Prevenzione
delle malattie degenerative
Come abbiamo da sempre
affermato in Medicina Naturale le malattie
degenerative sono l’ultimo anello di una catena
patologica iniziata molti anni prima. Anche gli
studi del ricercatore italiano Giovanni Puccio
non si sono mai discostati
Scopo della Medicina Naturale e’ di scoprire la
vera eziopatogenesi delle malattie ed in
particolare quella delle degenerative e come
prevenirle.
Ecco in modo assai riassuntivo le nostre
“scoperte”, che pero’ sono identiche agli
antichi principi della Medicina Naturale.
Un organismo è sano SOLO quando il suo sistema
di osmosi cellulare e’ in perfetta funzione e
questa salubre funzione e’sempre determinata
dall’equilibrio elettrochimico fra liquidi extra
cellulari e quelli endo cellulari: tutto cio’
mantiene attivo e perfettamente funzionante
oltre al sistema nutrizionale cellulare,
tissutale ed organico anche quello
immunitario.
I giusti rapporti bio elettronico chimici della
cellula fra il suo interno e l’esterno, è basato
sulla stabilità del potenziale di transmembrana
e sulla regolarità del meccanismo delle pompe
sodio-potassio-calcio-magnesio( NA/K e CA/MG),
che oltre a mantenere un regolare e giusto
rapporto degli elementi chimici, mantengono un
giusto potenziale di transmembrana.
La funzionalità regolare e salubre delle
”pompe” è salvaguardata dall’acido ascorbico
(vitamina C), che salifica i quattro elementi
NA/K e CA/MG nei relativi ascorbati.
Ma la vitamina C, cioe’ l'acido ascorbico, per
salificare i quattro elementi deve stare allo
stato” ridotto” e questi è mantenutotele dai
gruppi tiolici -SH, legati principalmente al
Glutatione, sostanza preparata e specializzata
dal fegato.
Nonostante la rapida evoluzione in medicina, degli
strumenti diagnostici e terapeutici a nostra disposizione, nel corso degli
ultimi anni e sopra tutto nei paesi industrializzati il tasso di mortalità
in seguito alle malattie degenerative (artrite, disturbi neurologici,
cataratta, cancro, malattie autoimmuni, ecc.) e quelle cardiovascolari (arterosclerosi,
infarto, ecc.) è notevolmente aumentato.
Per queste patologie, come per l'invecchiamento, è
stato ormai evidenziato lo stretto coinvolgimento dei radicali liberi
(Tossine). I radicali liberi sono sostanze altamente reattive che se non
neutralizzate prontamente, si legano ed ossidano:
1.
I lipidi delle membrane cellulari ad alterazioni funzionali delle
cellule e di conseguenza, dei tessuti di appartenenza.
2.
Le lipoproteine a bassa densità (LDL), che diventano LDL ossidate,
che sono sostanze particolarmente citotossiche che danneggiano l'integrità
dell'endotelio del vaso sanguigno dove si trovano. Di conseguenza, si
induce lo sviluppo e la progressione delle lesioni arterosclerotiche e
quindi delle malattie cardio-vascolari.
3.
Gli acidi nucleici (DNA ed RNA), con conseguente danneggiamento del
materiale genetico: le mutazioni del codice genetico.
4.
Le proteine, sia quelle strutturali (acido ialuronico, collagene,
ecc.) che quelle regolatorie (enzimi, ormoni, emoglobina, nucleoproteine,
ecc. ), con conseguenti danni strutturali e funzionali all'organismo.
Il nostro organismo
ha sviluppato fin dalle sue origini piu’ remote, vari
sistemi difensivi per proteggersi dai continui
attacchi dei radicali liberi, per mezzo degli antiossidanti
Zolfo +
Glutatione.
E' quindi importante che
nell'organismo vi sia equilibrio fra produzione di radicali liberi e
livelli di difese antiossidanti. Se vengono prodotti troppi radicali
liberi (per esempio, in conseguenza ad un'alimentazione squilibrata, un
prolungato stress psico-fisico, vaccinazioni, utilizzo di farmaci di
sintesi, consumo di alcool, fumo, un'esposizione impropria a radiazioni
ultraviolette, ad inquinanti ambientali ecc.) si sviluppa una condizione
di stress ossidativo che può determinare la comparsa di un danno cronico
anche grave.
E qui innestiamo
dagli studi del ricercatore Giovanni Puccio, il
quale ha ben spiegato in modo semplice e chiaro,
i meccanismi che abbiamo sopra descritti:
Tratto dalla relazione scientifica
"eziopatogenesi del cancro" depositata in
tribunale nel 2000:
Questi gruppi hanno
il compito di mantenere allo stato ridotto
tutto il sistema antiossidante e le proteine ma
soprattutto di mantenere stabile il rapporto
ossidante/riducente dell'organismo dal quale
ricava energia e di legare i veleni che
attaccano l'organismo dall'esterno e
dall'interno ma soprattutto la cellula. Infatti
ogni gene ha un enzima e l'enzima è correlato
all'RNA .
L'immissione del veleno blocca l'enzima e questi
si ripercuote sull’RNA che viene lesionato.
L'informazione genetica resta cosi alterata e la
degenerazione cellulare può presentarsi in
qualsiasi momento, anche dopo anni.
Volendo semplificare
al massimo diciamo che per mantenere attivo e
funzionante un buon sistema biochimico(
equilibrio elettrochimico della cellula e
sistema immunitario) dobbiamo tenere sotto
controllo i gruppi tiolici che sono ubiquitari
nell'organismo, ma che le grosse riserve sono
presenti nel fegato.
Infatti questi intervengono sempre in caso di
immissione di veleni nell'organismo per evitare
che succeda lo stress ossidativi) che si traduce
in alterazioni: della omeoastasi (ca++);
membrane cellulari; mitocondri; citoscheletro;
proteine; DNA; ATP/redox.
Una delle molecole organiche legati ai gruppi SH
è il Glutatione presente negli eritrociti 21/46
mg per 100 mi di sangue intero, la molecola più
importante. Quindi sulla base della nostra
esperienza possiamo dire che tenere sotto
controllo i gruppi tiolici ci permette di
prevenire l'alterazione della cellula e del
sistema immunitario e quindi le malattie
degenerative.
1) ascorbato +
agente ossidante, -> deidroascorbato+ H2O2
2) deidroascorbato+-
2 GSH -} ascorbato+ GSSG
3) H2O2 +2GSH-} 2
H2O+ GSSG
4) GSSG + NADPH +
Tt -> 2GSH + NADP+
Riepilogando: questi
esami oltre alla prevenzione servono per
monitorare tutte le terapie adottate e le
evoluzioni delle patologie seguenti: ustioni
ischemìe, cardiopatie , traumi cerebrali,
cancro, sclerosi multipla, sclerosi laterale
amiotrofica, distrofia muscolare, parkinson,
alzheimer, lyme borreliosis ecc. ecc è
soprattutto l'istaurarsi di una flogosi acuta.
La terapia crap riesce
ad integrare facilmente i gruppi -SH (dimostrato
) e quindi tutto il sistema antiossidante in
pochissimo tempo portando l’organismo a
riequilibrarsi nel suo giusto rapporto ossidante
riducente e quindi ristabilire il sistema
immunitario .Integrando il sistema riducente la
cellula non potrà mai degenerare.
La presente è stata redatta da Rossetta Puccio,
Segretaria dell'associazione: "EMMANUELE"
Via A. Cesalpino, 2 - 90128 Palermo - Italy
By
Giovanni Puccio,
ricercatore, consulente scientifico e Presidente
dell'associazione per la ricerca scientifica .
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Lo stress ossidativo
E' causato da uno
sbilanciamento tra la produzione di ossigeno
reattivo e l'abilità di un sistema biologico di
detossificare prontamente gli intermedi di
reazione o di riparare facilmente il danno
risultante. Tutte le forme di vita mantengono un
ambiente riducente entro le proprie cellule;
l'ambiente cellulare
redox è preservato da
enzimi che mantengono lo stato ridotto
attraverso un costante input di energia
metabolica. Eventuali disturbi in questo normale
stato redox può causare effetti tossici per la
produzione di
perossidi e
radicali liberi che danneggiano tutti i
componenti della cellula, incluse
proteine,
lipidi e
DNA.
Comunque, le
specie reattive dell'ossigeno possono essere
benefiche, come quando usate dal
sistema immunitario come via per eliminare
patogeni e come una forma di
oscillazione e
comunicazione cellulare.
Il termine STRESS
OSSIDATIVO identifica la modificazione del
normale equilibrio intracellulare tra sostanze
ossidanti, prodotte fisiologicamente durante i
processi metabolici e il sistema di difesa
antiossidante che svolge la funzione di
neutralizzarle.
Numerosi processi fisiologici e patologici (l’infiammazione,
le infezioni, la carcinogenesi, l’invecchiamento,
i processi di riparazione cellulare, le
radiazioni etc.) possono aumentare la produzione
di sostanze ossidanti, dette specie reattive
dell’ossigeno (ROS) o più comunemente radicali
liberi e/o compromettere il sistema di difesa
antiossidante.
Quando le sostanze ossidanti prevalgono e/o le
sostanze antiossidanti si riducono, si configura
lo stress ossidativi. La maggior fonte di
sostanze ossidanti è la catena respiratoria
mitocondriale. A questo livello si producono
radicali liberi,le principali sostanze ossidanti
elaborate dall’organismo.
I radicali liberi sono sostanze derivate
dall’ossigeno molecolare, caratterizzate dalla
presenza di elettroni spaiati. Sono altamente
reattivi e possono danneggiare il DNA, le
proteine, i carboidrati ed i lipidi.
Intervengono nei normali processi di crescita e
morte della cellula e sono coinvolti nelle
risposte infiammatorie.
L’eccessiva presenza di radicali liberi quando
non opportunamente contrastato dal sistema
antiossidante può provocare alcune importanti
alterazioni patologiche tra cui: l’apoptosi,
la proteolisi incontrollata, l’azione mutagena
sul DNA, la per ossidazione lipidica.
Le evidenze scientifiche disponibili sono
attualmente concordi nel ritenere che lo stress
ossidativo costituisce uno dei fattori di
rischio emergenti per la salute. Ad esso,
infatti, risultano associati non solo
l'invecchiamento precoce, ma anche una serie di
quadri morbosi, spesso di natura degenerativa e
ad andamento cronico, che vanno dalla malattia
di Parkinson alla demenza di Alzheimer, dal
diabete mellito, all'obesità, dall'ipertensione
arteriosa all'aterosclerosi e persino al cancro,
nelle sue diverse forme e localizzazioni.
Ma cosa è,
esattamente, lo stress ossidativo
?
Lo stress ossidativo è
il principale evento patogenetico che si
verifica in varie malattie umane, da quelle
metaboliche a quelle proliferative.
Quindi lo stress ossidativo è una condizione
patologica, trasversale a molte malattie note,
derivante dalla rottura del fisiologico
equilibrio fra la produzione e l'eliminazione,
da parte dei sistemi di difesa antiossidante, di
specie chimiche generalmente molto reattive,
comunemente chiamate "radicali liberi".
Normalmente, l'organismo è in grado di far
fronte all'attacco di questi ultimi mettendo in
atto una serie di meccanismi protettivi, per lo
più di natura enzimatica (glutatione perossidasi,
superossidodismutasi e catalasi), che possono
essere rinforzati dall'assunzione, dall'esterno,
di una serie di micronutrienti contenuti in
alimenti o integratori nutrizionali.
Questa "barriera", che si oppone
a/l'ossidazione, è localizzata sia all'interno
delle cellule che all'esterno di esse, come ad
esempio, nel plasma. Qui, alla sua costituzione
concorrono numerosissime sostanze e, in
particolare, quelle dotate di gruppi "tiolici" o
"sulfidrilici" (-SH), ai quali è universalmente
riconosciuta un'azione "scavenger" ("spazzino")
diretta nei confronti delle specie ossidanti
circolanti, quali gli idroperossidi (ROOH).
Possiedono gruppi sulfidrilici liberi e, quindi,
attivi contro i radicali liberi, il Glutatione,
la cisterna, l'acido tipoico ecc.
Esistono
relazioni fra radicali liberi, antiossidanti e
cancro ?
Quando l'efficienza della barriera di difesa
antiossidante plasmatica si abbassa e, in
particolare, si riduce la concentrazione dei
titoli ridotti, i radicali liberi, non più
adeguatamente contrastati, possono attaccare
qualsiasi componente tissutale, all'esterno e
all'intero delle cellule, fino ad ossidare, nei
casi estremi, il DNA, depositario
dell'informazione genetica, con possibile
effetto mutageno e, quindi, cancerogeno. Di qui
l'importante ruolo protettivo e, quindi,
preventivo degli antiossidanti, da assumersi sia
attraverso l'alimentazione che, quando indicato,
tramite alcuni specifici integratori.
E'
possibile misurare lo stress ossidativo
?
Lo stress ossidativo può oggi essere agevolmente
misurato grazie al panel di test messo a punto
dal chimico piacentino Mauro Carratelli. Tale
panel si basa sull'esecuzione del d-ROMs test
(determinazione dello stato ossidante globale
del siero, principalmente attribuibile agli
idroperossidi; valori normali 250-300 U CARR,
dove 1 U CARR equivale a 0,08 mg/dL di perossido
di idrogeno), del BAP test (determinazione del
potenziale biologico antiossidante, espresso in
termini di attività plasmatica ferro-riducente;
va/ore ottimale >2200 pmoli/L) e deli'SHp test
(dosaggio dei titoli plasmatici totali; valori
normale 4S0-650 fimoli/L).
Queste analisi, come anche il dosaggio degli
isoprostani, sono particolarmente utili per
individuare una condizione di stress ossidativo
e per monitorare eventuali trattamenti con
antiossidanti.
By G.
Puccio
vedi:
Stress Ossidativo - 2
+
RedOx,
Potenziale di
OSSIDO - RIDUZIONE
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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