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Stefano
Jacobelli è un uomo pacato. Parole misurate, aggettivi usati con
parsimonia. Prudenza dettata da anni e anni spesi a guardare dentro il
microscopio per carpirne qualche verità sul destino degli uomini.
Un
po' come il camice bianco, Luigi Di Bella. Soltanto una semplice
constatazione, intendiamoci, e non un paragone che potrebbe magari
urtare la suscettibilità di uno dei due.
Pensate
un po', il prof. Stefano Jacobelli, docente di oncologia all'Università
di Chieti, responsabile di un dei dieci protocolli di sperimentazione
ministeriale della terapia Di Bella, preferì a suo tempo astenersi
dalle dichiarazioni urlate anche l'indomani di quella che era stata
definita dai più teneri tra i fedelissimi della Bindi, la disfatta di
un medico “un po' stravagante”. Poi qualche giorno fa un'apparizione
al “Porta a Porta” di Vespa, ancora una volta misurata e pacata, ed
oggi alcune riflessioni ad alta voce che accetta di affidarci.
“Stravagante
?
Sì, può darsi che talune affermazioni del professor Di Bella si
possano definire stravaganti.
Ma Di Bella è un medico, uno studioso,
non un ciarlatano come qualcuno vorrebbe far credere. Non è andato in
giro raccogliendo gli ingredienti per preparare e vendere una pozione
magica. Nel suo cocktail ci sono farmaci, soltanto farmaci. Alcuni ben
conosciuti da tempo per la loro azione oncostatica”.
Le
500 cartelle cliniche giunte da ogni parte d'Italia sul tavolo del
pretore Madaro, i pazienti dello studio osservazzionale, la vicenda della
piccola Ketha di Brescia: il caso Di Bella è riesploso, professore…..
“
Indubbiamente circa un migliaio di pazienti sottoposti al cosiddetto
studio osservazzionale, sono ancora fortunatamente in vita. Lo studio
aveva come obiettivo quello di accertare soprattutto la diminuzione
delle lesioni cancerose. In questa direzione la terapia Di Bella ha
potuto ben poco ma è fuor dubbio che qualcosa è accaduto.
Se i
risultati, come tutti ci auguriamo, si consolideranno nei prossimi mesi
potremmo trovarci davanti ad una situazione nuova”.
Per
usare le parole del professor Di Bella potremmo quindi cominciare a
considerare la possibilità di convivere e invecchiare con il tumore….
“Diciamo
che potremmo cominciare a considerare la possibilità di una
sopravvivenza del malato non necessariamente legata alla dimensione del
tumore e valutare se una terapia come la MDB non sia davvero la strada
giusta per giungere ad un più che accettabile compromesso come quello
acquisito in altre malattie per vivere molto più a lungo e quindi
invecchiare con la malattia”.
Fatte
queste considerazioni non sarebbe il caso di ripensare ad una nuova, più
seria sperimentazione della terapia Di Bella ?
“Non
sta a me deciderlo, né sta a me dire se la sperimentazione si sarebbe
potuta attuare con altre modalità.
Per ciò che mi riguarda non ho
nulla da rimproverarmi; ho cercato di attenermi con scrupolo alle
indicazioni del professor Di Bella. Certo una terapia che ha il limite
di non prestarsi alla standardizzazione. Il professore ha sempre deciso
come e in quale dosaggio intervenire per ciascun paziente e questa
personalizzazione della cura ha reso a suo tempo le cose più difficili.
Resta il fatto che se gli incoraggianti segnali che ci giungono dai
pazienti sottoposti allo studio osservazionale si consolidassero allora
si imporrebbero delle riflessioni e delle decisioni”.
Quali,
per esempio ?
“Innanzitutto
occorrerebbe fare un registro nazionale dei casi trattati con la terapia
Di Bella e dei relativi risultati.
L'idea
di una banca dati che ci faccia capire perché in certi casi la MDB ha
avuto successo è indispensabile per capire quando e come sceglierla.
Poi se davvero si vorrà uscire dai dogmi si potrà anche affrontare con
rinnovato impegno una sperimentazione più allargata e approfondita.
Professor
Jacobelli, le consiglierebbe di seguire la terapia Di Bella ?
Nella
mia doppia veste di oncologo e di responsabile di uno dei protocolli di
sperimentazione non potrei esimermi dal consigliare prima di tutto la
terapia tradizionale. Ma io sono soprattutto un ricercatore e come
ricercatore debbo ammettere che nella lotta contro il cancro siamo in
una fase di stallo. In una situazione simile quindi non possiamo
permetterci il lusso di non prendere in considerazione ogni possibilità.
Le indicazioni che sono arrivate dalla MDB non mi sembrano frutto di
miracoli. Per questo se avessi il potere di farlo, comincerei con
l'approfondirle.
La SOMATOSTATINA (farmaco della Cura Di BELLA)
La somatostatina, che tutti ricorderanno perchè farmaco che il
professor Luigi Di Bella utilizzò per primo nella cura dei tumori,
diventa protagonista di una istanza che quattordici senatori, tra cui
Stefano Morselli eletto in un collegio di Modena, hanno presentato al
ministro della salute Girolamo Sirchia.
Il documento chiede che la somatostatina venga inserita nella
cosiddetta ‘fascia A’ dei farmaci “per tutte le patologie
neoplastiche”, che cioè sia fornita gratuitamente dietro
prescrizione del medico con la formula della totale rimborsabilità.
“La letteratura medico scientifica mondiale - si legge
sull’istanza consegnata al ministro - ha ampiamente confermato con
quasi 23mila pubblicazioni, recensite sulla maggiore banca dati medica
mondiale Med-Line, la razionalità e l’efficacia dell’impiego
della somatostatina nella cura dei tumori. Tra queste pubblicazioni
c’è anche quella del premio Nobel Schally.
La somatostatina ha dimostrato di esercitare, attraverso numerosi e
differenti meccanismi d’azione, un ruolo fisiologico, e pertanto
atossico e generalizzato, di controllo della cancerogenesi e di essere
con la melatonina una sostanza preziosa nella lotta al cancro.
In alcune regioni gli ammalati di tumore che usano la somatostatina
ottengono un rimborso, anche parziale, della spesa sostenuta. Dopo la
fine della sperimentazione ministeriale è continuato il contenzioso
tra pazienti e Asl per ottenere l’erogazione del farmaco, un grande
numero di ricorsi sono stati accolti e i pazienti che usano la
somatostatina in terapia domiciliare sono più di 15mila. I cittadini
hanno insomma perso fiducia verso le istituzioni sanitarie e le
terapie proposte come la chemioterapia, incapace di agire sulle cause
del tumore e incapace di eradicare i tumori solidi, e che presenta una
elevata tossicità e una mortalità inaccettabile.
Lo stesso Garattini sulla rivista Le Scienze ha affermato che ‘il
miglior trattamento quando sia possibile rimane la chirurgia, mentre
tutto l’insieme dei trattamenti antitumorali chemio, radio e
immunoterapia consente a malapena un 10% di sopravvivenza a 5 anni’.
E ancora il prof. Vittorio Staudacher, direttore emerito della clinica
chirurgica di Milano e membro del consiglio direttivo della Scuola
Europea di Oncologia, ha affermato che ‘la chemioterapia, ad
eccezione di alcune patologie leucemiche e dei linfomi, è incapace di
guarire i tumori, mette l’inferno nel corpo dei malati’.
Le
conferme scientifiche - continua il documento che sta continuano a
raccogliere consensi nei due rami del Parlamento - sulla somatostatina
e su ogni componente del Metodo Di Bella, come retinoidi e melatonina,
rappresentano l’ultima e definitiva smentita della sperimentazione
ministeriale condotta nel 1998; la letteratura medico scientifica ha
pienamente confermato l’efficacia di questi farmaci. Sono state
raccolte decine di migliaia di firme in varie regioni per ottenere la
somatostatina in fascia A; si chiede quindi al ministro di non
frapporre ulteriori pretestuosi anti-etici e anti-scientifici ostacoli
alla sua erogazione”.
La raccolta di firme comunque prosegue, in vista anche di una prossima
interrogazione parlamentare in materia. Il punto di raccolta delle
adesioni è la sede della Fondazione Di Bella, in via Marconi 51 a
Bologna,
info@metododibella.org
-
www.metododibella.org.
Intanto presso l’Istituto Superiore di Sanità è stata avviata
qualche settimana fa una seconda istruttoria della terapia Di
Bella, che sottoporrà a verifica i risultati della precedente
sperimentazione, che diede esito negativo ma che è stata sospettata
di scorrettezze.
Ora si attendono i risultati.
vedi:
DiBella e Cancro +
Di Bella News
Commento NdR: anche se rispettiamo ed indichiamo
tutte le possibili terapie naturali per ogni malattia, anche
perche' le reazioni ad ogni tipo di terapia sono diverse da
soggetto a soggetto, vogliamo ricordare che anche il cancro come
qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi"
ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause
secondarie e terziarie.
Leggere la tesi su Cancro e
Medicina Naturale
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