzazione della materia e potrebbe fornire la prova di cio' che sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche' questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo prebiotico di legami chimici a  partire da frammenti di DNA.

Questa ricerca  dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.) di avere in se' un "Programma di Vita" e quindi anche nell' acqua  (solvente primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da "riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma importante, sulla memoria dell'acqua e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster  dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.

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The structure of water isn't certain after all

        With electrons whizzing around at nearly the speed of light and throwing off infrared radiation and X-rays as though there's no tomorrow, the cutting-edge Synchrotron Radiation Laboratory at Stanford University seems to have little in common with new-age drinks or alternative medicine. But that was before plain old water - the most abundant substance on Earth, the basis of life, a compound whose structure was probed during Queen Victoria's reign - turned out to have fooled a long line of scientists. "It's such a basic question, the structure of water," says chemical physicist Anders Nilsson of Stanford. "It's amazing we don't really understand it."

        Dr. Nilsson made a splash, so to speak, when he and colleagues took a page from director Michelangelo Antonioni. They planned to use X-rays generated by the synchrotron, a kind of particle accelerator, to study chemical bonds in molecules in water. But just as the photographer in Antonioni's 1966 existential classic, "Blow-Up," found that the lovers' tryst he had shot was less interesting than the background (which contained a man with a gun), so the scientists found the background water to be where the action was.

        Liquid water, they concluded from the X-ray data, has a structure totally at odds with what textbooks say and what scientists have believed for more than a century. Rather than being a sea of tetrahedrons - little pyramids with triangular bases, formed when each water molecule connects to four others - it seems to be an ocean of rings and chains, with most molecules hooking up with only two others via strong bonds. As often happens when the conventional wisdom starts to collapse, on closer inspection there wasn't much holding it up in the first place. The notion that water molecules form pyramids actually had little empirical support, Dr. Nilsson says: "Experimental findings have been so sparse that theoretical work has dominated the field," and the theory is so inexact "that you can get almost any result you want just by tweaking" a few numbers. Not everyone is sold on the rings and chain idea. Just months after the Stanford team concluded that the pyramid model was all wet, and in response to it, scientists at the University of California, Berkeley, announced that water is too a bunch of tiny pyramids. That brought a testy response from the Stanford researchers, who disparaged their rivals' experiment as full of "fundamental shortcomings" and beset by a "lack of reproducibility."

        Although the Berkeley team is sticking to its pyramids, many scientists are persuaded by the rings and chain. Overturning the pyramid notion is "an incredibly big deal," says chemist Giulia Galli of UC Davis, who wasn't involved in the experiment. She is using a supercomputer to crank through trillions of quantum calculations to determine what structure water should have according to basic principles. This may seem like an esoteric question, "but different structures (of water) should behave differently," says Prof. Galli. Because life runs on water, fathoming its true structure could overturn key ideas in biology. That is years away, but marketers are already exploiting the upheaval in the science of water. Last month, H2Om LLC of Los Angeles unveiled what it calls "the world's first 'vibrationally charged' bottled water." Although H2Om (pronounced H-two-Om, as in the mantra) starts with conventional spring water, exposure to words on the bottle's label alters it, says the company: "Love" and "Perfect Health," the first varieties, each transmits a "vibrational frequency" that the water absorbs. Each bottle is supposedly also infused through music (in the storage room after bottling) and thoughts (from the person drinking it). The precise science by which the water retains its desirable new structure even as the delivery van passes billboards about HIV and graffiti filled with hate words remains to be worked out.

        Fans of homeopathy are also hitching their star to the water revolution. This largely discredited form of alternative medicine is based on the belief that vanishingly small amounts of substances change the structure of water in a way that makes it therapeutic. In a new paper, William Tiller, former chairman of materials science at Stanford, and colleagues argue that "water can indeed have its properties and hence its structure changed rather easily." From their review of more than 100 studies, they conclude that water is "a 'zoo' of mixed sizes of molecules," suggesting "a potential relevance to homeopathy."

        "People have ignored the possibility that liquid water can have multiple structures," says Rustum Roy, a materials scientist at Pennsylvania State University and co-author of the paper in Materials Research Innovations. " But there is good evidence for nanostructures." As Prof. Galli suggests, "In a tube measuring one to two nanometers, holding 60 to 80 water molecules, interactions with the wall of the tube might change water's structure." Few serious scientists are betting on homeopathy, let alone love-infused water. But as Dr. Nilsson says, "It's amazing we are so uncertain about the most abundant substance on Earth. I have a feeling that, with water, there will be more surprises."
By HomeoCityNews


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Un Fisico conferma: L’acqua ha una memoria !

Uno scienziato svizzero ha fatto felici tutti i sostenitori dell'omeopatia, dimostrando che l'acqua ha un'ottima memoria. È quindi capace di mantenere il ricordo delle sostanze che sono state disciolte in essa. 

L’omeopatia è la tecnica della medicina alternativa più conosciuta e diffusa nel mondo occidentale. Tuttavia, questa disciplina è fondata su un principio che non convince per ora la maggior parte dei medici: il fatto che l’acqua possegga una specie di memoria.
In omeopatia, infatti le sostanze attive, per i farmaci omeopatici, sono sciolti in acqua a diluizioni molto alte.
Ciò significa che trovare una molecola di principio attivo nella boccettina di medicinale omeopatico e’ quasi impossibile.
Tuttavia, le cure omeopatiche funzionano anche perche’ alle volte, hanno delle controindicazioni (effetti collaterali di disturbo) per cui vanno sospese.

Secondo i medici che li preparano, i farmaci omeopatici funzionano perché l’acqua mantiene la “memoria” delle sostanze che vi sono state disciolte.
Per cui non importa quanto sia diluito il principio attivo omeopatico, l’acqua ne porterà sempre l’impronta. Ed è proprio questa impronta che rende l’acqua capace di aiutare a guarire.

Il limite dell’omeopatia pero’ è questo: l’esistenza della memoria dell’acqua, infatti, non è mai stata dimostrata dalla medicina ufficiale in quanto non sono stati effettuati studi con nuove e piu’ avanzate tecniche di indagine.
Ci aveva provato qualche anno fa il famoso immunologo francese Jacques Benveniste, caduto recentemente in disgrazia (scientificamente parlando), pare proprio per la irripetibilita’ delle sue ricerche sull’argomento.
Ma dalla Svizzera arrivano ottime notizie per i sostenitori delle medicine alternative. Il fisico fisico Luis Rey, pare sia riuscito a dimostrare la presenza della memoria dell’acqua con un suo nuovo procedimento tecnico scientifico.

Il ricercatore elvetico, che e’ un personaggio insospettabile, ha usato una tecnica chiamata termoluminescenza, tecnica impiegata per studiare la struttura molecolare dei solidi: es. se si illumina una oggetto, infatti, parte dell’energia luminosa viene assorbita e poi riemessa dal corpo. Le caratteristiche della luce emessa sono diverse da quella che ha colpito l’oggetto, e dipendono dalla struttura molecolare dell’oggetto stesso.

Definizione della Termo Luminescenza - Tratto da: http://www.sapere.it/tca/MainApp
”Luminescenza dovuta a eccitazione termica".
Si verifica in alcune sostanze, fosfori, per riscaldamento lento e graduale a temperatura molto inferiore a quella richiesta per l'incandescenza; si origina quando il materiale contiene determinate impurezze (per esempio gallio o indio nel solfuro di zinco, che è un materiale termoluminescente). 
Il fenomeno viene spiegato ammettendo che nel fosforo esistano trappole per elettroni e centri di luminescenza. Per effetto della radiazione esterna si creano elettroni liberi, alcuni dei quali potrebbero, in assenza di riscaldamento, essere intrappolati anche per lungo tempo con conseguente fosforescenza; con il riscaldamento invece l'elettrone può ricevere energia sufficiente per uscire dalla trappola, andare in un centro di luminescenza, cedergli la sua energia e determinare la corrispondente luminescenza per emissione di radiazione. Il fenomeno è ben distinto dall'emissione puramente termica.
In archeologia, la termoluminescenza viene impiegata per la datazione di reperti fittili (vasi, mattoni, argilla), sui quali non risulta efficace la datazione tradizionale con il carbonio 14, più adatta a materiali organici (legno, ossa, semi ecc.). 
Stimolato da un riscaldamento, il campione in esame, che nella sua storia ha ricevuto radiazioni ionizzanti dal terreno in cui è stato sepolto, genera un'emissione di luce. Misurando la quantità di luce emessa si risale alla dose radioattiva ricevuta e quindi all'età del campione”.
Indagine con la luce
Usando la tecnica di analisi della Termo luminescenza, il ricercatore svizzero Luis Rey ha studiato il ghiaccio formato da acqua pura e da alcune miscele di acqua e sali. Lo spettro di emissione delle varie soluzioni, che si ottiene al termine dell’esame per mezzo di un grafico, è molto diverso.
Questo perché le molecole d’acqua in presenza di un soluto cambiano il modo in cui sono legate tra di loro nel ghiaccio; diluendo la soluzione con la classica procedura omeopatica si ottengono gli stessi risultati; questa e’ la vera scoperta del ricercatore Luis Rey.
Egli ha dimostrato che anche se nella “miscela omeopatica” sono  assolutamente assenti le molecole di sale, le molecole dell’acqua che ne e’ venuta a contatto, rispondono alle radiazioni proprio come se ci fosse ancora molta sostanza disciolta del sale, cio’ corrisponde proprio a come se quell’acqua avesse mantenuto il ricordo ovvero la memoria del sale che aveva contenuto precedentemente.


Il dibattito e’ di nuovo aperto con altri punti a favore dell’Omeopatia
I risultati dello studio, non sono stati ancora pubblicati su di una rivista scientifica, ma sono stati anticipati nella rivista New Scientist, hanno comunque già scatenato un acceso dibattito fra i detrattori e gli estimatori dell’omeopatia.
Secondo Martin Chaplin, fisico della South Bank University di Londra, non si tratta di uno studio convincente. I risultati dello studio del fisico svizzero, sarebbero il frutto di una grossolana ed empirica esecuzione degli esperimenti effettuati.
Di parere opposto è l’esperto francese di Termo Luminescenza prof. Raphael Visocekas: secondo lo scienziato la procedura sperimentale di Luis Rey è rigorosa, tanto da essere facilmente ripetibile in qualunque laboratorio.
Ed è proprio questo che tutti coloro che sono interessati (pro e/o contro) all’omeopatia stanno aspettando da tempo: che altri scienziati ripetano con successo l’esperimento, per capire se si tratta di una scoperta sensazionale e definitiva sull’argomento.

vedi Bibliografia 

 

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