|
Il
Cuore umano (ed animale) facente parte dell'apparato
cardiovascolare,
genera il piu’ ampio
Campo ElettroMagnetico
"toroidale" del corpo che
fa parte dell’AuRa ed ha un
proprio cervello
separato dagli altri !
Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine
(Applicazioni cliniche di Medicina
Elettromagnetica), PJ.
Rosch e M.S. Markov, New York 200-t - Istitute of
HeartMath® -
www.heartmath.org
Per altri particolari su questo "tema",
vedi anche:
Cervello-Cuore e CEM + Campo
energetico del Corpo
+
Diagnosi sul cuore
in un secondo
+
Cuore che batte
+
Circolazione
sanguigna
+
Infarto
Le
malattie cardiovascolari sono la causa più
importante di mortalità, morbosità e invalidità nella
popolazione italiana.
vedi:
Perche’ gli animali non sono soggetti ad attacchi
cardiaci +
Rischio cardiaco - Tratti dal libro del dott.
Rath
In caso di Forte dolore al
petto e ti trovi da solo, non farti prendere
dal panico, tossici FORTE e
respira profondamente, aiuterai il cuore a
non cessare di battere e potrai avere il tempo di
chiamare i soccorsi,
vedi questo documento
Bastano due esami,
la
misurazione della
Creatina nel
sangue ed il controllo delle
urine (*), per conoscere se i
reni funzionano bene o meno.
Test che
costano poco piu' di 3 euri, ma che possono indicare e
segnalare qualcosa che non va.
Successivamente una volta che i test indicano che
qualcosa non va, e' opportuno fare anche una ecografia.
(*)
Analisi
delle urine: Le urine sono un importante test
per una diagnosi non solo a carico della funzionalità
renale ma anche per vari disordini del
cuore, del
fegato o del
metabolismo.
Le
analisi delle urine
sono di due ordini:
esame macroscopico o di routine
+
caratteri generali +
componenti patologici
+
esame microscopico del sedimento e urinocultura
Dopo un'infarto
il fumo passivo UCCIDE !
- Il fumo passivo è noto per aumentare il rischio di
infarto. + Malattia
coronarica e Depressione
Vedi questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=DdM3JTrtB1k&feature=player_embedded
Morte improvvisa per 1.000
giovani all'anno in Italia - 11 Mar. 2011
E' il dato terrificante che ha visto negli ultimi anni
perire solo in Italia, circa, 1.000 giovani al di sotto
dei 35 anni di età, per arresto cardiocircolatorio.
Sembra incredibile, ma è la pura verità dei dati. E cosa
si fa per combatterla ?
Naturalmente accertamenti diagnostici approfonditi,
elettrocardiogramma, analisi del DNA
(allo scopo di verificare se esistono delle "cause
endogene" che predispongono alla malattia), si
costituiscono associazioni ONLUS finanziate dallo stato
(cioè da noi stessi) per la prevenzione e scendono in
campo anche star dello sport. E il risultato qual è ?
Che avremo qualche migliaio di giovani cardiopatici
"certificati" e bisognosi di cure continue in più ogni
anno !
Bella soddisfazione, soprattutto quando basterebbe un pò
di Vitamina C
per migliorare tantissimo questo drammatico problema.
Guarda il video qui sopra:
Personalmente sono oltre 4 anni che seguo le indicazioni
del dott. Rath,
nell'integrazione di
vitamine
nella dieta e non sono mai stato meglio. Mi sento
addirittura ringiovanito e ho dimenticato il significato
di stanchezza, febbre,
influenze,
raffreddori, mal di
schiena, ecc. ! E tu cosa aspetti a star meglio ?
By Giovanni Lollo
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il cuore, malattie e disturbi
Una patologia cardiaca può interessare una o più parti del
sistema cardiovascolare.
Il funzionamento del cuore
può essere danneggiato da più malattie e dare sintomi
diversi:
malattie delle arterie coronarie - NdR:
vedi: Ruolo del CAD nelle malattie
coronariche (english)
insorgere di angina
infarto miocardico
malattie delle valvole
cardiache
scompenso cardiaco
dolori toracici
Ma non è semplice identificare le dimensioni e le cause di un
disturbo cardiaco.
Chiami il Suo cardiologo in presenza di qualsiasi
combinazione di questi sintomi:
Dolore intenso e prolungato al petto, pressione e disagio per
più di alcuni minuti
Dolore che si irradia dalla spalla sinistra, braccio
sinistro, collo, schiena e mandibola
Palpitazioni o battiti cardiaci eccessivi
Affanno
Svenimenti o perdita di conoscenza (sincope)
Nausea o vomito
Sudore, colorito anormale della pelle
Frequenti attacchi di
angina che non sono provocati da sforzi fisici o
emozioni
Attacchi di
angina che non trovano giovamento dopo 15 minuti e
dopo aver assunto 3 pasticche di nitroglicerina
Come identificare una patologia cardiaca o
infarto cardiaco ?
Non tutti i segni o sintomi sono elementi presenti durante un
attacco cardiaco, poiché in molti casi questi sintomi
sono minimi o di difficile riconoscimento.
Può qualsiasi dolore toracico essere un attacco cardiaco ?
Il dolore al petto può essere prodotto da diverse cause,
cardiache e non:
ischemia miocardica,
infarto cardiaco,
altri problemi cardiaci, e diverse
cause non cardiache.
In ogni caso, NON CORRA NESSUN RISCHIO !!!
Se è in corso un infarto cardiaco, un'azione immediata è
fondamentale. Si rechi al più vicino pronto soccorso
chiamando il 118 od il proprio cardiologo.
Tratto da:
http://www.cardiochirurgiasancamillo.it/sul_cuore/malattie.htm
TACHICARDIE: La tachicardia
(dal
greco tachys veloce, rapido e cardia cuore) è
una forma di accelerazione del battito
cardiaco, con aumento della frequenza dei battiti
cardiaci con pulsazioni oltre i 90 battiti al minuto.
La tachicardia parossistica è un' aritmia cardiaca
determinata dalla stimolazione anomala di un centro
generante impulsi, che si sostituisce al nodo
senoatriale (nodo del seno, il
pacemaker del cuore) ed assume il comando del ritmo
cardiaco per un tempo più o meno lungo. La frequenza
cardiaca può variare tra 120 e 200 battiti al minuto,
secondo la localizzazione di questo centro anomalo. Le
cause sono diverse: lesioni organiche del cuore
(ischemia, miocarditi reumatica o ipertensiva),
intossicazioni farmacologiche o riflessi gastrocardiaci.
Gli attacchi tachicardici presentano diversa durata e
possono accompagnarsi ad ansia, sudorazione,
ipotensione, sensazione di cardiopalmo. La terapia è
fondata sull'uso di farmaci antiaritmici (es.
betabloccanti) e sulla ricerca e cura della condizione
patologica di base, da effettuarsi in ambiente
specialistico.
Si classificano
principalmente tre forme di tachicardia: sinusale,
eterotopa (sopraventricolare e
ventricolare) e atriale.
Le tachicardie si
dividono in due gruppi principali che a loro volta si
dividono in più sottogruppi.
-
Tachicardia ventricolare
con i suoi sottogruppi:
- Tachicardia ventricolare sostenuta
- Tachicardia ventricolare non sostenuta
- Tachicardia ventricolare idiopatica
- Tachicardia atriale con i suoi
sottogruppi:
- Tachicardia atriale automatica
-
Tachicardia atriale da rientro
Cause (le principali)
Può essere dovuta ad eventi fisiologici o funzionali
come la
gravidanza, gli imbarazzi
gastrici, gli sforzi fisici, il consumo eccessivo di
caffè o te', oppure a cause direttamente connesse
con il cuore come l’arteriosclerosi
o l’insufficienza
coronarica. Una forma piuttosto frequente è la
tachicardia parossistica, dovuta a stimoli ripetuti
che partono da varie parti del cuore determinando
accessi con frequenze anche di 180-250 al minuto: può
durare da pochi minuti a qualche ora, e cessa
improvvisamente lasciando il soggetto prostrato; talora
determina riduzione dei valori pressori. In un’altra
forma, l’episodio di tachicardia insorge quando il
soggetto assume la posizione eretta: ciò può verificarsi
nell’ipotensione
ortostatica, negli stati
febbrili, nell’ipertiroidismo,
in periodi di eccitazione ed emotività.
Tratto da: Wikipedia.org
vedi anche:
Microcircolazione +
Danni mitocondriali
ARITMIE
(breve descrizione): L'aritmia in genere è un difetto di
conduzione elettrica
del
cuore, ma ha cause
molto piu' complesse e provenienti da diverse
malfunzioni organiche e sistemiche.
Esse sono le alterazioni della normale sequenza dei
battiti cardiaci.
Quando si osserva un aumento anomalo dei battiti si
parla di tachiaritmie o tachicardie.
Se al contrario si ha una diminuzione anomala del numero
dei battiti si parla di bradiaritmie o bradicardie.
- tachiaritmia o
tachicardia se il
battito aumenta in modo anomalo al di sopra di 100 al
min
- bradiaritmia o
bradicardia se il
battito rallenta al di sotto di 40-50 per min.
La forma più semplice di tachiaritmia, l’extrasistole,
può non essere minimamente apprezzata oppure
manifestarsi come sensazione di irregolarità del battito
cardiaco, talora associata alla percezione di un senso
di "vuoto", come se per un momento il cuore si fermasse.
Le tachicardie si manifestano con una chiara sensazione
di marcato aumento del numero dei battiti cardiaci, che
si possono succedere in modo regolare o irregolare.
Quando la frequenza cardiaca è molto alta ci possono
essere senso di schiacciamento al petto, mancanza di
respiro, sudorazione, spossatezza, vertigini. Nelle
forme più gravi si può arrivare alla perdita di
coscienza.
Nelle bradicardie si possono avere senso di
affaticamento, ridotta tolleranza agli sforzi,
vertigini, ed anche in questo caso, nelle forme più
gravi, si può giungere alla perdita di coscienza.
In entrambi i casi ci si trova di fronte ad una
alterazione del normale funzionamento dei circuiti
elettrici del cuore, che servono a veicolare lo stimolo
elettrico che determina la contrazione del muscolo
cardiaco.
In condizioni normali tale stimolo ha origine in una
"centralina" chiamata nodo del seno (Il
pacemaker del
cuore) e collocata negli
atrii, che sono la
parte superiore del cuore.
Dal nodo del seno lo stimolo elettrico viene veicolato
verso il basso sino alla parte inferiore del cuore, i
ventricoli.
Per arrivare ai ventricoli lo stimolo elettrico deve
transitare attraverso una sorta di "cancello", posto tra
gli atrii ed i ventricoli, chiamato nodo
atrio-ventricolare.
Una volta giunto ai ventricoli ed attivata la
contrazione del muscolo cardiaco lo stimolo elettrico si
estingue.
La formazione dell'impulso avviene a causa di variazioni
localizzate di correnti ioniche. Vi sono due cause
principali di formazione dell'impulso che possono
condurre ad aritmie: l'automatismo e l'attività
triggered. L'automatismo può essere normale o anomalo.
Quello normale si può riscontrare non solo al NSA ma
anche in certi pacemaker latenti o sussidiari.
L'automatismo anomalo è definito dall'iniziazione
ripetitiva spontanea di un impulso. A differenza delle
aritmie da automatismo, l'attività triggered deve essere
preceduta necessariamente da un potenziale d'azione che
si sposta dal NSA al focus triggered: ciò può accadere
quando il focus ha frequenza maggiore del NSA, per
aumentata attività del primo o ridotto attività del
secondo.
Cura naturale per
le Tachicardie e le Aritmie:
Aglio e
Biancospino e
Rafano nero, in macerati e/o capsule o pastiglie,
assunto ogni giorno per almeno 30 giorni, oltre all'equilibratore
ionico (serve anche per l'alta
pressione) da effettuarsi per almeno 3 ore.
vedi anche:
l'inganno del Colesterolo +
Glicemia
+
Consigli alimentari +
Cardiologia +
Aritmologia (Ospedale s. Raffaele - MI)
+
Aritmologia (Associazione) +
DNA, Cromosomi, Amminoacidi +
Cervello, Campo
ElettroMagnetico (CEM) del CUORE
+ Cervello
separato, quello del Cuore +
Circolazione sanguigna +
Circolazione e depurazione del sangue +
Urino terapia
+
Vitamina C
+
Musicoterapia
+ Diagnosi sul cuore
in un secondo
+
Reale
Rischio Congenito di CAD
Commento NdR: Noi, come specialisti in
Medicina Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani di nutrirsi almeno una volta alla
settimana e con parsimonia, di qualche alimento con
proteine animali, preferendo: uova, pesce, e/o carne di
animali piccoli (come stazza, meglio i volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre e/o eliminare il latte ed i formaggi
dalla propria alimentazione.
L'alimentazione
e' alla base di tutti i tipi di
malattie, a
meno che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
Vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente
vegetariani ed aumentate l'assunzione delle
Vitamine !
vedi:
Consigli Alimentari +
Vitamina C
Alcuni prodotti Naturali e Tecniche che possono essere
di aiuto per chi soffre di ipertensione sono; l'Aglio
assunto 2-3 volte al di (in capsule) + Biancospino in
altrettante dosi giornaliere:
Aglio
+
Omega 3 +
Omega 6 +
Melatonina (coniugata) +
Depurazione del
sangue +
Idro Colon terapia
(Clistere) + Alimentazione
+
Idro Colon Terapia
Bere ogni giorno 1 litro di infuso di
Biancospino.
La tecnica naturale idro terapica piu' adatta per i malati
di ipertensione e
cancro
oltre alla Idro Colon Terapia
e' quella di:
Bagno alla sera prima di coricarsi a letto in acqua tiepida
(temperatura a seconda di come si vuole, ma non oltre
i 41° additivata con 1/2 kg.
di sale inglese - si trasforma in magnesio). Stare 20 minuti
-1/2 ora a bagno, una o due volte alla settimana.
Farsi Massaggiare: Collo
+ Spalle + Osso Sacro + Dorso
(specie sui gangli nervosi a lato della colonna) 2 volte alla
settimana da un
massaggiatore specializzato/a e controllare la
Postura da un buon
Chiropratico
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Gli esami diagnostici
Molto si può fare per prevenire le malattie
cardiovascolari attraverso abitudini di vita più
corrette, ma è fondamentale anche la diagnosi precoce.
Gli esami diagnostici non mancano, anche così
sofisticati da permettere di "fotografare" lo stato e il
funzionamento del muscolo cardiaco in tempo reale. Ecco
un breve "dizionario" dei test più comuni, quelli che
normalmente si prescrivono anche nelle valutazioni
periodiche di routine (il famoso check-up).
Esami del sangue
Colesterolemia: si
dosa il colesterolo totale, e la frazione HDL (quella
protettiva). Valori accettabili di colesterolo totale
non devono superare 200mg/dl e, dopo i 50 anni,
260mg/dl. Il colesterolo HDL, invece, deve essere
compreso tra 50 e 60mg/dl, per le donne, e tra 40 e
50mg/dl per gli uomini.
Trigliceridi: il
valore normale non deve superare 1,60g/l
Transaminasi:
enzimi prodotti dal fegato, che ne indicano il
funzionamento; se il fegato non funziona bene può
risultare alterato anche il metabolismo dei lipidi.
Generalmente si dosano la SGPT e la SGOT. I valori
normali per la ALT (SGPT) vanno da 5 a 40 UI/l e per la
SGOT (AST) da 5 a 35 UI/l.
Glicemia basale: è
la quantità di glucosio nel sangue del paziente a
digiuno, serve a scoprire il diabete. I valori di
riferimento vanno da 0,8 a 1,2g/l, valori superiori
individuano uno stato pre-diabetico, cioè a rischio.
Oltre i 2g/l, invece, la diagnosi di diabete è
praticamente certa, anche se va confermata con ulteriori
esami.
Nota: Glicemia.
L’esame di più immediata comprensione resta la misura
della glicemia. Si chiama glicemia basale il valore del
glucosio nel sangue a digiuno. L’esame viene fatto su un
prelievo eseguito secondo la solita tecnica, estraendo
alcuni cm3 di sangue con una siringa dalla vena di un
braccio. Vi è una certa differenza tra i valori del
sangue tratto dalle vene e quello tratto dalle arterie,
e a seconda dei metodi di determinazione. Tuttavia
qualche punto per cento in più o in meno non costituisce
di solito un problema. La glicemia a digiuno dev’essere
al di sotto del grammo per litro. Alcuni autori fanno
differenza tra un diabete ai limiti dei valori normali e
un diabete conclamato, es. quando si superano i 14
grammi per litro di glucosio (corrispondenti a
7,8mmol/l).
Uricemia: quantità
di acido urico presente nel sangue, i valori normali per
le donne sono compresi tra 40 e 50mg/l, per gli uomini
tra 50 e 60mg/l. Valori anomali sono spesso associati ad
altri indici di rischio, quali l'obesità e il diabete.
Elettroforesi delle
sieroproteine:
consiste nel separare le proteine, presenti nel siero,
in base al loro peso molecolare, sfruttando la "spinta"
di un campo elettrico. Una volta separate, di solito in
5 gruppi principali, le proteine vengono quantificate.
Questo test serve ad escludere molte patologie che
influenzano qualità e quantità delle proteine seriche.
Valori medi di riferimento:
Albumina 43g/l o
60%
Alfa 1 globulina 3g/l o 4%
Alfa 2 globulina 6g/l o 8%
Beta globulina 9g/l o 12%
Gamma globulina
12g/l o 16%
Continua su:
http://www.dica33.it/argomenti/cardiologia/infarto/cuore_foto.asp
Oltre all'elettrocardiogramma
+ Diagnostica
Naturale +
Glicemia
+ Musicoterapia
+
Infarto, il rischio è scritto
nei
Geni =
Reale Rischio Congenito di CAD
=
Terreno
fisiologico anche per l'Infarto e malattie cardiache e
non solo.
Danni dei Vaccini al
Cuore e circolazione
Bibliografia
-
"Complicazioni
miocardiche delle vaccinazioni", Annals of Clinical
Research 1978 Vol 10
- Perez Diaz R, "Pericardite post-vaccinazione: 2 casi
clinici", Rev Cuba Med, 1:49-54, luglio- agosto 1962
- Larbre F, "Miocardite acuta fatale a seguito di
vaccinazione da varicella", Pediatrie, apr.-maggio 1966,
21:345-350
- "Morte improvvisa tra reclute finlandesi [a seguito di
danni cardiaci da vaccini]", British Med Journal, 1976
vedi:
Bibliografia Danni dei vaccini
+
Bibliografia danni 2
+
1.000 studi sui Danni dei
Vaccini
Ricordiamo anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e
della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
I
mirtilli fanno bene
al cuore
Mangiare i
mirtilli potrebbe
aiutare a scongiurare diversi fattori di rischio di
diabete e malattie cardiovascolari. Questo è quanto
sostenuto da uno studio presentato alla conferenza
Experimental Biology tenutasi a New Orleans.
I benefici dei mirtilli sono dovuti al contenuto di
fitochimici, sostanze chimiche di origine esclusivamente
vegetale. Queste molecole specifiche sono benefiche per
la salute e quelle dei mirtilli sono degli antiossidanti
naturali chiamati antocianine.
E. Mitchell Seymour, ricercatore della
University of Michigan,
ha dichiarato: «Nello studio a lungo termine Women's
Health Study, è risultato che le donne che seguivano
un'alimentazione ricca di antocianine avevano un rischio
notevolmente ridotto di malattia cardiaca». Il team ha
condotto i propri studi su topi sovrappeso, alla cui
alimentazione è stata aggiunta polvere di mirtilli. Dopo
novanta giorni i topi che avevano mangiato mirtilli
avevano meno grasso sull'addome, un miglior controllo
degli zuccheri nel sangue e livelli di
trigliceridi e
colesterolo
inferiori a quelli dei topi che non avevano mangiato
mirtilli.
Fonte: AGI - Apr. 2009
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Diagnosi clinica di cuore sano in UN
SECONDO
!
-
Reale Rischio Congenito di CAD
+
Diagnostica Naturale
L’esperimento di Lory ha dimostrato che in biologia
esiste la realtà non locale accanto a quella locale (1,
2).
Nella realtà non locale l’informazione non viene
trasmessa con dispendio di tempo e di energia, ma è
“simultanea”, cioè avviene per un fenomeno analogo alla
risonanza in Chimica, come insegna Paolo Manzelli (1).
Inoltre, la realtà non locale è presente in un sistema
biologico, a patto che fisiologico sia il locale livello
di Energia-Vibratoria (↑ ATP), che così si trasforma in
Energia-Informazione, con riduzione Energia-Materia (↓
Acido Piruvico → Acetil-Co-A).
Fig. 1 - Punto di
controllo del
riflesso gastrico
Questo e' un
Fonendoscopio
La
Semeiotica
Biofisica
Quantistica
(SBQ),
insegna che, con un
semplice strumento
chiamato
fonendoscopio e
l'auscultazione
delle reazioni
corporee a
stimoli sui "Trigger
Point" adatti, e'
possibile effettuare
qualsiasi tipo di
diagnosi organiche,
tissutali, cellulari
ecc., in 1 minuto e
per qualsiasi
sintomo=malattia
Da quanto brevemente
scritto sopra, ne
consegue che, nel
sano, se il medico
esegue una
stimolazione
intensa
(forte)
dei trigger-points
relativi ad un dato
tessuto (nel nostro
caso il cuore),
“simultaneamente”
tutte le correlate
cellule parenchimali
sono stimolate: il
livello di energia
libero endocellulare
viene mantenuto
dall’attivazione
microcircolatoria di
tipo I, associata,
indotta dalla
intensa stimolazione
(1, 2) vedi
Semeiotica Biofisica
+
www.semeioticabiofisica.it
- La pagina
Tecnica1.
Nel sano, la
“intensa”
stimolazione di un
sistema biologico
non mostra
“simultaneamente” il
riflesso gastrico
aspecifico, che
compare ovviamente
dopo il fisiologico
tempo di latenza,
direttamente
correlato con
l’intensità dello
stimolo stesso, a
seguito della locale
acidosi indotta
transitoriamente
dall’ipertono
simpatico a livello
miocardio.
Se la pressione
sopra qualsiasi
trigger-point
cardiaco è
lieve-moderata:
tempo di latenza del
riflesso
cardio-gastrico
aspecifico 8 sec.
esatti,
indipendentemente
dall’età
dell’esaminando (Fig.
1).
Quando, invece, la
stimolazione di un
singolo
trigger-points
cardiaci (V
dermatomero toracico
di sinistra =
proiezione cutanea
cardiaca) è
“intensa”, il tempo
di latenza
fisiologicamente
sale, raddoppiando
il valore precedente
(tl = 16 sec.) in
conseguenza
dell’attivazione
microcircolatoria
coronaria, tipo I,
associato, provocata
dalla stimolazione.
Nel sano, supino e
psicofisicamente
rilassato con gli
occhi aperti per
ridurre la
secrezione di
melatonina, la
pressione digitale
“intensa” applicata
sopra un punto
qualsiasi della
proiezione cutanea
del cuore, non
provoca
“simultaneamente”
alcun riflesso
gastrico aspecifico.
Al contrario, in
presenza di una
qualsiasi patologia
cardiaca, ancorché
circoscritta, come
il Reale Rischio
Congenito di CAD
(3-10),
“simultaneamente”
con l’inizio della
stimolazione
“intensa”, il medico
osserva un riflesso
gastrico aspecifico,
la cui entità,
variabile da 0,5 cm.
a 2 cm., è correlata
con la gravità della
sottostante
malattia. In caso di
infarto, anche
pregresso, il
riflesso gastrico
aspecifico è
simultaneo
all’inizio della
stimolazione del
trigger-point
cardiaco.
In conclusione, la
Semeiotica Biofisica
Quantistica
consente al medico
di riconoscere in un
secondo se il cuore
dell’esaminando è
sano o malato, a
partire dalla
nascita ovviamente.
Nel secondo caso, il
medico procede
immediatamente ad un
approfondimento
diagnostico,
utilizzando la
semeiotica fisica
quantistica, come ho
illustrato in
precedenti lavori,
pubblicati
all’estero (3-10).
-
Stagnaro Sergio.
Bedside
Evaluation of
CAD
biophysical-semeiotic
inherited real
risk under NIR-LED
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Congress, Laser
Helsinki August
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Elsevier, Vol. 5
suppl 1 august
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3) Stagnaro S. A
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6) Stagnaro-Neri
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9) Stagnaro Sergio.
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http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
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Bedside recognizing
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6:41 http://www.biomedcentral.com/1471-2261/6/41/comments#243544
Tratto da:
http://www.fcenews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1218&Itemid=47
By
Sergio Stagnaro
(medico)
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TEST per l'INFARTO
Nell'incertezza due
test rapidi
rispondono prima che
sia troppo tardi.
Veloci,
mini-invasivi,
economici ed
europei. Provengono
infatti dal vecchio
continente due studi
pubblicati sul
New England Journal
of Medicine che
potrebbero
rivoluzionare le
corsie del pronto
soccorso. Le
emergenze per
attacchi cardiaci
sono oltre 15
milioni, solo tra
Europa e Stati
Uniti. Non sempre
pero' il paziente
che arriva mano al
petto lamentando
dolori lancinanti,
ha un principio di
infarto.
L'esame tradizionale
e'
l'elettrocardiogramma,
non sempre
risolutivo. Oppure
si rileva la
presenza di una
proteina, la
troponina, presente
nel muscolo
cardiaco. Peccato
che quando questa
supera la soglia di
guardia, 4-8 ore
dopo l'infarto, gli
effetti devastanti
sul cuore potrebbero
gia' esserci stato.
Il primo studio e'
stato condotto dal
Policlinico
Universitario di
Basilea
(Svizzera).
Prelevati campioni
di sangue da 718
pazienti con sintomi
da infarto presunto,
i medici hanno
stabilito
l'accuratezza dei
nuovi test messi a
punto da Abbott e
Siemens.
Stesso copione in
Germania,alla
Johannes Gutenberg
University di
Mainz: testati 1.818
pazienti.
I
risultati sono stati
piu' che positivi
per entrambe le
tecniche
diagnostiche: i
nuovi test hanno
scovato l'infarto
nel 94-96% dei casi,
rispetto all'85-90%
delle tecniche gia'
in uso.
Commento NdR:
tutto cio' e' buona
cosa, l'aver
migliorato le
indagini per
l'infarto, ma si
deve ricordare che
la
Medicina Naturale
ha un semplice test,
senza macchinari,
ne' analisi di
laboratorio, che
permette di
conoscere in
ANTICIPO se il
soggetto e'
predisposto dal suo
"terreno"
all'infarto, come
ben indicato qui in
questa pagina dal
dott. S. Stagnaro.
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Segno di Caotino: Un
Dito
Premuto sul
Precordio.....
Pre-cor-Dio =
parola che è un
sostantivo maschile
che significa:
1) [anatomia] la
regione anteriore
del torace in
corrispondenza del
cuore;
2) [plurale
letterario] membrana
che avvolge il cuore
e gli altri organi
interni del torace,
anticamente ritenuta
sede dei sentimenti
e degli affetti;
3) [figurato] la
parte più intima
dell'animo:
commuoversi fino ai
precordi.
......Previene
l'Infarto Miocardico
!
Pubblicato da Sergio
Stagnaro Ven,
09/04/2010 - Fonte:
BLOG di Caotino
LINKS
Nella
Fonte si legge un
vibrante J'ACCUSE
rivolto a TUTTI,
pazienti,
Medici, incluse
le
competenti Autorità
sanitarie,
giornalisti,
ecc., da un Uomo di
Dio, che per la sua
intelligenza ed il
suo Amore, merita
che gli dedichi un
Segno che, UN
GIORNO, cambierà la
Cardiologia Medica:
Il Segno di
Caotino.
La
previsione è di
natura scientifica:
può, infatti, essere
falsificata
facilmente anche
dallo Scolaretto di
Gregory (Bateson,
naturalmente).
In
modo UNIVOCO,
Caotino nella Fonte
citata scrive: se
improvvisamente
muore un vostro
familiare, parente
o amico,
"apparentemente"
sano, senza alcun
preavviso secondo la
semeiotica fisica
accademica,
ortodossa, ANCHE voi
siete COLPEVOLI
come Medici e i
sopra nominati
autorevoli
rappresentanti della
Medicina, A MIO
GIUDIZIO, tutti Fans
di Bellarmino, ma
mascherati da
Galileo !
Nessuno potrà dire
domani: IO NON
SAPEVO !
Galileo faceva
esperimenti,
rotolando le PALLE
lungo piani
inclinati. Perchè
oggi NESSUNO, in
possesso di un
fonendoscopio, vuole
ripetere il
seguente,
semplicissimo
esperimento ?
SEGNO
di CAOTINO: nel
SANO, quindi in
assenza ANCHE di
Reale Rischio
Congenito di
cardiopatia
(aritmia,
coronaropatia,
valulopatia,
eccetera), la
pressione DIGITALE
"intensa" (=
entanglement
quantistico delle
componenti del
sistema biologico
esaminato ! vedi:
LINKS) NON
PROVOCA
"SIMULTANEAMENTE"
NESSUNA
MODIFICAZIONE DEL
VOLUME GASTRICO !
Il refilesso
gastrico aspecifico
è assente se
valutato
"simultaneamente":
chi non conosce la
Semeiotica Biofisica
Quantistica richieda
alla sua ASL una
SPECT gastrica:
Single Photon
Emission
Computerized
Tomography!
Al
contrario, nel
paziente con Reale
Rischio Congenito di
cardiopatia oppure
con CARDIOPATIA in
atto, magari
SILENTE, NON
diagnosticata,
iniziale, nella
condizione
sperimentale
descritta,
"simultaneamente"
appare il RIFLESSO
gastrico
aspecifico,valutato
con un fonendoscopio
o con la SPECT, i
cui valori
parametrici sono in
relazione alla
gravità della
sottostante
cardiopatia!
Ovviamente,
riconosciuto un
danno cardiaco
asintomatico, il
medico esperto in
Semeiotica Biofisica
Quantistica, procede
nell'iter
diagnostico e pone
la corretta
diagnosi.
Chi
non conosce la
semeiotica,
invierà, more
solito,
IMMEDIATAMENTE il
paziente, solo
apparentemente SANO,
al Pronto Soccorso !
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Un
infarto e'
provocato
(NdR: in modo
secondario
e NON
primario) dalla
presenza di virus o
batteri estranei
(eterologi) nelle
coronarie della
persona colpita.
ANSA - Milano, 7
Ott. 2009 - E'
determinante la
risposta del
sistema immunitario
a questa
'invasione'.
Lo hanno scoperto i
ricercatori
dell'Ospedale S.
Raffaele di
Milano.''Non
conosciamo l'agente
esterno che stimola
il sistema immune-
spiegano i
coordinatori dello
studio - ma ora
siamo in grado di
cercarlo, visto che
abbiamo a
disposizione la
traccia specifica
che ha lasciato''.
Commento NdR:
...come volevasi
dimostrare che alla
base di
OGNI malattia
vi e' un
flora batterica
disequilibrata,
alterata ed una
introduzione di
virus, cioe' di
proteine tossiche a
DNA estranei,
introdotti per
esempio con i
Vaccini,
generando
immunodepressione
e quindi facilita'
alla
somatizzazione
di qualsiasi
malattia
!
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Infarto, il rischio è scritto
nei
geni
In
uno studio indipendente, si è evidenziato come le regioni
geniche individuate favoriscano la formazione di placche
aterosclerotiche nelle arterie coronariche
Il più grande studio mai
realizzato sui
fattori genetici associati agli attacchi
cardiaci
ha identificato nove regioni genetiche che sembrano
aumentare il rischio di infarto del miocardio precoce. Il
rapporto del
Myocardial Infarction Genetics Consortium, basato
sui dati relativi a una coorte di 26.000 individui in 10
Paesi, sarà pubblicato sulla rivista “Nature Genetics”.
"Per molti decenni, si è osservato come il rischio di un
attacco di cuore - una delle principali cause di morte e
disabilità nel mondo occidentale – abbia una notevole
familiarità, legata alle differenze genetiche”, ha
commentato Sekar Kathiresan, direttore della divisione di
Cardiologia preventiva del
Massachusetts General Hospital
(MGH) e coautore dell’articolo. "Ora abbiamo individuato
specifiche
mutazioni di singolo nucleotide, le cosiddette SNP, che sono con probabilità connesse con un aumento del
rischio famigliare di attacco di cuore.”
Le associazioni
significative con il rischio di infarto giovanile sono state
trovate per comuni SNP in nove regioni genetiche. Tre di
esse sono state identificate per la prima volta; e si è
riscontrato, in uno studio indipendente, come esse
favoriscano la formazione di placche aterosclerotiche nelle
arterie coronariche.
Per analizzare l’effetto ereditario associato alle SNP, a
ciascun partecipante allo studio è stato assegnato un
“punteggio genotipico”, ovvero un parametro di rischio: si è
così riscontrato come coloro che possedevano il più alto
numero di varianti associate al rischio avevano anche un
rischio doppio di insorgenza precoce di attacco di cuore
rispetto a coloro che ne avevano un numero minimo. Sebbene
l’incremento del rischio associato a un singolo SNP sia
limitato, le informazioni ottenute sono ritenute preziose.
"Una delle varianti è stata identificata a carico di un gene
chiamato PCSK9, che è stato identificato originariamente nel
2003", ha concluso Kathiresan. "Uno studio esteso di quella
regione genica ha portato a un miglioramento significativo
della comprensione della biologia dell’aterosclerosi e degli
attacchi cardiaci e ha portato a notevoli sforzi per
sviluppare farmaci mirati.
Per questo siamo fiduciosi che lo studio delle varianti
appena mappate possa portare a risultati simili. E poiché
abbiamo già metodi efficaci per ridurre il rischio di eventi
cardiovascolari, i soggetti a più alto rischio genetico
potrebbero beneficiare di un intervento precoce”. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento
NdR: questo studio
DIMOSTRA
come anche l'infarto sia una
questione
di
TERRENO, il
quale modifica i geni e quindi e' e' il
Terreno che genera le
malattie !
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Verso la mappa
genetica del rischio
di infarto -
Cinque nuovi studi
su
Nature Genetics
analizzano le
associazioni tra
varianti e
probabilità di
essere colpiti da
malattie
cardiovascolari
Nuove varianti del
DNA associate al
rischio di infarto
sono riportate in
cinque articoli
pubblicati online
questa settimana su
Nature Genetics.
Uno di questi
riporta i risultati
del più grande
studio eseguito
finora sui fattori
genetici che
predispongono alle
malattie
cardiovascolari: è
durato oltre dieci
anni, ha coinvolto
circa 26 mila
persone e vi hanno
partecipato sei
gruppi di ricerca di
vari paesi (Myocardial
Infarction Genetics
Consortium), tra cui
l'Italia con le
università di Parma
e Milano.
Grazie al loro
lavoro sono stati
identificati tre
nuovi polimorfismi
(mutazioni che
coinvolgono una sola
“lettera” del codice
di un gene e
alterano il normale
processo di sintesi
delle proteine)
strettamente
associati con il
rischio di infarto
precoce. Inoltre
sono state
confermate le
associazioni tra
altre sei mutazioni
e la predisposizione
alle malattie
cardiache, già
identificate in
studi precedenti.
Una di queste sembra
favorire la
formazione di
placche
arterosclerotiche
nelle coronarie.
Lo studio si è
avvalso di una serie
di strumenti
sviluppati negli
ultimi anni, come la
mappa internazionale
dei polimorfismi
umani (International
Haplotype Map) o
tecniche che
permettono lo
screening simultaneo
di centinaia di
migliaia di geni per
contarne le copie.
Un'altra
associazione tra un
Snp e rischio di
infarto è stata
identificata sul
cromosoma 12q24 in
una ricerca
internazionale
guidata dalla
compagnia
bio-farmaceutica
deCODE. Gli
studiosi di quattro
continenti hanno
analizzato il genoma
di oltre diecimila
islandesi, trovando
che la stessa
mutazione influisce
anche sul processo
che controlla il
numero di
particolari globuli
bianchi (eosinofili)
che mediano i
processi
infiammatori.
La probabilità di
essere colpiti da
infarto del
miocardio
dipenderebbe, poi,
dal gene Brap - le
cui varianti sono
state individuate in
un nuovo studio
condotto da
Toshihiro Tanaka,
del
Center for Genomic
Medicine -,
mentre Jeanette
Erdmann dell’Università
di Lübeck e
colleghi hanno
identificato
mutazioni di una
gene sul cromosoma 3
legate ad altre
patologie
dell’apparato
cardio-circolatorio.
L’ultimo studio,
condotto da
David-Alexandre
Tregouet dell’Università
Pierre & Marie Curie,
analizza le varianti
di tre geni
localizzati sul
cromosoma 6. Uno di
questi produce la
componente più
importante delle
lipoproteine, noti
fattori di rischio
per le malattie
coronariche. “Per
quanto l'aumento di
rischio associato
con gli Snp sia
piccolo”, commentano
i ricercatori del
Myocardial
Infarction Genetics
Consortium, “una
mappa delle varianti
che predispongono
all'infarto potrebbe
diventare uno
strumento molto
utile per diagnosi
precoci”. (m.s.) -
Tratto da:
galileonet.it
Commento
NdR: ma questo e'
esattamente
cio' che da
ANNI
afferma il dott.
S. Stagnaro !!
inoltre Egli ha
ideato un esame
NON costoso
per
diagnosticare
in
1 secondo
il
Terreno
propizio
all'infarto !
Infatti egli ha
quindi inviato un
commento tempo fa
agli autori ed
editori... ed anche
a Galileone.it, dal
titolo:
"Ma è ovvio che se esiste il Reale Rischio
Congenito di CAD"
1) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.
Introduzione alla
Semeiotica
Biofisica. Il
Terreno Oncologico. Travel Factory,
Roma, 2004.
http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
2) Stagnaro S.,
Diagnosi
percusso-ascoltatoria
delle alterazioni
emoreologiche
precoci nelle
arteriopatie
periferiche
clinicamente
silenti. I Congr.
Naz. Soc. It. di
Emoreologia. Atti,
pag. 51. 30 Giugno-2
Luglio, 1982, Siena.
3) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.,
Auscultatory
Percussion
Evaluation of
Arterio-venous
Anastomoses
Dysfunction in early
Arteriosclerosis.
Acta Med. Medit. 5,
14, 1989.
4) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.,
Deterministic Chaos,
Preconditioning and
Myocardial
Oxygenation
evaluated clinically
with the aid of
Biophysical
Semeiotics in the
Diagnosis of
ischaemic Heart
Disease even silent.
Acta Med. Medit. 13,
109, 1997.
5) Stagnaro Sergio.
Biophysical-Semeiotic
Bed-Side Detecting
CAD,
even silent, and
Coronary
Calcification.
4to Congreso
International de
Cardiologia por
Internet, 2005,
http://www.fac.org.ar/ccvc/marcoesp/marcos.php.
6) Stagnaro S.-Neri
M., Stagnaro S.,
Sindrome di Reaven,
classica e variante,
in evoluzione
diabetica. Il ruolo
della Carnitina
nella prevenzione
del diabete mellito.
Il Cuore.
6, 617 (Medline)
7) Stagnaro S.
Newborn-pathological
Endoarteriolar
Blocking Devices in
Diabetic and
Dislipidaemic
Constitution and
Diabetes Primary
Prevention. The
Lancet. March 06
2007. http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/
PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
8) Stagnaro
Sergio. Role of
Coronary
Endoarterial
Blocking Devices in
Myocardial
Preconditioning - c007i.
Lecture, V Virtual
International
Congress of
Cardiology.
http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
9) Stagnaro S. New
bedside way in
reducing mortality
in diabetic men and
women. Ann. Int.
Med.
http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1)
Infatti ogni
alterazione genetica
è correlata a
modificazioni
dell'attività
biologica del
sistema il cui
parenchima mostra le
mutazioni genetiche
(Stagnaro Sergio.
Biological System
Functional
Modification
parallels Gene
Mutation.
www.Nature.com,
March 13, 2008,http://blogs.nature.com/nm/spoonful/2008/03/gout_gene.html).
E' assai più
agevole, completa e
meno
COSTOSA
la valutazione
Semeiotico-Biofisica-Quantistica
del modo di essere e
funzionare di un
Sistema Biologico,
che andare alla
ricerca delle
mutazioni genetiche
costose
e OGGI solo in
piccola parte
conosciute.
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Il dott.
S.
Stagnaro
in caso di infarto,
consiglia:
Due compresse la
sera (prima di
coricarsi) di
Melatonina-Coniugata,
secondo la
preparazione
galenica Di
Bella-Ferrari, che
TRA gli ALTRI
meccanismi d'azione,
attiva il
microcircolo anche
coronarico; quando
vi e' un qualsiasi
tipo di aritmia, il
riflesso
atri-gastrico
aspecifico mostra un
tempo di latenza
ridotto e una durata
di 4 sec. o più,
espressione di
ipossia istangica !
SEMPRE, in tutti i
casi.
Innalzando il
livello di energia,
libera atriale,
LENTAMENTE (anche un
anno !) l'aritmia
scompare.
Le aritmie
extra-sistoliche con
la melatonina si
riducono di molto e
con l'aggiunta di
applicazioni di
NIR-LED (Near Infra
Red- Light Emitting
Diode
= Low Level
Laser Therapy = LLLT
= diodi a luce a
certe lunghezze
d'onda = rosso e blu),
facilmente
scompaiono. I
meccanismi d'azione
sono gli stessi:
incremento della
respirazione
mitocondriale !
Vedi anche:
Diabete Mellito - 2
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La musica ha un'incidenza
positiva sul battito cardiaco e sulla nostra capacita'
di autoregolazione.
"Lo abbiamo verificato in uno studio basato
sull'evidenza", gioisce Vera Brandes, direttrice del
programma di ricerca di medicina musicale dell'Universita'
privata Paracelsus di Salisburgo. Ed e' possibile
che una musica adatta sia in grado di ridurre in modo
durevole la
pressione sanguigna.
La ricerca ha gia' mostrato che la musica adottata per
l'esperimento (composta per l'occasione, allo scopo di
evitare condizionamenti psicologici e fisiologici )
aumenta, dopo quattro settimane, la variabilita' della
frequenza cardiaca (HRV). E' cosa buona giacche' piu'
alta e' la variabilita', maggiore e' la capacita'
dell'organismo di autoregolarsi. Un battito cardiaco
troppo regolare e' infatti un fattore di rischio, e una
HRV ridotta e' anche sintomo di pressione del sangue
troppo alta e di depressione.
L'esperimento e' pubblicato sulla rivista Psychosomatic
Medicine.
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Cinque secondi per
prevenire l’infarto - Un esame non invasivo permetterà
di osservare il 97% delle lesioni
Cinque secondi per fotografare il cuore in tre
dimensioni. La
Tac a 64 strati, l’ultima frontiera della tecnologia
medica, sta rivoluzionando la diagnosi delle malattie
cardiache. E’ più sicura di una
coronarografia perché non è invasiva e non richiede
cateteri (e c’è chi dice che presto la sostituirà). E’
più accurata di un elettrocardiogramma, che dà soltanto
un’idea generale della salute del
cuore. E’ più precisa degli ultrasuoni che
forniscono immagini di bassa risoluzione. «E’ un
progresso eccezionale — commenta Roberto Ferrari,
direttore del Dipartimento di cardiologia
dell’Università di Ferrara.
Bastano pochi minuti per "ricostruire", grazie alle
immagini della Tac elaborate da un software, una
coronarografia in modo incruento». Ferrari è il vice-
presidente entrante della Società europea di cardiologia
che inaugura il suo congresso annuale sabato prossimo a
Stoccolma e che dedica ampio spazio alla nuova
diagnostica per immagini.
«Non solo la Tac multistrato è meno invasiva della
coronarografia — commenta Giuseppe Specchia, direttore
del dipartimento di cardiologia del Policlinico di Monza
— ma è anche molto precisa: trova le lesioni, quando ci
sono, nel 97% dei casi.
Ed è talmente veloce che può essere utilizzata anche
nei pazienti con un battito cardiaco accelerato».
Al Policlinico di Monza l’équipe di Specchia e del
radiologo Toufic Khouri utilizzano dal dicembre scorso
una Tac multistrato che ha il software più avanzato
d’Italia; un’altra è installata all’Università di Roma e
un terza (ma in questo caso sarà una Tac-Pet e riuscirà
anche ad analizzare il metabolismo del cuore) è in
arrivo all’Università di Ferrara, nel Dipartimento di
cardiologia.
Al momento attuale, però, la Tac multistrato non è
indicata per tutti. Primo perché costa. Secondo perché
esiste un problema di radiazioni: è bene non eseguirla
più di due volte perché le radiazioni per singolo esame
sono dalle 50 alle 80 volte più elevate rispetto alla
quantità assorbita per una radiografia dei denti. Terzo
perché rischierebbe di creare falsi malati.
«I candidati ideali—continua Ferrari — sono per ora i
pazienti che hanno subìto un bypass, poi i portatori di
stent, cioè di dispositivi che tengono aperte le
coronarie. Infine tutti i pazienti ad alto rischio di
malattia coronarica».
E’ un esame che potrebbe salvare la vita a molte donne.
Spesso infatti nel sesso femminile le malattie di cuore
si presentano in maniera subdola: con dolore, ma senza
segni all’elettrocardiogramma. Proporre una
coronarografia sarebbe eccessivo, ma un Tac non darebbe
fastidio alla paziente e potrebbe risolvere la
questione. L’importante è non abusare di questa
sofisticata tecnologia: se usata per generici check up
del cuore potrebbe rivelare lesioni silenziose e del
tutto innocue e portare a interventi inutili. «Non
bisogna mai dimenticare — mette in guardia Specchia— che
tutto va sempre valutato con la clinica, altrimenti si
creano le malattie soltanto in base all’iconografia. Non
è detto poi che tutte le ostruzioni delle coronarie
debbano essere operate: in certi pazienti può bastare un
trattamento farmacologico più aggressivo».
L’unico esame che può competere con la Tac multistrato è
la risonanza magnetica che non presenta il problema
delle radiazioni, ma alcuni limiti sì: il panico che
provoca in certe persone e il fatto che non può essere
utilizzata su chi ha protesi metalliche. Tutte queste
nuove tecniche rappresentano comunque un passo in avanti
sulla strada di quello che i medici chiamano «one stop
shopping » cioè la possibilità, per il futuro, di
eseguire un’unica indagine non invasiva che permetta di
vedere quello che gli attuali esami vedono
singolarmente, cioè l’anatomia da un lato o la
funzionalità dall’altro.
Tratto da: molecularlab.it - Fonte: Corriere.it -
02/09/2005
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Perchè gli animali
non sono soggetti ad attacchi cardiaci mentre una
persona su due ne rimane vittima
?
Gli
animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci
perche' il loro organismo produce grandi quantità di
vitamina C. La
vitamina C ottimizza la produzione di
collagene e di altre molecole di rinforzo.
Di conseguenza le pareti delle arterie si stabilizzano,
prevenendo così depositi aterosclerotici, attacchi
cardiaci ed ictus.
Gli esseri umani non sono in
grado di produrre
una singola molecola di vitamina C con il proprio
organismo e inoltre assumono solitamente poche vitamine
nell'alimentazione. Conseguenze inevitabili sono
pertanto l’indebolimento delle pareti arteriose e
I'aterosclerosi.
La causa principale della diffusione epidemica della
malattia cardiovascolare e pertanto la carenza cronica
di vitamine e non gli elevati livelli di colesterolo.
La prima
terapia
(brevetto mondiale) per la regressione naturale della
malattia cardiovascolare: Quando la
parete arteriosa è indebolita
dalla carenza di vitamine, l’organismo mobilita i suoi
meccanismi di difesa: milioni di particelle di grasso
(lipoproteine) si depositano sulla parete arteriosa
attraverso una specie di «nastro adesivo» biologico che
a lungo andare porta ad aterosclerosi, occlusione delle
arterie,
attacchi cardiaci e
ictus.
Oggi questi depositi aterosclerotici si possono
ampiamente prevenire e ridurre con agenti naturali
"Teflon" che neutralizzano queste proprietà adesive.
La prima generazione di agenti antiaderenti "Teflon"
della parete arteriosa, sono gli
amminoacidi naturali
lisina e
prolina, che diventano ancora più efficaci se
combinati con altre
vitamine.
Un vecchio sogno dell'umanità diventa realtà: la
regressione naturale della malattia cardiovascolare
senza ricorrere all'angioplastica o all'intervento di
bypass.
Sintesi del testo tratto dal libro "Perché
gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci e gli
uomini sì"
-
autore e' il Dott.
Mathias Rath, M.D.
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Scoperte
cellule complici infarto
Scoperto il coinvolgimento di un tipo di cellule
immunitarie conosciute nelle
allergie, i globuli bianchi
eosinofili, nell'infarto.
Il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell'Universita'
di Verona e' stato possibile grazie a uno studio
pubblicato di recente sulla rivista
Nature Genetics insieme a un secondo lavoro
internazionale cui l'ateneo scaligero ha a sua volta
preso parte e che ha permesso di isolare un gran numero
di geni legati all'infarto.
By ANSA – Roma, italy, 4 Mar. 2009
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Le
pagine di questo sito contengono i risultati del
Progetto Cuore: è possibile consultare le
carte di rischio cardiovascolare e il
punteggio individuale, due strumenti utili per
valutare la probabilità di essere colpiti da un evento
cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio, ictus)
nei successivi 10 anni conoscendo il valore dei propri
fattori di rischio. Sono disponibili i dati relativi
alla distribuzione dei fattori di rischio e alla
frequenza delle malattie cardiovascolari negli uomini e
nelle donne di età media. Tratto da:
http://www.cuore.iss.it/
L'alimentazione
e' alla base di ogni tipo di malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
Vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente
vegetariani !
vedi:
Consigli Alimentari
NORME per il CONTROLLO dell'IPERTENSIONE
ARTERIOSA e la RIDUZIONE del RISCHIO CARDIOVASCOLARE
1) Mantenere il giusto peso corporeo. Ridurre il
soprappeso e soprattutto obesità, (indice di massa
corporea al di sotto di 27.3 per le donne e di 27.8 per
gli uomini).
2) Attenzione ai cibi: dare la preferenza agli alimenti
vegetali ricchi in potassio
3) Ridurre l’apporto di sale a non più di 2-3 grammi al
giorno, meglio niente.
4) Svolgere una regolare attività fisica, non
intensiva.
5) Bandire il fumo e le droghe.
6) Consumare non più di 10 grammi al giorno di alcool,
pari a a circa 250 cc di vino
7) Ridurre lo stress psico-fisico eccessivo.
8) Misurare periodicamente la pressione arteriosa ed
annotarne i valori.
9) Se la pressione è alta seguire attentamente la
terapia prescritta, assumere immediatamente delle
pastiglie di aglio e biancospino in forti dosi.
10) L’ obiettivo è mantenere valori pressori inferiori a
140/90 mmHg, od ancora più bassi (< 130/80 mmHg), se si
è diabetici o nefropatici.
11) La glicemia a digiuno dovrà essere inferiore a 110
mg/dl.
12) Il livello ottimale di colesterolemia totale è
inferiore a 200 mg/dl, mentre quello del colesterolo LDL
(che si può calcolare sottraendo al valore della
colesterolemia totale quello del HDL colesterolo ed un
quinto del valore dei trigliceridi) dovrà essere
inferiore a 130 mg/dl in presenza di 2 o più fattori di
rischio ed inferiore a 100 mg/dl in soggetti che sono
già affetti da malattia coronarica, da diabete mellito o
con rischio cardiovascolare globalmente elevato.
13) Il livello dei trigliceridi dovrà essere inferiore a
150 mg/dl e quello dell’HDL colesterolo maggiore di 40
mg/dl.
Continua su:
http://www.farmasalute.it/Percorsi/circolazione/ipertensione_norme.asp
http://www.farmasalute.it/Percorsi/Cardiologia/index.asp
Commento NdR: non siamo d'accordo per il consumo di
Vino che in questi casi DEVE essere abolito,
perche' l'alcool in esso contenuto disturba anche la
flora batterica intestinale
creando
disbiosi,
infiammazioni
ed infine
malassorbimento e
quindi malnutrizione; la cosa molto piu'
importante e' l'alimentazione
adatta =
Crudismo
!
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Il
particolato fine "scarica" il cuore
Quando a Dublino venne proibita la vendita del carbone,
le concentrazioni di particolato crollarono del 70 per
cento in 72 mesi, e le morti per malattie
cardiovascolari del 10 per cento - vedi
Nanoparcicelle
Il particolato fine che inquina l'aria delle città
può esercitare effetti negativi sulle capacità di
conduzione elettrica del cuore di persone che
soffrono di cardiopatie severe. Lo riferisce un articolo
pubblicato sulla rivista
Circulation: Journal of the American Heart Association,
in cui viene illustrata una ricerca condotta presso la
Harvard University a Boston.
Il controllo della conduzione elettrica cardiaca su
pazienti precedentemente ospedalizzati è stata
monitorata attraverso un Holter per rilevare essenziali
depressioni del segmento ST sull'elettrocardiogramma, e
confrontarlo poi con i livelli di particolato.
Un segmento ST depresso può essere spia di
un'insufficiente afflusso di sangue al cuore o di
un'infiammazione a carico dl muscolo cardiaco.
"Abbiamo trovato che un innalzamento del particolato
fine, proveniente dal traffico o meno, è predittivo di
una depressione del segmento ST", ha spiegato Diane
R. Gold. che ha diretto lo studio, osservando che le
modificazioni nel segmento ST riscontrate non erano
associate ai sintomi dei pazienti, i quali erano stati
ricoverati per controllare lo stato delle loro
coronarie. "Gli effetti erano maggiori nel mese
successivo alla dimissione dall'ospedale e per quelli
che avevano già subito un infarto o erano
diabetici."
"Quando a Dublino venne proibita la vendita del
carbone, le concentrazioni di particolato crollarono del
70 per cento in 72 mesi, e le morti per malattie
cardiovascolari del 10 per cento", ha ricorda la
Gold, citando uno studio del 2002, per poi proseguire: "Il
nostro studio fornisce un ulteriore razionale per
evitare o ridurre l'esposizione a un traffico pesante
dopo una eventuale dimissione dall'ospedale, anche per
quanti non abbiano subito un infarto, e questo sia per
lo stress che provoca, sia per l'esposizione al
particolato".
"Ora servono nuove ricerche per valutare se la
depressione del segmento ST correlata all'inquinamento
atmosferico sia legata a un accresciuta infiammazione
cardiaca, a un ridotto afflusso di ossigeno, allo stress
ossidativo o a un aumento del rischio di aritmie",
ha concluso la Gold. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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PERICOLO FARMACI
APPROVATI dalla
FDA
Negli Usa avrebbero provocato
in 5 anni oltre 27 mila infarti.
Sono gli antinfiammatori come il Vioxx, appena ritirato.
Lo scandalo si allarga. Nel mirino
industrie e
controlli.
By Renata Tinnii - L'Espresso" nr. 43 210/2004
C'era una volta un farmaco superstar, uno dei 52
medicinali nel mondo che vendono per più di un miliardo
di dollari all'anno.
Ora la stella è tramontata. Il 30 settembre 2004 la
Merck ha ritirato il Vioxx da tutte le farmacie per il
sospetto, ormai tramutato in certezza, che questo
antinfiammatorio, consigliato contro l'artrite e altri
dolori cronici, possa aumentare il rischio di infarto e
ictus. La botta è colossale. In termini sia di soldi che
di salute. Solo in Italia viene cancellato d'un colpo un
fatturato che lo scorso anno è stato di 124 milioni di
euro, che poneva il farmaco al 19° posto nei consumi
degli italiani.
E pensare che nel 2000, anno in cui è stato introdotto
in Italia, era al 78° posto. Una bella scalata, aiutata
da un potente apparato promozionale e dalla promessa che
questo e altri medicinali della stessa classe seppur non
uguali (come Arcoxia di Merck e Celebrex di Pfizer)
potessero fare egregiamente il loro lavoro di "pain-killeC
senza tutte quelle ulcere e sanguinamenti gastrici che
accompagnano i vecchi antinfiammatori non-steroidei (Fans),
tipo aspirina e ibuprofene.
Peccato che uno studio finanziato dalla stessa Merck,
chiamato "Approve", abbia mostrato un aumento di guai al
cuore in chi assumeva il farmaco per più di 18 mesi,
rispetto al gruppo di controllo a cui veniva
somministrato un placebo ( ... ).
Intanto la palla di neve rotola e diventa ben presto
valanga: lo stesso giorno in cui la
Merck dichiara il ritiro dei
Vioxx (dalla Food and
Drug Administration filtra la voce che solo negli
Stati Uniti i casi di infarto e morte da arresto
cardiaco per l'uso dei farmaco dal 1999 al 2003 possono
essere stimati intorno a 27 mila.
Lo studio, per la verità non ancora sottoscritto
dall'agenzia americana, ma frutto delle proiezioni di un
suo ricercatore su un campione di 1.400.000 pazienti, ha
confrontato i diversi esiti al cuore in chi prendeva
Vioxx rispetto al farmaco rivale Celebrex, della Pfizer.
Quei 27 mila sarebbero gli infarti in più dei primo
gruppo rispetto al secondo (...).
Un esperto della Fda americana aveva
fiutato il
pericolo: dall'alto
però gli fu consigliato di tacere
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DOLORE AL TORACE ? - DUE
FAST-TEST RILEVANO L'INFARTO - E' infarto o no ? - (Asca) Roma, 27 ago
2009
Nell'incertezza due test rapidi rispondono prima che
sia troppo tardi. Veloci, mini-invasivi, economici ed
europei. Provengono infatti dal vecchio continente due
studi pubblicati sul New England Journal of Medicine che
potrebbero rivoluzionare le corsie del pronto soccorso.
Le
emergenze per attacchi cardiaci sono oltre 15 milioni,
solo tra Europa e Stati Uniti. Non sempre pero' il
paziente che arriva mano al petto lamentando dolori
lancinanti ha un principio di infarto.
L'esame tradizionale e' l'elettrocardiogramma, non
sempre risolutivo. Oppure si rileva la presenza di una
proteina, la troponina, presente nel muscolo cardiaco.
Peccato che quando questa supera la soglia di guardia,
4-8 ore dopo l'infarto, gli effetti devastanti sul cuore
potrebbero gia' esserci stato.
Il primo studio e' stato condotto dal Policlinico
Universitario di Basilea (Svizzera). Prelevati campioni
di sangue da 718 pazienti con sintomi da infarto
presunto, i medici hanno stabilito l'accuratezza dei
nuovi test messi a punto da Abbott e Siemens.
Stesso copione in Germania,alla Johannes Gutenberg
University di Mainz: testati 1.818 pazienti.
I risultati sono stati piu' che positivi per entrambe le
tecniche diagnostiche: i nuovi test hanno scovato
l'infarto nel 94-96% dei casi, rispetto all'85-90% delle
tecniche gia' in uso.
Commento NdR: tutto cio' e' buona cosa, l'aver
migliorato le indagini per l'infarto, ma si deve
ricordare che la
Medicina Naturale ha un semplice test, senza
macchinari, ne' analisi di laboratorio, che permette di
conoscere in ANTICIPO se il soggetto e' predisposto dal
suo "terreno" all'infarto, vedi: sopra.
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Il Kudzu per la salute del cuore
Lo studio di un gruppo di scienziati dell'Alabama,
pubblicato dal
Journal of Agricultural and Food Chemistry" -
28/08/2009
L'estratto della sua radice regola glucosio, glicemia ed
insulina ed abbassa la pressione arteriosa
Ricerche precedenti, avevano mostrato come il Il kudzu (Pueraria
lobata), pianta già fondamentale nell'antica
medicina cinese,
fosse in grado di combattere gli eccessi dell'alcolismo.
Ora, alcuni medici affermano come tale vegetale possa
essere usato per migliorare la salute del cuore.
In particolare, questo è il messaggio di una ricerca,
condotta un gruppo di scienziati dell'Alabama,
coordinati dal dottor J. Michael Wyss, e pubblicata dal
"Journal of Agricultural and Food Chemistry".
Gli studiosi hanno lavorato con alcuni topi ipertesi,
cui è stato somministrato un estratto di radice di Kudzu.
Essi hanno così potuto osservare come il preparato
riducesse i livelli di glucosio nel sangue, di glicemia
ed insulina ed abbassasse la pressione arteriosa. Spiega
il dottor Wyss: "Nonostante il meccanismo preciso per
cui tutto questo avviene deve essere ancora definito,
gli attuali risultati suggeriscono che integrare una
dieta con supplementi a basi di radice di kudzu modula
il glucosio, i lipidi e la pressione arteriosa".
I medici americani sono infatti convinti che il kudzu
possa essere usato con profitto contro numerose
malattie cardiovascolari,
tra cui la
sindrome metabolica.
- © Matteo Clerici - Tratto da newsfoods.com
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IPERTENSIONE
Si stima che almeno il 30% della
popolazione mondiale soffra d'ipertensione arteriosa.
Ufficialmente nel nostro Paese gli ipertesi sarebbero
tra i 15 e i 20 milioni, ma solo il 50-60 % sa di
esserlo.
Però ci sono anche parecchie persone che per errori
diagnostici o per eccesso di medicalizzazione assumono
farmaci inutilmente.
In oltre il 90% dei pazienti ipertesi la vera causa
rimane sconosciuta. Probabilmente non esiste una causa
univoca. I fattori che possono influire possono essere
diversi e spesso agiscono in sinergia:
età, razza, familiarità, massa corporea, alcool,
sedentarietà, fumo, caffè, diabete, dieta, stress, ecc.
Sicuramente lo stress, lo stile di vita influiscono non
poco, altrimenti non si spiega come mai Milano è
considerata la capitale italiana dell'ipertensione e
nell'industriosa e frenetica Lombardia il 33% dei
cittadini è ipertesa, quando la media nazionale è del
25%.
Anche il consumo abituale di alcuni farmaci può essere
dannoso per la salute, come è stato dimostrato per gli
antinfiammatori non steroidei (FANS) .
Le terapie
ufficiali:
L'approccio terapeutico della medicina allopatica è
tutt'altro che olistico. Una volta escluse cause
organiche e fatta diagnosi di ipertensione primitiva
l'unica preoccupazione è quella di tenere i valori
pressori costantemente bassi. Un intervento largamente
sintomatico. I farmaci impiegati sono diversi
(ace-inibitori. beta-bloccanti, calcio-antagonisti,
diuretici e inibitori dei recettori dell'angiotensina) e
la terapia deve essere assunta per tutta la vita. Spesso
può capitare che ad un primo farmaco, con il tempo, se
ne aggiunga un altro e poi ancora un altro.
Spesso nelle persone giovani o di mezza età che hanno
un'ipertensione agli esordi si ottengono straordinari
risultati e il ricorso ai farmaci di sintesi è superfluo
o può essere rimandato di diversi anni e addirittura
evitato. Anche nei soggetti ipertesi che assumono
farmaci da pochi anni è possibile ottenere ottimi
risultati. Nei casi più refrattari, le cure naturali
possono essere integrate con quelle chimiche, con il
beneficio di ridurre nel tempo il carico di queste
ultime.
E' importante sottolineare il diverso approccio tra
allopatia e la medicina naturale. L'allopatia, il più
delle volte, oltre alla pratica pastiglia da assumere
una volta al giorno non richiede troppi sacrifici e
impegni da parte del paziente. Intendo dire che assumere
l'antipertensivo è tutto quello che si deve fare. Sì,
qualche vago consiglio sull'alimentazione, la
raccomandazione di perdere peso ed evitare la vita
sedentaria, ma nulla di più.
L'approccio olistico invece pone il paziente di fronte a
tutti quegli aspetti della propria vita che possono in
qualche modo aggravare la sua condizione morbosa e lo
sprona ad operare effettivi mutamenti, siano essi sul
piano pratico e materiale (alimentazione, lavoro,
attività fisica, ritmi sonno/veglia, ecc.) sia su quello
più interiore e umano (meditazione,
yoga, arte, lettura,
spiritualità, rapporti sociali, ecc.).
Quindi, l'approccio naturale all'ipertensione è
necessariamente "integrato" e non si affida al solo
farmaco.
Fitoterapia
Offre una serie di piante estremamente efficaci e tra le
terapie naturali è forse quella che dà maggiori
risultati nella cura dell'ipertensione. Purtroppo, in
tempi recenti molte di queste piante sono state
letteralmente fatte scomparire dal mercato, seguendo una
logica secondo la quale le piante che funzionano vanno
eliminate per non turbare il mercato del farmaco
allopatico multimiliardario. Per quanto riguarda la loro
presunta tossicità, oltremodo esagerata, è decisamente,
e di molte misure, inferiore ai comuni farmaci con cui
abitualmente molti volentieri si imbottiscono.
Per altro, non si capisce come mai queste stesse piante
sono state usate vantaggiosamente dall'uomo per migliaia
di anni.
Non c'è dubbio che in questi ultimi anni l'industria
del farmaco chimico stia sferrando un poderoso
attacco alle medicine naturali cercando di influenzare
sia in America sia in Europa gli organismi preposti a
regolamentare il mercato degli integratori e delle
piante medicinali (Back-door laws against natural health.
WDDTY, July 2007).
Vediamo adesso un elenco delle principali piante che
abbassano la pressione. Attenzione, spesso vengono
associate in formulazioni complesse, tra loro e con
altre piante, per potenziare il loro effetto o per
mitigare eventuali effetti indesiderati.
Rauwfolfia, Rauwolfia serpentina - la medicina
Ayurvedica la utilizza da oltre 1500 anni, ma da tempo
fa anche della fitoterapia occidentale. E' una delle
piante più attive per l'ipertensione. Si utilizza la
radice. Ha un'azione ipotensiva e sedativa.
Purtroppo non è più disponibile, neanche su ricetta
medica (cosa a dir poco
vergognosa), nel nostro Paese. Tuttavia,
nella vicina Svizzera, dove non mi pare siano meno
sensibili di noi per quanto riguarda la salute dei
cittadini, è tranquillamente reperibile in farmacia.
Coleus, Coleus forskohlii - altra pianta della
tradizione ayurvedica.
Ha proprietà antipertensive, antiaggreganti piastriniche
e vasodilatatrici. E' divenuta famosa in Occidente dopo
che un suo principio attivo, il forskohlin, è stato
isolato per la prima volta nel 1970. A questo sono stati
dedicati decine di lavori. Ha dimostrato di essere
efficace in numerose condizioni patologiche, come
l'infarto, il glaucoma e l'asma bronchiale. Il valore
del Coleus per l'ipertensione sta anche nel fatto che
possiede una certa azione antipiastrinica e quindi
fluidifica il sangue e previene la trombosi. Anche
questa meravigliosa pianta è
stata tolta dal mercato.
Arjuna, Terminalia arjuna, - fa parte anch'essa della
tradizione erboristica ayurvedica. Ha proprietà
antianginose, cardiotoniche, antiaritmiche e sedative.
Mantiene il sangue fluido. Dilata le coronarie, potenzia
la circolazione, mantiene il tono e il benessere del
muscolo cardiaco. Indicata per la prevenzione
dell'infarto, ma è utilissima anche nel post-infarto.
Si usa la corteccia che, per altro, è ricca di
coenzima Q-10 (vedi oltre).
Cimicifuga, Actea racemosa - ha un'azione sedativa,
antispasmodica e diuretica. Migliora la circolazione e
riduce la pressione arteriosa. E' spesso impiegata con
altre erbe.
Kudzu, Pueraria lobata - la radice di Kudzu è utilizzata
in formulazioni erboristiche cinesi per l'ipertensione.
Aumenta il flusso sanguigno coronarico e cerebrale,
dilata i vasi periferici e inibisce l'aggregazione delle
piastrine.
Pervinca, Vinca minor - Ha un'azione ipotensiva,
spasmolitica, sedativa e attivatrice del microcircolo
cerebrale. L'effetto ipotensivo dipende dalla
diminuzione della resistenza vascolare periferica. Più
spesso usata in formule complesse.
Cardiaca, Leonurus cardiaca - Ha un'azione ipotensiva
non marcata e per questo spesso è associata ad altre
piante. Possiede anche un'azione sedativa cardiaca e
antiaritmica. Si utilizza soprattutto nei disturbi
cardiaci associati ad ipertiroidismo.
Biancospino, Crataegus oxyacantha e monogyna - Ha
un'azione antiaritmica, cardiotonica,
coronarodilatatrice, sedativa e ipotensiva. Le
procianidine oligomeriche (OPC) hanno un'azione
antiossidante a livello delle pareti vasali. C'è chi
preferisce i fiori, ritenendoli più efficaci, altri
invece usano le bacche.
L'impiego costante di una tintura a base di bacche è
considerato ottimo nei soggetti che hanno familiarità
all'ipertensione. Previene anche l'aterosclerosi.
Vischio, Viscum album - Si associa vantaggiosamente con
il precedente. Ha un'azione vasodilatatrice,
antispastica, ipotensiva e diuretica. Si usano le
foglie.
Celidonia, Chelidonium majus - Questa papaveracea ha
un'azione spasmolitica, sedativa e rilassante la
muscolatura liscia. Nella cura dell'ipertensione è usata
in combinazione con altre piante.
Aglio, Allium sativum - Numerosi studi clinici hanno
dimostrato la sua positiva azione nella prevenzione del
rischio cardiovascolare.
Regolarizza la pressione arteriosa, previene la trombosi
e la formazione delle placche aterosclerotiche. Il modo
migliore è fare uso di aglio fresco, assumendo 2-4
spicchi al giorno, ma non tutti se la
sentono. Comunque, in commercio esistono estratti secchi
titolati che non danno problemi di alito.
Olivo, Olea europea - Di questa nota pianta si usano le
foglie. Ha un'azione ipotensiva, per dilatazione
periferica, antiaritmica e diuretica. L'effetto
antipertensivo si ottiene in genere a dosaggi alti e
comunque è meno marcato rispetto alle altre piante. Il
più delle volte è impiegata in associazione con altre
erbe.
Perla polvere ((Mukta Pishti) - non è un fitoterapico,
ma viene inserito nelle preparazioni erboristiche
ayurvediche. La polvere di perla è uno speciale
preparato per la cura dell'ipertensione.
Stabilizza le emozioni, calma la paura, riduce il senso
di frustrazione, la collera ed è considerata un
rigenerante tissutale.
Alle piante più spiccatamente antipertensive, se ne
possono associare altre con azione complementare:
1. anticoagulanti o fluidificanti del sangue - Zenzero,
ginkgo biloba, angelica cinese, meliloto, ecc.
2. adattogene (contro lo stress, ansia, eccitazione,
ecc.) - Ashwagandha, luppolo, jatamansi, asparago
racemoso, passiflora, valeriana, avena, bacopa, centella,
melissa, ecc.
3. diuretiche - Pilosella, tè di Giava, betulla,
levistico, parietaria, prezzemolo, tarassaco, tribulus,
ecc.
Integratori
Magnesio –
E’ un “calcio-antagonista” naturale ed è di fondamentale
importanza per mantenere i giusti equilibri minerali a
livello delle cellule delle pareti vasali. Ottimo come
cura e come prevenzione nei soggetti a rischio. Da
assumere quasi sistematicamente. Il suo effetto sulla
pressione si manifesta pienamente dopo qualche
settimana.
Cuore:
problemi causati dal poco magnesio - 3 Dicembre
2010
Il cuore, se non controllato, è soggetto a molti
problemi; tra le motivazioni ci sarebbe, anche, la
mancanza di magnesio.
Secondo uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori
del
Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard
Medical School, la morte cardiaca improvvisa sarebbe
dovuta, anche, da insufficienti quantità di magnesio
assunte con la dieta.
Studi simili erano stati eseguiti nel 2009, senza grandi
risultati; uno di questi studi era stato pubblicato sul
Journal of American Academy of Nurse Practitioners,
il quale non aveva portato giovamento alle donne.
L’attuale studio, invece, analizzando i dati positivi di
circa 90.000 donne che avevano partecipato Nurses’
Health Study, ha indicato un ruolo protettivo anche per
il sesso femminile. Da questa ricerca si è visto che
maggiori quantità di magnesio (tra i minerali più
importanti per la salute del nostro organismo) si
assumevano minori erano i rischi di morte cardiaca
improvvisa: addirittura la percentuale di rischio
diminuiva del 37-41%.
Lo studio, pubblicato sul
American
Journal of Clinical Nutrition, ha elencato quali
sono le migliori fonti alimentari di magnesio:
carni,
cereali,
latte,
dolci,
verdura a foglie verdi, (NdR:
dimenticandosi molti
altri cibi vegetali molto utili).
Bisognerebbe introdurre quantità maggiori di questi
alimenti, cosa che, secondo le statistiche non succede,
infatti, il fabbisogno giornaliero non viene raggiunto
né dagli uomini né dalle donne. Per prevenire questi
problemi a livello cardiaco occorrerebbe controllare per
via ematica i livelli di magnesio presenti nel nostro
organismo, e nel caso in cui ce ne fosse bisogno,
introdurre, le giuste quantità di magnesio nella propria
dieta.
Fonte: tantasalute.it
Coenzima Q-10
- Gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione dei
nutrienti in energia. Ogni singola cellula nel corpo
necessita di questo fattore, ma le cellule dei tessuti a
maggiore consumo enrgetico ne hanno più bisogno,
come quelle del fegato, dei reni, del pancreas e
del cuore. E’ un potente antiossidante e ha dimostrato
di essere efficace nel normalizzare la pressione
sanguigna. Gli organi d’animali, come il fegato, il rene
e il cuore, sono una fonte naturale eccellente di Q-10,
ma si trova anche nei pesci e in alcuni vegetali.
Ricordo che questo fattore è liposolubile e quindi
necessita di un’alimentazione in cui siano presenti
buone quantità di grassi, per essere assorbito a livello
intestinale.
E’ anche sintetizzato dal nostro organismo, ma viene
facilmente distrutto da un consumo eccessivo di zuccheri
e sostanze stimolanti. I pazienti cardiovascolari
necessitano di maggiori quantità di Q-10 (Proc Natl Acad
Sci, 1985; 82: 901-4; Drugs Exp Clin Res, 1984; 10:
487-502). I suoi benefici nel caso di angina,
ipertensione, insufficienza cardiaca, aritimie e
disturbi valvolari sono stati dimostrati a partire dagli
anni ’70 (J Molec Med, 1977; 2: 431-60) e poi
continuamente confermati da successivi studi. Le
statine (farmaci che abbassano il colesterolo)
riducono del 40% la sintesi di Q-10 nel corpo.
Vitamina C -
Aumenta la produzione di prostacicline, una piccola
molecola che non solo rilassa i vasi sanguigni, ma
favorisce una corretta fluidità del sangue. La vitamina
C è fondamentale per la salute cardiovascolare. In
alcuni studi, la somministrazione regolare di vitamina C
ha dimostrato di abbassare significativamente la
pressione arteriosa (Lancet, 354: 1999: 2048-9).
Lisina e prolina –
Sono due amminoacidi che proteggono le pareti arteriose
e prevengono al formazione delle placche
aterosclerotiche. La sclerosi delle pareti è spesso
intimamente correlata con l’ipertensione. Sono
importanti componenti del collagene e di altre molecole
che danno stabilità alle pareti dei vasi. L’assunzione
insieme alla vitamina C è quanto mai vantaggiosa. Con
altri elementi, fanno parte della terapia cellulare del
Dr Rath (M. Rath MD.Why animals don’t get heart attacks…but
people do.)
Arginina – E’ un
amminoacido che facilita l’azione di una piccola
molecola chiamata ossido d’azoto, capace di aumentare
l’elasticità delle pareti arteriose e aiutare a
normalizzare la pressione.
Licopene – Un
antiossidante che si trova soprattutto nei pomodori e
nell’anguria. Somministrato come integratore, si è
dimostrato efficiace in un campione di pazienti ipertesi
di età compresa tra i 30 e i 70 anni (American Heart
Journal, January 2006). Anche questo è un fattore
liposolubile e quindi senza grassi nell’alimentazione
viene poco o nulla assorbito.
Fermenti lattici -
Diverse preparazioni hanno mostrato effetti positivi
sulla pressione e sulla prevenzione cardiovascolare. Più
in generale, il consumo regolare d’alimenti fermentati è
di grande aiuto nella cura e nella prevenzione
dell’ipertensione.
Omega-3 –
Indubbiamente gli “oli di pesce” hanno dimostrato di
essere efficaci nella prevenzione delle malattie
cardiovascolari e, in particolare, di essere in grado di
contribuire all’abbassamento dei valori pressori – circa
3.0/1.5 mm Hg - (Circulation, 1993 August, 88: 523-33).
Tuttavia, l’assunzione eccessiva e prolungata di questi
oli potrebbe avere degli effetti collaterali.
Il mio consiglio è di non farsi prendere dalle mode del
momento e di assumere dosaggi terapeutici di omega-3
(nel caso dell’ipertensione si aggirano sui 5 g al
giorno) solo sotto controllo medico.
Meditazione
Trascendentale Maharishi
Diversi studi hanno messo in evidenza l’utilità della
Meditazione Trascendentale (MT) di Maharishi nel
trattamento dell’ipertensione arteriosa border line e di
grado lieve (Hypertension 1995; 26:820-827; Archives of
Internal Medicine, Jun 2006; 166: 1218 - 1224). La MT è
in grado di abbassare di almeno 10 mm Hg la pressione
massima e di 5 mm Hg la minima e si è rivelata
notevolmente superiore ad altre medotiche di meditazione
e di rilassamento, al biofeedback e a diverse altre
tecniche simili (American Journal of Health promotion
1998; 12(5):297-298).
Panchakarma
Importante e fondamentale programma di purificazione
della Medicina Ayurvedica. In collaborazione con una
società di assicurazione olandese è stata condotta una
ricerca su 126 persone sofferenti di malattie croniche.
La durata media della loro malattia era di 20 anni e
dopo solo 3 mesi di trattamento con le tecniche di
Panchakarma dell’Ayurveda Maharishi si sono notati
notevoli miglioramente. Nel caso dell’ipertensione si
sono avuti successi nel 56% dei casi.
Yoga
In generale gli studi dimostrano che le persone che
praticano lo yoga sono meno ansiose, più resistenti allo
stress, hanno la pressione più bassa e le funzioni
cardiache e respiratorie più efficienti. Quindi, senza
dubbio lo yoga può giocare un ruolo importante nel
trattamento e nella prevenzione dell’ipertensione (Cardiovasc
Nurs, 1997; 11: 53-65). Addirittura è stato dimostrato
che lo yoga può ridurre la pressione in modo
significativo in pochissimo tempo (Ind J Physiol
Pharmacol, 1998; 42: 205-13; Aviat Space Environ Sci,
1989; 60: 684-7).
L'alimentazione
I vegetariani
affermano che la loro dieta aiuta a curare e prevenire
l’ipertensione, così come effettivamente proverebbero
alcuni studi. Tuttavia, c’è il sospetto che non sia
tanto l’esclusione della carne e dare risultati
positivi, ma piuttosto lo stile di vita
complessivamente più salutistico (health conscious)
che molti vegetariani seguono: consumo di alimenti bio,
molta frutta e verdura, cure naturali, ricerca di
armonia e ambienti meno inquinati, tecniche di
rilassamento, meditazione, ricerca e pratiche
spirituale, ecc. - vedi:
Crudismo
Non si tratta quindi di confrontare un qualsiasi
campione di popolazione che mangia carne con uno che non
la mangia, ma di prendere in considerazione un gruppo
molto selezionato dai consumi e stile di vita
consapevoli che di fatto enficia totalmente i risultati
di questi studi. Quello che conta, quindi, non è
escludere o meno la carne, ma piuttosto curare lo stile
di vita nella sua globalità.
Per altro, diversi studi dimostrano che il fattore
decisivo per la prevenezione del rischio
cardiovascolare è l’aumento del consumo di verdura e
frutta fresca, ricche di antiossidanti e potassio,
piuttosto che l’esclusione della carne e dei famigerati
grassi animali (BMJ, 1996; 312: 1479; BMJ, 1996; 312:
478-81; JAMA, 1995; 274: 1197; Lancet, 2002; 359:
1969-74). Per quanto riguarda il consumo di proteine
poi, il mito per cui un loro eccesso sia la causa
dell’ipertensione è del tutto privo di fondamento, così
come dimostrato da alcuni studi (Circulation,
1996;94(7):1629-34; Circulation, 1996, 94(10):2417-23).
Una cosa è certa,
l’ipertensione si associa molto spesso al sovrappeso e
quindi una dieta s’impone quasi sempre. Si calcola che
ogni kg perso abbassi la pressione di 1 mm Hg.
Personalmente, nella mia pratica clinica, ho notevoli
risultati con una dieta piuttosto “primitiva”, che è
allo stesso tempo disintossicante e dimagrante:
proteine, grassi, cibi fermentati, verdure, frutta.
Pochi cereali, legumi e zuccheri. Avendo cura di
scegliere il più possibile alimenti freschi, interi e di
origine biologica.
Oggi giorno, il vero pericolo si nasconde in una
alimentazione troppo ricca di carboidrati e non di
grassi e proteine. Il consumo eccessivo di carboidrati
mantiene alti i livelli di insulina nel sangue e
danneggia i vasi.
Il problema del
sale alimentare
Certamente l’uomo moderno consuma molto più sale del
passato. Ad essere in eccesso non è tanto quello che si
aggiunge all' insalata e alle normali pietanze, ma
quello “occulto” che si nasconde nei cibi conservati o
confezionati. Addirittura anche le merendine, i cereali
del mattino e altri cibi dolci di tipo commerciale
contengono spesso notevoli quantità di sale.
Ufficialmente si consiglia un consumo giornaliero di non
oltre 5-6 g di sale, corrispondente ad un cucchiaino,
mentre molti di noi viaggiano tranquillamente sugli 8
-10 grammi. Non tutti sono d’accordo che il sale sia la
causa dell’ipertensione.
Piuttosto credono che il problema riguardi alcuni
soggetti sensibili e non tutta la popolazione (per
esempio, più gli uomini che le donne). Inoltre, c’è chi
mette in guardia dai pericoli di una dieta troppo povera
di sale. Anche i sostituti del sale, ricchi di potassio,
possono rappresentare un pericolo, se consumati in
eccesso, così come hanno dimostrato dei ricercatori
olandesi (BMJ, 2003; 326: 35-6).
L' attività fisica
E’ importante, anche se negli ultimi anni sempre più
viene dimostrato che non è necessario diventare dei
fanatici del movimento per rimanere in forma e prevenire
le malattie. L’esercizio isometrico, come il
sollevamento dei pesi, andrebbe evitato, perché aumenta
la pressione sanguigna, soprattutto se si trattiene il
respiro quando si fa lo sforzo. Camminare, fare
escursioni, nuotare, andare in bicicletta e altri sport
all’aperto sono ottimi, ma se fatti con regolarità...una
volta ogni tanto serve a poco. Fare attività fisica
regolare tra i 18 e i 30 anni riduce la possibilità di
sviluppare l’ipertensione nei successivi 15 anni.
(CARDIA study. Am J Public Health 97(4), 2007).
Tratto da: dottorperuginibilli.it
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RIANIMAZIONE - RCP: forte pressione del salvatore
- 15/10/2010
Non si tratta solo di ritmo, nella rianimazione
cardiopolmonare. È necessaria una profonda compressione
del torace affinché il massaggio raggiunga il cuore. Ci
sono gadgets che facilitano la vita quotidiana dei
salvatori della vita. E c’è anche una versione, un po’
dubbiosa forse, dell’iPhone.
La
rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una scelta
medica che non si può purtroppo allenare ai casi seri.
In teoria alla maggior parte dei medici e anche ai molti
“dilettanti”, i pochi passaggi consigliati in caso di
arresto cardiaco sono ben chiari.
Ma quando la cosa diviene seria, il risultato spesso non
è ottimale. I nervi tremano e spesso, a causa della
mancanza di pratica, manca il senso della giusta misura
da prendere, soprattutto nella compressione toracica.
Little brother is
coaching you !
Per questo motivo ci sono corsi con bambolotti di gomma
che, a seconda del prezzo della bambola ed anche del
prezzo del corso, si avvicinano il più possibile alla
situazione reale. C’é un numero sempre maggiore di
soluzioni mobili che pretendono di aiutare il
soccorritore alle prime armi, sia egli un medico o meno,
nella eventualità di una rianimazione. Nei casi meno
spettacolari, appartenenti a questa categoria, si tratta
di software per telefoni mobili, che, più o meno bene,
rappresentano i consigli della
American Heart Association (AHA) per la rianimazione
cardiopolmonare da parte di persone non esperte. Ci si
immagini una sorta di Mini-Slideshow da mettere al
proprio fianco nelle situazioni di emergenza, per
seguire le istruzioni del software passo per passo. Le
soluzioni migliori sono provviste di una guida acustica
che dice al soccorritore cosa deve fare.
Un ulteriore elemento multimediale è una sorta di
metronomo che indica, durante il massaggio cardiaco, la
temporizzazione dei “100 al minuto”. Un esempio di un
tale elaborato sistema è il piccolo apparecchio
PocketCPR. Viene prodotto dall’impresa americana
Zoll Medical, un’impresa che produce, tra le altre
cose, anche defribillatori. È stato autorizzato al
commercio persino dall’autorità americana FDA come
apparecchio liberamente disponibile in caso di
emergenza.
Premere fino a che
il sensore cigola
Una frequenza di compressione errata è uno degli errori
più frequenti che i soccorritori alle prime armi fanno.
Soprattutto poi, quando le forze vengono a mancare,
spesso anche il ritmo di compressione scende. La giusta
frequenza non é tutto, però.
Di fondamentale importanza è anche la profondità di
compressione: il soccorritore deve esercitare un po' di
pressione per pompare quel 30% di volume sanguigno nel
corpo, che, sulla base della ricerca scientifica, È
raggiungibile con una RCP correttamente eseguita.
Tuttavia ci si
chiede come sia possibile avere la sicurezza che il
primo soccorritore eserciti davvero una pressione
energicamente sufficiente? Zoll Medical ha trovato una
soluzione: L’impresa ha fornito il suo PocketCPR-System
di un
sensore di accelerazione sviluppato dalla società
Analog Devices. Quando l’apparecchio viene posto sul
petto, durante la rianimazione, il sensore calcola,
grazie ad un algoritmo, sulla base dell’accelerazione e
della frequenza di compressione, la profondità di
compressione.
Alcuni defribillatori dello stesso produttore utilizzano
una tecnica simile. Oggi, inoltre, è disponibile anche
una versione miniaturizzata e priva di elettrodi.
Secondo le indicazioni dell’impresa il sistema è tarato
su persone a partire da otto anni di età. Può registrare
con precisione la profondità di compressione consigliata
dall’AHA di 1,5 fino a 2 pollici (3,8 fino a 5,1cm).
Mark Totman, Presidente della società figlia della zoll
medical, la Bio-Detek, nonché responsabile del
PocketCPR-System, è convinto che la qualità della
rianimazione venga migliorata dal supporto digitale:
“Molte persone non vogliono fare la rianimazione perché
hanno la sensazione di non essere sufficientemente
allenati a farla. Il nostro apparecchio può dar loro la
necessaria fiducia in sé stessi per poter agire in caso
di emergenza”.
La versione dell’iPhone
riceve una critica negativa
Il PocketCPR-System con il sofisticato sensore di
accelerazione - qui è possibile vedere un
video non proprio privo di drammaticità - si può
acquistare per 129 dollari. I proprietari di un iPhone
possono risparmiarsi questa spesa, in quanto la Zoll
Medical offre
un’applicazione per iPhone che in caso di emergenza
può dare un’aiuto per la RCP.
L’applicazione,
disponibile già dal 2009, sfrutta il sensore di
accelerazione integrato nell’iPhone per stimare la
profondità di compressione. Ma l’iPhone non si può
appoggiare tanto facilmente sul petto della persona in
pericolo di vita e contemporaneamente comprimere con
tutta la propria forza, perché è troppo grosso, troppo
piatto, fatto in buona parte di vetro.
Perciò viene fissato al polso. Ma per questo non c’è
un’autorizzazione della FDA. È forse un gadget, più che
un vero aiuto? Gli utilizzatori sono piuttosto critici.
In 28 valutazioni nello store della Apple,
l’applicazione ha ricevuto il mediocre voto di due
stelle e mezza su cinque. A onor del vero si deve però
dire, che la versione del PocketCPR per iPhone non viene
pubblicizzata come aiuto reale in caso di emergenza, ma
come strumento per il training alla rianimazione.
By Philipp Graetzel - Tratto da: news.doccheck.com
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