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La TERAPIA DI BELLA NON è un BLUFF
L'oncologo Jacobelli: serve un registro nazionale dei casi, il professore va preso sul serio

(di Gabriele Villa "IL GIORNALE" 16.feb.99)  
vedi: Terapia G. Puccio, dimostrazioni effetti del Bicarbonato di Sodio
 

Stefano Jacobelli è un uomo pacato. Parole misurate, aggettivi usati con parsimonia. Prudenza dettata da anni e anni spesi a guardare dentro il microscopio per carpirne qualche verità sul destino degli uomini. 

Un po' come il camice bianco, Luigi Di Bella. Soltanto una semplice constatazione, intendiamoci, e non un paragone che potrebbe magari urtare la suscettibilità di uno dei due.

Pensate un po', il prof. Stefano Jacobelli, docente di oncologia all'Università di Chieti, responsabile di un dei dieci protocolli di sperimentazione ministeriale della terapia Di Bella, preferì a suo tempo astenersi dalle dichiarazioni urlate anche l'indomani di quella che era stata definita dai più teneri tra i fedelissimi della Bindi, la disfatta di un medico “un po' stravagante”. Poi qualche giorno fa un'apparizione al “Porta a Porta” di Vespa, ancora una volta misurata e pacata, ed oggi alcune riflessioni ad alta voce che accetta di affidarci.

“Stravagante ? Sì, può darsi che talune affermazioni del professor Di Bella si possano definire stravaganti. 
Ma Di Bella è un medico, uno studioso, non un ciarlatano come qualcuno vorrebbe far credere. Non è andato in giro raccogliendo gli ingredienti per preparare e vendere una pozione magica. Nel suo cocktail ci sono farmaci, soltanto farmaci. Alcuni ben conosciuti da tempo per la loro azione oncostatica”.

Le 500 cartelle cliniche giunte da ogni parte d'Italia sul tavolo del pretore Madaro, i pazienti dello studio osservazzionale, la vicenda della piccola Ketha di Brescia: il caso Di Bella è riesploso, professore…..

“ Indubbiamente circa un migliaio di pazienti sottoposti al cosiddetto studio osservazzionale, sono ancora fortunatamente in vita. Lo studio aveva come obiettivo quello di accertare soprattutto la diminuzione delle lesioni cancerose. In questa direzione la terapia Di Bella ha potuto ben poco ma è fuor dubbio che qualcosa è accaduto. 
Se i risultati, come tutti ci auguriamo, si consolideranno nei prossimi mesi potremmo trovarci davanti ad una situazione nuova”.

Per usare le parole del professor Di Bella potremmo quindi cominciare a considerare la possibilità di convivere e invecchiare con il tumore….

“Diciamo che potremmo cominciare a considerare la possibilità di una sopravvivenza del malato non necessariamente legata alla dimensione del tumore e valutare se una terapia come la MDB non sia davvero la strada giusta per giungere ad un più che accettabile compromesso come quello acquisito in altre malattie per vivere molto più a lungo e quindi invecchiare con la malattia”.

Fatte queste considerazioni non sarebbe il caso di ripensare ad una nuova, più seria sperimentazione della terapia Di Bella ?
“Non sta a me deciderlo, né sta a me dire se la sperimentazione si sarebbe potuta attuare con altre modalità. 
Per ciò che mi riguarda non ho nulla da rimproverarmi; ho cercato di attenermi con scrupolo alle indicazioni del professor Di Bella. Certo una terapia che ha il limite di non prestarsi alla standardizzazione. Il professore ha sempre deciso come e in quale dosaggio intervenire per ciascun paziente e questa personalizzazione della cura ha reso a suo tempo le cose più difficili. Resta il fatto che se gli incoraggianti segnali che ci giungono dai pazienti sottoposti allo studio osservazionale si consolidassero allora si imporrebbero delle riflessioni e delle decisioni”.

Quali, per esempio ?

“Innanzitutto occorrerebbe fare un registro nazionale dei casi trattati con la terapia Di Bella e dei relativi risultati.

L'idea di una banca dati che ci faccia capire perché in certi casi la MDB ha avuto successo è indispensabile per capire quando e come sceglierla. Poi se davvero si vorrà uscire dai dogmi si potrà anche affrontare con rinnovato impegno una sperimentazione più allargata e approfondita.

Professor Jacobelli, le consiglierebbe di seguire la terapia Di Bella ?

Nella mia doppia veste di oncologo e di responsabile di uno dei protocolli di sperimentazione non potrei esimermi dal consigliare prima di tutto la terapia tradizionale. Ma io sono soprattutto un ricercatore e come ricercatore debbo ammettere che nella lotta contro il cancro siamo in una fase di stallo. In una situazione simile quindi non possiamo permetterci il lusso di non prendere in considerazione ogni possibilità. Le indicazioni che sono arrivate dalla MDB non mi sembrano frutto di miracoli. Per questo se avessi il potere di farlo, comincerei con l'approfondirle.

La SOMATOSTATINA (farmaco della Cura Di BELLA)
La somatostatina, che tutti ricorderanno perchè farmaco che il professor Luigi Di Bella utilizzò per primo nella cura dei tumori, diventa protagonista di una istanza che quattordici senatori, tra cui Stefano Morselli eletto in un collegio di Modena, hanno presentato al ministro della salute Girolamo Sirchia.
Il documento chiede che la somatostatina venga inserita nella cosiddetta ‘fascia A’ dei farmaci “per tutte le patologie neoplastiche”, che cioè sia fornita gratuitamente dietro prescrizione del medico con la formula della totale rimborsabilità.
 “La letteratura medico scientifica mondiale - si legge sull’istanza consegnata al ministro - ha ampiamente confermato con quasi 23mila pubblicazioni, recensite sulla maggiore banca dati medica mondiale Med-Line, la razionalità e l’efficacia dell’impiego della somatostatina nella cura dei tumori. Tra queste pubblicazioni c’è anche quella del premio Nobel Schally.
La somatostatina ha dimostrato di esercitare, attraverso numerosi e differenti meccanismi d’azione, un ruolo fisiologico, e pertanto atossico e generalizzato, di controllo della cancerogenesi e di essere con la melatonina una sostanza preziosa nella lotta al cancro. 
In alcune regioni gli ammalati di tumore che usano la somatostatina ottengono un rimborso, anche parziale, della spesa sostenuta. Dopo la fine della sperimentazione ministeriale è continuato il contenzioso tra pazienti e Asl per ottenere l’erogazione del farmaco, un grande numero di ricorsi sono stati accolti e i pazienti che usano la somatostatina in terapia domiciliare sono più di 15mila. I cittadini hanno insomma perso fiducia verso le istituzioni sanitarie e le terapie proposte come la chemioterapia, incapace di agire sulle cause del tumore e incapace di eradicare i tumori solidi, e che presenta una elevata tossicità e una mortalità inaccettabile. 
Lo stesso Garattini sulla rivista Le Scienze ha affermato che ‘il miglior trattamento quando sia possibile rimane la chirurgia, mentre tutto l’insieme dei trattamenti antitumorali chemio, radio e immunoterapia consente a malapena un 10% di sopravvivenza a 5 anni’. E ancora il prof. Vittorio Staudacher, direttore emerito della clinica chirurgica di Milano e membro del consiglio direttivo della Scuola Europea di Oncologia, ha affermato che ‘la chemioterapia, ad eccezione di alcune patologie leucemiche e dei linfomi, è incapace di guarire i tumori, mette l’inferno nel corpo dei malati’.
Le conferme scientifiche - continua il documento che sta continuano a raccogliere consensi nei due rami del Parlamento - sulla somatostatina e su ogni componente del Metodo Di Bella, come retinoidi e melatonina, rappresentano l’ultima e definitiva smentita della sperimentazione ministeriale condotta nel 1998; la letteratura medico scientifica ha pienamente confermato l’efficacia di questi farmaci. Sono state raccolte decine di migliaia di firme in varie regioni per ottenere la somatostatina in fascia A; si chiede quindi al ministro di non frapporre ulteriori pretestuosi anti-etici e anti-scientifici ostacoli alla sua erogazione”.
La raccolta di firme comunque prosegue, in vista anche di una prossima interrogazione parlamentare in materia. Il punto di raccolta delle adesioni è la sede della Fondazione Di Bella, in via Marconi 51 a Bologna, info@metododibella.org www.metododibella.org.
Intanto presso l’Istituto Superiore di Sanità è stata avviata qualche settimana fa una seconda istruttoria della terapia Di Bella, che sottoporrà a verifica i risultati della precedente sperimentazione, che diede esito negativo ma che è stata sospettata di scorrettezze.
Ora si attendono i risultati.
vedi:
DiBella e Cancro +  Di Bella News

Commento NdR: anche se rispettiamo ed indichiamo tutte le possibili terapie naturali per ogni malattia, anche perche' le reazioni ad ogni tipo di terapia sono diverse da soggetto a soggetto, vogliamo ricordare che anche il cancro come qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi" ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause secondarie e terziarie.
Leggere  la tesi su Cancro e Medicina Naturale
 

   

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