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L'acqua mostra qualcosa come
una "memoria" della sua storia, esattamente come per il
comportamento dei materiali ferromagnetici che non può
essere attribuito ad un'ipotetica differenza della
composizione molecolare tra il materiale magnetizzato e
quello normale.
Questa e’ la conclusione viste le ormai ampie evidenze
fisiche e chimiche che dimostrano che l'acqua manifesta
qualcosa di simile all'isteresi.
vedi: Biorisonanza
+
Memoria e risonanza +
Cluster dell'acqua
Forma dell'acqua
che varia a 100 Hertz
Spiegazione fisica del fenomeno della memoria
dell'acqua, facciamo un esempio:
la memorizzazione dei dati-info sul
silicio avviene in questo modo:
Il
silicio ultrapuro è un
semiconduttore intrinseco (o puro) e può essere
drogato con
arsenico,
fosforo,
gallio o
boro per renderlo più conduttivo e utilizzarlo in
transistor,
pannelli solari o celle solari (solar cells) , e
altre apparecchiature a semiconduttori, che sono
utilizzate in elettronica e altre applicazioni ad alta
tecnologia.
Esistono due tipi di drograggio legati al silicio che permettono di dare
eccesso di elettroni alla banda di conduzione
(semiconduttore di tipo n) o lacune di elettroni alla
banda di valenza (semiconduttore di tipo p).
Il silicio può essere usato nei
laser per produrre
luce coerente con una lunghezza d'onda di 4560
angstrom.
Ricordiamo che l'acqua e' un OTTIMO conduttore-veicolo
dell'elettromagnetismo.
La memorizzazione avviene solamente quando gli atomi
presenti nella parte si silicio interessata si aggregano
a forma di cluster di coerenza (grappoli), a quel punto
la memoria di superficie del cluster ed i CEM degli
atomi stessi sono in grado di ricevere le info e di
memorizzarle per rilasciarle al momento opportuno.
CM = Un campo magnetico è un
campo vettoriale: associa, cioè, ad ogni punto nello
spazio un
vettore che può variare nel
tempo.
Nell’acqua avviene la stessa cosa, ma il
“supporto” sono i “Cluster”
(*) delle molecole di acqua che si aggregano e
che composti dai relativi atomi in essi contenuti, a
quel punto la memoria di superficie del cluster ed i CEM
degli atomi stessi sono in grado di ricevere le info e
di memorizzarle per rilasciarle al momento opportuno nel
nuovo solvente con il quale quel tipo di acqua viene ad
essere in contatto.
(*) Con il termine
Cluster,
di diretta derivazione dalla lingua
Inglese, si intende un gruppo; il
sostantivo, invariante, viene utilizzato
prevalentemente in ambito scientifico e
tecnico. Nell'ambito scientifico, con il
termine cluster si intende un
gruppo di unità simili o vicine tra
loro.
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La meccanica
quantistica potrebbe avere qualcosa a che fare con l'omeopatia.
Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale
presso l'Istituto di Fisica Nucleare di Milano,
non lo nega. Noto per lo studio sulla
fusione
fredda commissionato nel 2001 dal nobel Carlo Rubbia,
allora presidente dell'ENEA, ha anche condotto ricerche
con Giuliano Preparata, deceduto misteriosamente nel
2000, sul fenomeno della memoria dell'acqua, nell'ambito
della CQED (Coerenza elettrodinamica quantistica).
Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell'Universo,
in grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo
potrebbe dare un fondamento scientifico alla
dinamizzazione omeopatica, in quanto le molecole di
acqua conserverebbero una geometria molecolare correlata
agli elementi chimici con cui entrano in contatto. [1]
Questi domini di coerenza hanno una dimensione di decine
di micron, in cui milioni di molecole oscillano
all'interno di un campo elettromagnetico di tipo
coerente, protetto da legami di idrogeno con entropia
costante all'interno. [2]
Emilio Del Giudice, quando parla di queste cose, sta
evidentemente parlando di fenomeni già noti a Jacques
Benveniste, il medico francese che diluendo una
soluzione contenente anticorpi anti-ige (specificha
proteina prodotta dai globuli bianchi come difesa), si
accorse che superata una certa soglia l'effetto sui
basofili (un particolare tipo di globuli bianchi)
ricominciava ad aumentare. Il principio attivo non
avrebbe dovuto agire per l'esiguo numero di molecole
presenti, ma Benveniste aveva scoperto quello strano
fenomeno che poi chiamò "Memoria
dell'acqua". Questo segnò la sua fine come
scienziato, dato che le
aziende farmaceutiche tagliarono tutti i fondi, i
giornali iniziarono una campagna diffamatoria nei suoi
confronti e nessuno pubblicò più i suoi articoli
scientifici. [3]
Persecuzione ormai famigliare a chi oggi pratica
l'omeopatia per mestiere. Eppure sono molti gli
scienziati o i medici pronti a sostenere l'assoluta
efficacia dell'omeopatia, come potete constatare voi
stessi leggendo l'appello che segue, sottoscritto da
medici e ricercatori.
Tratto da:
http://www.amnco.it/server/universitari.pdf
[1] E. Del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, Physical
Review Letters, 29 agosto 1988
[2] R.Arani, I. Bono, E. Del Giudice, G. Preparata, Int.
J. Of Mod. Phys. (1995) 1813 ed anche G. Preparata QED &
Medicine - Proceedings meeting del 14.12.1999 Univ. Roma
La Sapienza
[3] La mia verità sulla memoria dell'acqua, Jaques
Benveniste
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La nascita della vita e'
un caso ? pare di no ! - vedi:
Progetto di
Vita
Da recenti scoperte effettuate da studiosi e
ricercatori del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy)
e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza
"spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate
nelle quali le
molecole si collocano in modo regolare; i frammenti
di DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando
catene fisiche piu' lunghe delle singole molecole,
spiega Tommaso Bellini, uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra
inequivocabilmente le proprieta' di auto organizzazione
della
materia e potrebbe fornire la prova di cio' che
sarebbe avvenuto alle origini della Terra, perche'
questo fenomeno avrebbe favorito la nascita nel mondo
prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti di
DNA.
Questa ricerca dimostra
anche le proprieta' della materia (che essa ha insita a
livello subatomico, atomico, molecolare ecc.) di avere
in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell' acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma
importante, sulla
memoria dell'acqua e sulle sue proprieta'
aggregatrici (cluster
dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
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Nuovi
esperimenti pare lo confermino.
vedi
Messaggi
dall'acqua
Questione
ancora aperta: esiste la memoria dell'acqua, come già alcuni avevano
ritenuto, non creduti, in passato ?
Pare
di sì a giudicare dagli ultimi esperimenti del chimico svizzero Louis Rey,
che ha indagato la memoria dell'acqua sul ghiaccio. Come riferito su
Physica A, la questione non è puramente teorica. Infatti molti seguaci
della medicina omeopatica basano le loro cure su soluzioni acquose
diluitissime di un composto, il principio attivo della cura.
Senza memoria
la presenza effettiva del principio attivo è così ininfluente che la
cura stessa non potrebbe che essere inefficace.
Per riuscire a districarsi in questa annosa diatriba tra oppositori e
sostenitori della memoria dell'acqua, Roy ha studiato il ghiaccio con la
termoluminescenza. La tecnica consiste nell'inviare radiazioni al campione
e in seguito misurare il tipo di luce emessa da esso. Questa viene
rivelata su un grafico, tecnicamente noto come spettro.
La forma dello
spettro dipende dal tipo di legami chimici di cui è composto il solido
esaminato.
Roy ha studiato lo spettro del ghiaccio puro e lo ha poi
confrontato con quello di ghiaccio ottenuto raffreddando soluzioni
diluitissime di due sali, il comune sale da cucina, cloruro di sodio, e il
cloruro di litio.
Poiché l'effetto dei sali è quello di stravolgere il
normale reticolo di legami chimici dell'acqua, la tesi di Roy è che se
l'acqua ha memoria allora gli spettri del ghiaccio puro e di quello
ricavato dalle soluzioni saline anche iper-diluite devono essere diversi.
Ed effettivamente lo scienziato trova che è così.
Allora
l'acqua ha memoria anche di una minima quantità di soluti sciolti in essa
?
I suoi esperimenti non chiudono la questione. C'è chi obietta che le
proprietà chimiche del ghiaccio sono diverse da quelle dell'acqua, chi
sostiene di valutare la ripetibilità dei suoi risultati sperimentali.
Tratto da
http://www.heramagazine.net/news/newssommario.html
Commento (NdR):
analizzando due fiocchi di neve al microscopio,
risultano diversi uno dall’altro, e c’è anche di
più: sciogliendo separatamente i due fiocchi e
facendologelare nuovamente, si ri-ottengono gli
stessi identici fiocchi.
Questa è memoria, memoria dell’acqua. Infatti
ogni molecola dell’acqua possiede
un’identitàgeometrica originale ed
inconfondibile, che la rende unica fra miliardi
di miliardi di altre simili.
Inoltre
recenti scoperte effettuate da studiosi e
ricercatori del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di
Milano (Italy) e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la
tendenza "spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto
ordinate nelle quali le
molecole si collocano in modo regolare; i
frammenti di DNA tendono ad aderire gli uni agli
altri formando catene fisiche piu' lunghe delle
singole molecole, spiega Tommaso Bellini,
uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche'
dimostra inequivocabilmente le proprieta' di
auto organizzazione della
materia e potrebbe fornire la prova di cio'
che sarebbe avvenuto alle origini della Terra,
perche' questo fenomeno avrebbe favorito la
nascita nel mondo prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti
di DNA.
Questa ricerca
dimostra anche le proprieta' della materia (che essa ha
insita a livello subatomico, atomico, molecolare ecc.)
di avere in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell' acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste, nella sua
ricerca primordiale ma importante, sulla memoria
dell'acqua e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster
dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
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The structure of water isn't
certain after all
With
electrons whizzing around at nearly the speed of light
and throwing off infrared radiation and X-rays as though
there's no tomorrow, the cutting-edge Synchrotron
Radiation Laboratory at Stanford University seems to
have little in common with new-age drinks or alternative
medicine. But that was before plain old water - the most
abundant substance on Earth, the basis of life, a
compound whose structure was probed during Queen
Victoria's reign - turned out to have fooled a long line
of scientists. "It's such a basic question, the
structure of water," says chemical physicist Anders
Nilsson of Stanford. "It's amazing we don't really
understand it."
Dr. Nilsson made a
splash, so to speak, when he and colleagues took a page
from director Michelangelo Antonioni. They planned to
use X-rays generated by the synchrotron, a kind of
particle accelerator, to study chemical bonds in
molecules in water. But just as the photographer in
Antonioni's 1966 existential classic, "Blow-Up," found
that the lovers' tryst he had shot was less interesting
than the background (which contained a man with a gun),
so the scientists found the background water to be where
the action was.
Liquid water, they
concluded from the X-ray data, has a structure totally
at odds with what textbooks say and what scientists have
believed for more than a century. Rather than being a
sea of tetrahedrons - little pyramids with triangular
bases, formed when each water molecule connects to four
others - it seems to be an ocean of rings and chains,
with most molecules hooking up with only two others via
strong bonds. As often happens when the conventional
wisdom starts to collapse, on closer inspection there
wasn't much holding it up in the first place. The notion
that water molecules form pyramids actually had little
empirical support, Dr. Nilsson says: "Experimental
findings have been so sparse that theoretical work has
dominated the field," and the theory is so inexact "that
you can get almost any result you want just by tweaking"
a few numbers. Not everyone is sold on the rings and
chain idea. Just months after the Stanford team
concluded that the pyramid model was all wet, and in
response to it, scientists at the University of
California, Berkeley, announced that water is too a
bunch of tiny pyramids. That brought a testy response
from the Stanford researchers, who disparaged their
rivals' experiment as full of "fundamental shortcomings"
and beset by a "lack of reproducibility."
Although the
Berkeley team is sticking to its pyramids, many
scientists are persuaded by the rings and chain.
Overturning the pyramid notion is "an incredibly big
deal," says chemist Giulia Galli of UC Davis, who wasn't
involved in the experiment. She is using a supercomputer
to crank through trillions of quantum calculations to
determine what structure water should have according to
basic principles. This may seem like an esoteric
question, "but different structures (of water) should
behave differently," says Prof. Galli. Because life runs
on water, fathoming its true structure could overturn
key ideas in biology. That is years away, but marketers
are already exploiting the upheaval in the science of
water. Last month, H2Om LLC of Los Angeles unveiled what
it calls "the world's first 'vibrationally charged'
bottled water." Although H2Om (pronounced H-two-Om, as
in the mantra) starts with conventional spring water,
exposure to words on the bottle's label alters it, says
the company: "Love" and "Perfect Health," the first
varieties, each transmits a "vibrational frequency" that
the water absorbs. Each bottle is supposedly also
infused through music (in the storage room after
bottling) and thoughts (from the person drinking it).
The precise science by which the water retains its
desirable new structure even as the delivery van passes
billboards about HIV and graffiti filled with hate words
remains to be worked out.
Fans of homeopathy
are also hitching their star to the water revolution.
This largely discredited form of alternative medicine is
based on the belief that vanishingly small amounts of
substances change the structure of water in a way that
makes it therapeutic. In a new paper, William Tiller,
former chairman of materials science at Stanford, and
colleagues argue that "water can indeed have its
properties and hence its structure changed rather
easily." From their review of more than 100 studies,
they conclude that water is "a 'zoo' of mixed sizes of
molecules," suggesting "a potential relevance to
homeopathy."
"People have ignored the possibility that liquid
water can have multiple structures," says Rustum Roy, a
materials scientist at Pennsylvania State University and
co-author of the paper in Materials Research
Innovations. " But there is good evidence for
nanostructures." As Prof. Galli suggests, "In a tube
measuring one to two nanometers, holding 60 to 80 water
molecules, interactions with the wall of the tube might
change water's structure." Few serious scientists are
betting on homeopathy, let alone love-infused water. But
as Dr. Nilsson says, "It's amazing we are so uncertain
about the most abundant substance on Earth. I have a
feeling that, with water, there will be more surprises."
By HomeoCityNews
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Un
Fisico conferma: L’acqua ha una memoria !

Uno scienziato svizzero ha fatto felici tutti i
sostenitori dell'omeopatia, dimostrando che l'acqua ha un'ottima memoria.
È quindi capace di mantenere il ricordo delle sostanze che sono state
disciolte in essa.

L’omeopatia è la
tecnica della medicina alternativa più
conosciuta e diffusa nel mondo occidentale. Tuttavia, questa disciplina è
fondata su un principio che non convince per ora la maggior parte dei
medici: il fatto che l’acqua possegga una specie di memoria.
In omeopatia, infatti le sostanze attive, per i farmaci omeopatici, sono
sciolti in acqua a diluizioni molto alte.
Ciò significa che trovare una
molecola di principio attivo nella boccettina di medicinale omeopatico
e’ quasi impossibile. Tuttavia, le cure
omeopatiche funzionano anche perche’ alle volte, hanno delle
controindicazioni (effetti collaterali di disturbo) per cui vanno sospese.
Secondo
i medici che li preparano, i farmaci omeopatici funzionano perché
l’acqua mantiene la “memoria” delle sostanze che vi sono state
disciolte.
Per cui non importa quanto sia diluito il principio attivo omeopatico,
l’acqua ne porterà sempre l’impronta. Ed è proprio questa impronta
che rende l’acqua capace di aiutare a guarire.
Il limite dell’omeopatia pero’ è questo:
l’esistenza della memoria dell’acqua, infatti, non è mai stata
dimostrata dalla medicina ufficiale in quanto non sono stati effettuati
studi con nuove e piu’ avanzate tecniche di indagine.
Ci aveva provato
qualche anno fa il famoso immunologo francese Jacques Benveniste, caduto
recentemente in disgrazia (scientificamente parlando), pare proprio per la
irripetibilita’ delle sue ricerche sull’argomento.
Ma dalla Svizzera
arrivano ottime notizie per i sostenitori delle medicine alternative. Il
fisico fisico Luis Rey, pare sia riuscito a dimostrare la presenza della
memoria dell’acqua con un suo nuovo procedimento tecnico scientifico.
Il ricercatore elvetico, che e’ un personaggio
insospettabile, ha usato una tecnica chiamata termoluminescenza, tecnica
impiegata per studiare la struttura molecolare dei solidi: es. se si
illumina una oggetto, infatti, parte dell’energia luminosa viene
assorbita e poi riemessa dal corpo. Le caratteristiche della luce emessa
sono diverse da quella che ha colpito l’oggetto, e dipendono dalla
struttura molecolare dell’oggetto stesso.
Definizione
della Termo Luminescenza - Tratto da:
http://www.sapere.it/tca/MainApp
”Luminescenza dovuta a eccitazione termica".
Si verifica in alcune sostanze, fosfori, per riscaldamento lento e graduale a
temperatura molto inferiore a quella richiesta per l'incandescenza; si
origina quando il materiale contiene determinate impurezze (per esempio
gallio o indio nel solfuro di zinco, che è un materiale termoluminescente).
Il fenomeno viene spiegato ammettendo che nel fosforo esistano trappole
per elettroni e centri di luminescenza. Per effetto della radiazione
esterna si creano elettroni liberi, alcuni dei quali potrebbero, in
assenza di riscaldamento, essere intrappolati anche per lungo tempo con
conseguente fosforescenza; con il riscaldamento invece l'elettrone può
ricevere energia sufficiente per uscire dalla trappola, andare in un
centro di luminescenza, cedergli la sua energia e determinare la
corrispondente luminescenza per emissione di radiazione. Il fenomeno è
ben distinto dall'emissione puramente termica.
In archeologia, la
termoluminescenza viene impiegata per la datazione di reperti fittili
(vasi, mattoni, argilla), sui quali non risulta efficace la datazione tradizionale con il carbonio 14, più adatta a
materiali organici (legno, ossa, semi ecc.).
Stimolato da un riscaldamento, il campione in esame, che nella sua storia
ha ricevuto radiazioni ionizzanti dal terreno in cui è stato sepolto,
genera un'emissione di luce. Misurando la quantità di luce emessa si
risale alla dose radioattiva ricevuta e quindi all'età del campione”.
Indagine con la luce
Usando la tecnica di analisi della Termo
luminescenza, il ricercatore svizzero Luis Rey ha studiato il ghiaccio
formato da acqua pura e da alcune miscele di acqua e sali. Lo spettro di
emissione delle varie soluzioni, che si ottiene al termine dell’esame
per mezzo di un grafico, è molto diverso.
Questo perché le molecole d’acqua in presenza di un soluto cambiano il
modo in cui sono legate tra di loro nel ghiaccio; diluendo la soluzione
con la classica procedura omeopatica si ottengono gli stessi risultati;
questa e’ la vera scoperta del ricercatore Luis Rey.
Egli ha dimostrato che anche se nella “miscela omeopatica” sono
assolutamente assenti le molecole di sale, le molecole dell’acqua
che ne e’ venuta a contatto, rispondono alle radiazioni proprio come se
ci fosse ancora molta sostanza disciolta del sale, cio’ corrisponde
proprio a come se quell’acqua avesse mantenuto il ricordo ovvero la
memoria del sale che aveva contenuto precedentemente.
Il dibattito e’ di nuovo aperto con altri punti
a favore dell’Omeopatia
I risultati dello studio, non sono stati ancora
pubblicati su di una rivista scientifica, ma sono stati anticipati nella
rivista New Scientist, hanno comunque già scatenato un acceso
dibattito fra i detrattori e gli estimatori dell’omeopatia.
Secondo Martin Chaplin, fisico della South Bank University di Londra, non
si tratta di uno studio convincente. I risultati dello studio del fisico
svizzero, sarebbero il frutto di una grossolana ed empirica esecuzione
degli esperimenti effettuati.
Di parere opposto è l’esperto francese di Termo Luminescenza prof.
Raphael Visocekas: secondo lo scienziato la procedura sperimentale di Luis
Rey è rigorosa, tanto da essere facilmente ripetibile in qualunque
laboratorio.
Ed è proprio questo che tutti coloro che sono interessati
(pro e/o contro) all’omeopatia stanno aspettando da tempo: che altri
scienziati ripetano con successo l’esperimento, per capire se si tratta
di una scoperta sensazionale e definitiva sull’argomento.
vedi
Bibliografia
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