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GUIDA
alla SALUTE NATURALE
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Manuale di MEDICINE
ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI - Manual of
ALTERNATIVE
MEDICINES
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MEDICI
e MEDICINE - COMPARAGGIO + Corrotti da BIG PHARMA
MINISTERO "SALUTE" informato su
DANNI VACCINI
MEDICI IMPREPARATI
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Medici SUICIDI
I veri
padroni della sanita' nel mondo
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BARONIE, Universita' e
MEDICI
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Caduceo
Medicina: tutto quello che avreste
voluto sapere
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Considerazioni
in medicina
Le Corporazioni
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Messaggi Subliminali
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Lobbies
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Gruppo
Bilderberg
Definizione
della parola Malattia
+
Pazienti
Pagano sempre
+
Dittatura Sanitaria
I MEDICI,
una MINACCIA per la SALUTE
?
+
Terrorismo
con i Farmaci +
Medicina e Potere
Falsificazioni degli Studi
Scientifici
+
Medici e case
farmaceutiche
+
Bugiardino
Falsita'
della medicina
ufficiale +
Pubblico
Credulone
+ Sapevate
che i farmaci..
Farmaci
ritirati dal commercio reimmessi
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Diritti
Umani Traditi
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Medicina:
Chirurgia
INTEGRATORI
(Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO
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Pericolo
Farmaci
$$$
influenzano studi sulle Ricerche Mediche
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Industria
della Malattia
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Inquisizione
medica
Controllo
della popolazione nei paesi del terzo Mondo
+
Scienza
e Medicina ufficiale
Influenza
Aviaria
+
Archivio
sui danni dei farmaci
+
Statistiche
Ministero manipolate
La Teoria sui germi che
generano malattie e' Falsa
+
Potere e Giustizia
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo:
vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
NUOVE MALATTIE INVENTATE
+
Medici una Minaccia
! +
Medicina Alternativa
I medici dentisti sono gli
unici obbligati a fornire risultati
+
Medicina
Multimediale
A quando anche gli altri
medici al
servizio della sanita'
saranno
OBBLIGATI al RISULTATO
come i
dentisti ?
perche' questa
differenza ? che vi sia dietro, nel non
obbligare anche gli altri tipi di medici,
la
lunga mano delle case
farmaceutiche.....
Ricerca Scientifica
+
Tossiemia +
Medici pagati da case
farmaceutiche
FILM interessantissimo
da visionare:
http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
L'Aids
e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la
Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
Visionare questi Video di
RAI 3 - Report su: Info sui farmaci venduti a caro
prezzo
Test:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90002,00.html
Video:
http://www.report.rai.it/RaiDue/RE/ram/vid20000531.ram
"Se non mettiamo la
Libertà delle
Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, in
una
Dittatura
nascosta.
E il tentativo di limitare l'arte della
medicina solo ad una classe di persone,
e
la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la
Bastiglia della scienza medica".
(By
Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
FARMACI e CONTROINDICAZIONI
+
Guerra conto le Donne
(con i Vaccini)
I dittatori nascosti
(clandestini) della medicina, d’altra parte li
conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei
“baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle
“lobbies
accademiche” od operino nelle
multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano”
la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a
questa marea montante di intolleranza anti-scientifica,
prima che questi nuovi tiranni arrivino ad
insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto
pensare…!
220 anni dopo, questa situazione di
dittatura
sanitaria si e'
realizzata e TU caro lettore cosa fai per
contrastarla ??
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
e
di molti Farmaci e Vaccini (vedi la trasmissione
Report -Rai3 del 20704/08)
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Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della
scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti,
tra i quali si crea una rete (il cosiddetto
establishment) che controlla i fondi per la
ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi
accademici, le royalities per i test ed i
farmaci, e mira a mantenere la sua posizione
dominante di successo evitando per quanto
possibile che altre idee, altre soluzioni, altre
teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
USA: 94 % medici ha
contatti con farmaceutiche e 28% riceve
pagamenti di redazionale - 26/04/2007
INDAGINE su NEJM, CARDIOLOGY "COINVOLTI" il
DOPPIO RISPETTO a MEDICI FAMIGLIA
Medici e
industria farmaceutica
legati “a doppio filo” negli Usa.
La quasi totalita' (94%) dei 'camici bianchi'
statunitensi intrattiene infatti rapporti con le
aziende del farmaco. Cene, pranzi, serate di
gala e corsi di aggiornamento 'offerti' dalle
compagnie sono una realta' fra i medici Usa. Ben
uno su quattro poi riceve veri e propri
pagamenti in denaro per consulti di vario
genere. E' quanto emerge da un'indagine
pubblicata sul "New England Journal of Medicine".
Fonte:
http://www.adnkronos.com
Medici ed industrie farmaceutiche:
http://www.informatori.it/informatori/cherel.htm
USA, banditi
regali ai medici:
http://i27.tinypic.com/5mbtiv.jpg +
http://i25.tinypic.com/o58fq1.jpg
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La pubblicità televisiva dei farmaci
non piace ad Altroconsumo, che ha segnalato
alcune anomalie al Garante della concorrenza e
del mercato. L'associazione dei consumatori ha
preso in esame 26 spot televisivi di 28 prodotti
da banco, trasmessi in 13 giornate diverse sulle
sette maggiori reti tv generaliste.
Dall'inchiesta è risultato che appena in due
casi su 13, per i quali è obbligatorio per
legge, viene citato il principio attivo. E sui
26 spot soltanto 15 rimandano esplicitamente
alla lettura del foglietto illustrativo.
In Italia ci sono dei limiti alla pubblicità (è
permessa quella sugli Otc, senza ricetta, non
sul prodotto "etico"), imposti dal Codice del
farmaco: non si può proporre il farmaco in modo
ingannevole, né esagerarne le proprietà; inoltre
il messaggio deve dare informazioni
indispensabili per un uso razionale del prodotto
e per una corretta automedicazione. Pertanto il
consumatore dovrebbe essere chiaramente invitato
alla lettura del
foglietto illustrativo e ad un uso cauto e
limitato nel tempo del prodotto, e anche a
rivolgersi al proprio medico curante quando i
sintomi del disturbo rimangono.
L'associazione ha preso di mira anche il recente
messaggio pubblicitario del primo farmaco nato
con il marchio Coop. Secondo Altroconsumo lo
spot è scorretto perché omette le indicazioni
sul principio attivo e sugli effetti
collaterali. "Nessun riferimento all'acido
acetilsalicilico, nessun rimando alla lettura
delle avvertenze sul foglietto illustrativo,
nessun cenno al fatto che la sua assunzione può
avere effetti collaterali", si legge in un
comunicato, che prosegue: "Banalizzare il
prodotto farmaco come se fosse acqua fresca, uno
shampoo o un utensile qualsiasi è scorretto,
contro la legge e
controproducente per la salute dei cittadini".
Alla Coop si difendono sostenendo che per quanto
riguarda la comunicazione pubblicitaria hanno
dovuto soggiacere a veri e propri divieti e che
la comunicazione sulla stampa è stata sottoposta
a tagli, non ultimo la cancellazione del nome
del principio attivo del farmaco dalla
confezione.
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La
cosiddetta scienza medica occidentale conosce la sua consacrazione e la
sua ascesa di credito presso il potere nell’800, dopo la rivoluzione
industriale, quando improvvisamente il materiale umano inizia ad assumere
un valore d’uso e di scambio in quanto forza lavoro.
In
precedenza - nel medioevo e nella società feudale -
la reputazione sociale del medico non valeva più di quella del
barbiere, del postino o del boia, in quanto per secoli la vita umana agli
occhi di re e regnanti non significava nulla e aveva assai poco peso dal
punto di vista economico.
E’
stato necessario che lo sviluppo capitalista portasse ad attribuire
all’essere umano valore di scambio mercantile sul nascente mercato
industriale perché al medico venisse riconosciuto un elevato status
sociale, in quanto tecnico riparatore della macchina umana intesa come
unità produttiva a cui bisogna prolungare al massimo l’utilità di
sfruttamento.
Parte
del plusvalore estratto dallo sfruttamento della classe operaia fu
utilizzato per finanziare lo sviluppo e la ricerca, il cosiddetto
“progresso della
scienza medica”, che doveva servire anche a compensare lo snaturamento e
la nuova forma di oppressione a cui la gente veniva sottoposta
dall’imposizione del lavoro forzato nelle fabbriche, e si prestava ad
una straordinariamente efficace forma di controllo sociale.
La
medicina moderna quindi nasce su basi di calcolo e ragionamento economico,
ben lungi da quel vergineo manto di umanitarismo del quale i potenti di
turno hanno sempre cercato di rivestirla.
E
così come essa nasce da un processo storico-sociale violento ed
aggressivo, essa farà propri gli stessi metodi di agire disumani,
sanguinari, violenti e prevaricatori.
Essendosi
sviluppata prevalentemente durante guerre e catastrofi varie, la medicina
ha assunto un tipo di approccio violento e “militare” alla malattia:
taglia, strappa, cuce, espianta, invade, trapianta, amputa, cronicizza,
sperimenta a casaccio, bombarda con farmaci
e vaccini
i cui danni sono di gran lunga
superiori ai benefici.
Essa spara con l’artiglieria pesante su ogni malattia, anche a costo di eliminare il malato o di provocargli patologie
peggiori di quella che avrebbe la pretesa di “curare”.
Oggigiorno,
dopo due secoli, non è cambiato nulla, anzi le cose si
sono evolute e
raffinate in peggio.
I
medici ufficiali indottrinati, nella loro immensa ignoranza della materia umana,
continuano ostinatamente i loro discorsi infantili e ipocriti
sull’efficacia o meno dei farmaci, e proseguono imperterriti sulla
strada medioevale, torturatoria e sanguinaria degli interventi chirurgici
inutili e della sperimentazione selvaggia sugli esseri
umani, e più in generale
su tutto il vivente, contribuendo alla sua distruzione. Il bello è che la
maggior parte di questi soggetti lo fa in buona fede, magari
inconsciamente, convinta di agire in nome del benessere e della salute
degli uomini. Il rimanente ha capito tutto, non crede nella medicina e
spesso, fuori dalle fogne ambulatoriali o dai letamai ospedalieri lo
ammette disinvoltamente, sa che è una gigantesca truffa, ma se ne sbatte
allegramente, trovandosi in una posizione giuridicamente inattaccabile ed
economicamente assai redditizia.
Le
poche voci di dissenso che si levano dal belante coro medico vengono
soppresse costantemente.
Il
rapporto tra il proclamato sapiente medico e il presunto ignorante
portatore di malattia, resta un autentico pugno in faccia, a cui è stata
aggiunta una pesante gabella economica per accedere a questi
“preziosi” servigi.
Con
la crisi del lavoro degli ultimi trent'anni causata dalla
iper-sovrapproduzione di merci e dal passaggio dalla società industriale
a quella tecnologica, la macchina umana passa la priorità di sfruttamento
economico dalla produzione al consumo, quindi uomini e donne assumono
ancor più valore in qualità di consumatori.
Non basta produrre: occorre
consumare a tutti i costi quanta più immondizia possibile.
Il ruolo
totalizzante dell’uomo nella società contemporanea è quello di
produttore/consumatore di tonnellate di merci inutili se non dannose, fra
cui, ovviamente, farmaci e medicine, che hanno funzione assai più
commerciale che medico sanitaria.
Quindi
non solo l’uomo, ma la malattia stessa viene messa al lavoro come merce
da cui si estrae il plusvalore che consente la progressiva crescita a
dismisura dell’impero delle multinazionali farmaceutiche.
I
cosiddetti passi da gigante - spesso
vantati a destra e a manca - che
la medicina avrebbe fatto, non sono null’altro che gli enormi balzi al
rialzo delle quotazioni di borsa di queste case produttrici della
multimorte.
Cosicché,
per garantire l’espansione di mercato alle case
farmaceutiche, la
medicina nei suoi laboratori di ricerca si occupa non di curare ma di
creare sempre nuove malattie, e i suoi avamposti concreti sul territorio,
ambulatori ed ospedali, provvedono il piu' delle volte, a
cronicizzarle al fine di prolungarne
la redditività.
Gli
interessi del business divergono costantemente da quelli della salute
reale dei cittadini, i quali negli ultimi trent’anni hanno cominciato
progressivamente a staccarsi dagli interessi tentacolari della medicina
ufficiale e dalla sua mortifera inefficacia, per rivolgersi ad un nuovo
mercato, quello delle medicine
alternative.
Queste
ultime sono senza dubbio meno invasive, violente e aggressive, ma non sono
nient’altro che il rovescio della medaglia: un nuovo mercato più
morbido e “a misura d’uomo”, che produce profitto e che assolve
comunque sempre alla stessa funzione, quella di riparare la macchina umana
laddove questa si inceppi davanti all’imperativo capitalista “produci,
consuma, crepa!”.
Per
mantenere il genere umano efficiente nel suo ruolo di consumatore ad
oltranza, funzionano spesso meglio le sirene suadenti del mercato dolce e
“alternativo” che i cazzotti nello stomaco della medicina ufficiale,
così come da tempo il capitale si è accorto che per mettere al lavoro 24
ore su 24 un essere umano si prestano assai meglio i neon dei supermercati
e il miraggio della felicità attraverso il possesso di nuove merci
luccicanti che la baionetta del soldato o il manganello della polizia,
tenuti come estrema ratio per i refrattari al disciplinamento mercantile e
alla Cayenna sociale neoliberista.
La
salute si concretizza prioritariamente evitando di rivolgersi alla
medicina con cieca fiducia, e realizzando che ognuno di noi è il medico
di se stesso prima di chiunque altro, imparando ad ascoltare il proprio
corpo e le sue esigenze che sono sempre distanti e radicalmente divergenti
dagli interessi dei padroni della medicina ufficiale.
La
malattia è la ribellione del corpo che si trova a dover sostenere ritmi
infernali in una società triste, assurda, alienante, opprimente e
invivibile. E’ conseguenza di un’infanzia violentata dai modelli della
società adulta e di una vita intera messa al lavoro, strappata alla
gioia, al piacere, al divertimento, alla felicità in nome del profitto
economico. La malattia riempie i vuoti che la frustrazione scava nel
corpo.
L’unica
terapia per tutte le malattie è la trasformazione radicale
dell’esistente, che ogni individuo cosciente deve iniziare
soggettivamente dalla trasformazione di se stesso: dal rifiuto del lavoro
forzato al ripudio delle regole imposte dal sistema dominante, da ogni
possibile forma di sabotaggio alla macchina tritacarne e all’avanzata
del deserto sociale, alla consapevolezza che i valori imperanti
corrispondono a lenta agonia e costante avvilimento e infelicità, dalla
negazione globale dei meccanismi di morte sistematica e programmata che la
società mercantil-spettacolare spaccia per l’unica forma di esistenza
possibile, alla riappropriazione di spazi di vita autonomi e contrapposti
al pensiero economico del profitto ad ogni costo.
By Franco Cantù
- vedi nel vangelo di Luca cap. 4, verso 23
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MEDICI e MEDICINE: PIU'
DANNI che BENEFICI ?
Solo in Italia sono 700.000 i contagi che avvengono ogni
anno negli ospedali: 7.000 le vittime, come negli
incidenti stradali. Mezzo milione di italiani contrae
infezioni in ospedale (Sity 10.3.05). Ogni 15-18 mila
citazioni di malasanità, l'80% dei dottori è indagato
almeno una volta (Corriere della Sera 1.2.04).
Peggiorano in ospedale 320 mila pazienti l'anno (Metro
12.6.02). Un articolo apparso su molti quotidiani
qualche anno fa di Robert Mendelsohn recitava: "Se i
medici scioperano i morti diminuiscono". Pare che questo
sia riscontrabile in ogni ospedale del mondo.
Riportiamo alcuni dati raccolti dal capitolo Medicina
Assassina del libro "Tutto quello che sai è falso" Ed.
Nuovi Mondi Media, da pag. 341 a pag. 369.
La medicina convenzionale è la principale causa di morte
negli Stati Uniti. In un ospedale medio di 300 pazienti
ricoverati si verificano 40 errori al giorno. La
medicina allopatica è una delle prime cause di morte e
rappresenta inoltre la maniera più costosa di morire:
sembra essere una dispensatrice di malattie piuttosto
che di rimedi per la salute.
Secondo i ricercatori che hanno scritto questo articolo
negli S.U. ammonta a 2,2 milioni il numero di persone
che ogni anno durante la degenza ospedaliera manifestano
reazioni allergiche ai farmaci prescritti.
7,5 milioni è il numero totale delle procedure mediche
chirurgiche non necessarie effettuate ogni anno e quasi
9 milioni sono le persone sottoposte ogni anno a
ricovero ospedaliero non necessario. Il numero di
decessi provocati ammonta a quasi 800 mila. Tra l'altro
affermano che, studi mediante autopsie, il 35-40% di
diagnosi errate sono responsabili della morte di molti
pazienti. Ricerche dimostrano che più di 100 milioni di
americani sono state vittime di un errore medico, la
mortalità annua nel 1997 è stata calcolata in 420.000
persone solo tra i degenti ospedalieri. Le percentuali
di coloro che sono stati vittime di un errore medico
sono: 18% in Gran Bretagna; 23% in Australia e Nuova
Zelanda; il 25% in Canada; il 28% negli USA.
In uno studio apparso su New England riporta che un
paziente su 4 lamentava considerevoli effetti
collaterali. I medicinali con il peggiore record di
effetti collaterali erano gli inibitori selettivi della
ricaptazione della serotonina, gli anti-infiammatori non
steroidei e i calcioantagonisti.
I medicinali
maggiormente responsabili di reazioni allergiche
sono i Vaccini,
gli
antibiotici, i farmaci cardiovascolari, la
chemioterapia, gli analgesici e gli antinfiammatori.
Conseguenza degli eventi iatrogeni: 116 milioni
di visite extra; 77 milioni di ricette extra; 17 milioni
di visite di emergenza; 8 milioni di ospedalizzazioni; 3
milioni di ricoveri a lungo termine; 199.000 di decessi
in più; 77 miliardi di dollari di spese extra. In 33
milioni di casi di ricoveri ospedalieri negli S.U. nel
1994 3.3 milioni di lesioni serie dovute ai medicinali
prescritti.
In uno studio condotto dall'AHRO e apparso sul JAMNA
nell'ottobre del 2003 documentava 32.000 decessi in gran
parte occorsi in seguito ad interventi chirurgici
costati ben 9 miliardi di dollari, tra complicazioni
chirurgiche, infezioni post operatorie, oggetti estranei
lasciati nelle ferite, riapertura di ferite chirurgiche
ed emorragia post-operatoria.
Uno studio ha rivelato che la mortalità tumorale era del
40% più alta tra i figli di donne che erano state
esposte alle radiazioni di raggi X, infatti è stato
dimostrato che la radiazione ionizzante di questi
provocano mutazioni genetiche. In 5 libri
scientificamente documentati, Gofman fornì prove
esaurienti per dimostrare che i raggi X, le TAC, la
mammografia e gli esami fluoroscopici contribuiscono
all'insorgere del 75% dei tumori oltre ad aumentare le
cardiopatie ischemiche. Riteniamo che nel decennio
passato l'uso di HRT da parte delle donne britanniche
abbia provocato 20.000 tumori al seno in più.
Ogni anno in America vengono usate circa 13.600
tonnellate di antibiotici, di queste circa 11.300
tonnellate vengono utilizzate nella zootecnia, mentre
circa 1.350 tonnellate sono usate per combattere
l'insorgere di malattie degli animali oltre che a
promuovere la crescita. Solo 900 tonnellate vengono
somministrate per combattere specifiche infezioni
animali. il cibo derivante da animali ammalati è
responsabile dell'80% di casi di salmonellosi negli
umani. Circa il 20% dei polli è contaminato dal
Campylobacter jejuni, un organismo che provoca 2.4
milioni di casi di malattie ogni anno.
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COMPARAGGIO
Tratto
da:
http://www.associttadini.org/comparaggio/ricette.html
IL MESSAGGERO - Domenica 2 Febbraio 2003 - By Carla Massi
Comparaggio
Lettera del ministro alle associazioni dei medici e dei
farmacisti: non fatevi condizionare dalle
case produttrici Sirchia, guerra alle ricette "teleguidate"
Codice etico per le aziende: mai più congressi nei luoghi
di vacanze per vip
ROMA - Il primo appello, il ministero della Salute
Girolamo Sirchia, l'ha lanciato agli industriali una
settimana fa: "Non fate pressione sui medici perché
prescrivano più medicine". Il secondo è andato ai
membri del nuovo Consiglio superiore della Sanità:
"Nessuna lobby. Niente interessi di parte, ma solo
quelli dei cittadini". Il terzo, a medici, farmacisti
e ancora industriali, è di ieri: "Prepariamo insieme
un "Manifesto etico" per prevenire ed evitare
fenomeni degenerativi che possano incrinare i rapporti di
fiducia con i cittadini".
Per tre volte, dunque, in
poco meno di 7 giorni, il Ministro si è rivolto agli
addetti ai lavori senza puntare il dito contro nessuno in
particolare ma sollevando pesanti perplessità sui sistemi
adottati per far vendere più medicinali. Proprio mentre
le Regioni "piangono" per i conti sanitari in
rosso perenne e il governo attende l' effetto-risparmio
del nuovo prontuario farmaceutico.
Giro di vite anche per i congressi medici: non potranno più
essere organizzati in località così tanto turistiche da
spingere i partecipanti a fare quattro passi più che a
restare chiusi negli alberghi a studiare.
A Cortina come a
Capri i camici bianchi dovranno andare a spese proprie in
vacanza, annuncia il Ministro.
Che, subito dopo aver
saputo di un recente viaggio organizzato a Santo Domingo
da un'azienda farmaceutica per il lancio di un prodotto,
ha deciso di dare uno stop ai congressi
"turistici".
Si rimetterà mano anche a quel codice deontologico,
approvato tre anni fa dall'associazione degli industriali,
in cui per i simposi si escludono le località
"in" nel periodo di alta stagione.
Il testo vieta anche di pagare viaggio e soggiorno a mogli
o mariti degli esperti che partecipano ai congressi.
Per
il professor Sirchia quel documento non è più
sufficiente.
Evidentemente in questi tre anni, non è stato applicato a
dovere se ha deciso di scriverne un altro chiamando tutti
i protagonisti a raccolta.
Entro due settimane industriali, farmacisti e medici, sono
chiamati a inviare indicazioni e suggerimenti per iniziare
ad elaborare il testo.
Quindici giorni avanzare proposte etiche su convegni,
congressi, materiale informativo, campioni gratuiti e
gadget.
Farmindustria ha già detto sì, la modifica al codice
potrebbe arrivare già dal prossimo incontro della giunta.
"E' il caso di rendere più stringenti le norme - fa
sapere Gianpietro Leoni, presidente dell'associazione
industriali - vista la percezione negativa dei
comportamenti delle aziende.
Si parla di viaggi di piacere, credo sia giusto escludere
definitivamente certe zone".
"Ho parlato di questa indebita pressione delle
aziende sui medici anche a Davos - spiega Sirchia -.
Ho
trovato tutti d'accordo sulla realizzazione di un
"Manifesto" che imponga sanzioni pesanti a
coloro che usano l'informatore farmaceutico per indebite
pressioni sui medici.
Abbiamo
dovuto procedere con un'azione forte per contrastare
questo preoccupante aumento del 34% della spesa
farmaceutica. Rischiava di dissestare il fondo
sanitario".
Mario Falconi, segretario generale dei medici di famiglia
accetta la proposta del Ministro ma chiede che non si
assumano "atteggiamenti di spirito talebano".
"Non credo ci sia nulla di scandaloso ad organizzare
un congresso a Parigi, ad esempio, se si tratta di un
evento scientificamente serio. L'importante è che non sia
solo un viaggio di piacere".
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Dire COMPARAGGIO
non è reato !!!
- Sentenza della
CORTE d' APPELLO di ROMA. -
Tale sentenza conferma, tra l'altro che: il
fenomeno del comparaggio nel settore
farmaceutico esiste ed è molto diffuso. Inoltre
chiarisce che non si possono querelare per
diffamazione i giornalisti che pubblicano
notizie:
a)vere;
b)di interesse pubblico;
c)che vengono comunicate con una corretta veste
formale di linguaggio e grafica.
Si tratta, in sostanza, di una causa per
diffamazione, intentata ad un giornale, per un
articolo pubblicato da questi sul fenomeno del
"comparaggio", da parte di un'associazione di
Informatori, la quale per rispetto della privacy
viene indicata come "A." e da un certo signor
"G.", nel 1994, dopo il famoso scandalo "De
Lorenzo-Poggiolini".
Da quanto si legge nella sentenza, molto
interessante nel suo dispositivo giuridico e
nelle sue motivazioni che andrebbero lette con
la massima attenzione, tale
Associazione ed il signor "G." avrebbero perso
sia nel giudizio di primo grado del 2002 che,
adesso, nel giudizio di appello.
http://www.informatori.it/informatori/dircomp.htm
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Il medico e
il suo informatore: una relazione pericolosa
!!
L'informatore scientifico del farmaco è un
dipendente di un'azienda farmaceutica incaricato
di trasmettere ai medici le novità prodotte.
Egli esercita un mestiere soggetto a un
forte conflitto di
interessi: fino a che punto è possibile
dare informazioni corrette (descrivendo i pregi
ma anche gli svantaggi) su un prodotto che si
deve vendere?
La domanda è rilevante nel momento in cui
risulta evidente l'influenza anche
inconsapevole che i mezzi
di promozione possono avere sul comportamento
degli operatori sanitari. Inoltre la
concorrenza tra aziende farmaceutiche nelle
vendite dei farmaci determina a volte l'uso di
mezzi sleali per
avvantaggiarsi.
Marco Bobbio, nel libro "Giuro di esercitare
la medicina in libertà e indipendenza" (Einaudi
2004), discute ampiamente il
conflitto di interessi in
medicina e descrive dieci situazioni
potenziali (e reali) in cui possono venirsi a
trovare il medico e il rispettivo informatore.
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Cene, riviste, false ricerche: l’abc della
farmatruffa - 12 febbraio 2003
- Da: Il Nuovo Non solo gadget e gite esotiche per convincere i medici a prescrivere di più. Le industrie del farmaco possono giocare su un’ampia gamma di "incentivi": le gole profonde raccontano la complessa arte del "comparaggio" ROMA — I gadget e le vacanze premio nei paradisi tropicali? L’arte di "incentivare" i medici a prescrivere pillole e sciroppi, punibile anche con un anno di reclusione, conosce oggi tecniche molto più sofisticate. E più difficili da smascherare per magistrati e guardia di finanza impegnati in inchieste che promettono di sollevare il coperchio di uno scandalo che potrebbe far impallidire anche quello esploso all’epoca del duo "Poggiolini-De Lorenzo". L’abbecedario della
farmatruffa
non comprende solo il computer in regalo o il viaggio premio mascherato da convegno scientifico, assicura più di una "gola profonda" alle dipendenze di grandi ditte farmaceutiche, che ovviamente chiede di rimanere anonima. Pena il licenziamento sicuro a cui va incontro chi svela sistemi oramai da tempo nell’occhio del mirino della magistratura. E non a caso smascherati dall’ultima mega operazione "Giove" della Guardia di finanza. Esistono altri sistemi più sosfisticati e apparentemente legali per remunerare lautamente i camici bianchi dalla prescrizione facile, confida che la sa lunga sull’arte del cosiddetto "comparaggio". L’indagine scientifica – Ovvero come prendere due piccioni con una fava. Il meccanismo è ingegnoso.
Si affida ad una società scientifica il compito di condurre un’indagine per rilevare effetti, desiderati e non, dei medicinali prescritti. Un’attività meglio nota tra gli esperti con il nome di "farmacovigilanza". La società incaricata dall’industria farmaceutica distribuisce schede ai medici che dovrebbero servire a rilevare numero di medicinali prescritti e reazioni dei pazienti. Per ogni scheda compilata, un "gettone" di ricompensa. Così si premia, e si controlla allo stesso tempo che l’incentivo sia andato a buon fine. Ossia al medico che ha effettivamente prescritto a piene mani il farmaco da "spingere". Soprattutto gli antibiotici, assicurano alcuni informatori farmaceutici. La rivista – Ne esistono diverse, ciascuna con una propria ragione sociale ma, guarda caso, con mono-sponsor farmaceutico. Alcune hanno persino il nome della testata simile al prodotto regolarmente pubblicizzato nell’ultima pagina di ciascun numero. Spiegato il livello di autonomia di queste riviste "scientifiche" dagli sponsor farmaceutici, ecco come si arriva al "dottore": pagando generosi compensi per attività redazionali a medici anche di secondo piano, "ma con buona potenzalità prescrittiva", specifica un informatore della pillola. Che puntualizza: il trucco è utilizzato soprattutto per premiare i camici bianchi ospedalieri. Le cooperative mediche – Più aumenta la capacità di prescrivere, più cresce il potere di contrattare super-incentivi. Non sono nate per questo, ma in alcuni casi servono "anche" a questo le cooperative di medici, che sempre più numerose soppiantano il classico studio del singolo medico di famiglia. Alcune – spiega un’informatore – sono formate da 50-60 medici, ma a tirare le fila sono solo in 4 o 5. Ed è con loro che bisogna trattare per vedere salire alle stelle le prescrizioni del proprio farmaco. Una "spinta" che può valere anche migliaia di scatolette.
E che – assicura sempre "gola profonda" – si ricompensa in base a veri e propri tariffari. Sotto forma di gadget e viaggi premio. Anche in questo elargiti sotto forma di ricompensa per "studi clinici" sui medicinali già in commercio. Le cene – Restano un "must" del marketing farmaceutico. I ristoranti continuano a fatturare bei conti alle industrie della pillola, ma gli informatori del farmaco ora ci vanno più cauti. La cena si fa, ma mascherata da meeting scientifico regolarmente autorizzato dal Ministero della salute. Si paga il professore che spiega le miracolose proprietà del farmaco da sponsorizzare. Un applauso e poi tutti a tavola, con la promessa di prescrivere la pillola decantata prima dell’antipasto. Promessa tra l’altro non sempre mantenuta, assicura chi la cena è abituato ad offrirla a spese dell’azienda. La Smart – Fra gli informatori farmaceutici circola anche questa. Che una nota multinazionale della pillola abbia assegnato a ciascun rappresentante due Smart con cui "omaggiare" i medici più solerti a far scorrere la penna sul ricettario. Gli effetti sulla spesa – Tra leggende e illeciti accertati dalle Fiamme Gialle gli effetti del "comparaggio" continuano comunque a farsi sentire sulla spesa pubblica. Nel 2001 c’è stato il boom del 32% di crescita della spesa per pillole e sciroppi. Lo scorso anno si è saliti "solo" di un punto percentule, ma toccando comunque livelli ampiamente superiori al "tetto" prefissato da Governo e regioni, costrette poi a ripianare la falla con i ticket.
E questo non per colpa dei prezzi. Che hanno anzi subito un calo tra i medicinali mutuabili. La causa è piuttosto nell’aumento delle prescrizioni e del loro spostamento verso prodotti più costosi. La scure di Sirchia – Un consumismo farmaceutico che il Ministro della salute, Girolamo Sirchia, vuole ora frenare portando al prossimo Consiglio dei Ministri un decreto "anti-truffe" che raddoppia le sanzioni per chi raggira Asl e ospedali, fino a prevedere il carcere nei casi più gravi. Un provvedimento già esaminato in via preliminare la scorsa settimana e che, anche sulla spinta delle ultime indagini giudiziarie, potrebbe ottenere il via libera già venerdì prossimo. L’associazione degli informatori farmaceutici, dal canto suo, da molti anni tenta di far approvare dal Parlemento una legge che istituisca l’albo professionale per tutelare la categorie dal pressing dei capo-marketing delle aziende. Impresa puntualmente fallita. Ora ci riprova il deputato azzurro Alberto Minoli, con una proposta di legge ad hoc.
È il quarto o quinto tentativo. Chissà se sarà l’ultimo.
"Questa indagine fa impressione sotto accusa farmaci molto costosi"
Le reazioni Federfarma, Anao e Farmindustria Venezia, 13 febbraio 2003
- By Valentina Dal Zilio - da:
Tribuna di Treviso La Federfarma sta dalla parte della magistratura. Il presidente regionale dell’associazione, Franco Muschietti, si dice indignato per i risultati della maxi inchiesta. «I primi dati emersi sono impressionanti – commenta Muschietti – uno scandalo che coinvolge tremila persone con un giro di oltre 100 milioni di euro ! E sono felice di poter affermare che la categoria dei farmacisti ne esce pulita. Noi stiamo con la magistratura». Secondo il presidente della Federfarma veneta l’inchiesta Glaxo è solo la punta di un iceberg.
Alla base dello scandalo ci sarebbe la distribuzione di specifici medicinali. «Da anni – continua – la nostra associazione è impegnata in una battaglia di denuncia in merito alla distribuzione di alcuni farmaci elargiti dalla struttura pubblica. Si tratta in genere di ritrovati ad alto costo acquistati attraverso una gara d’appalto e distribuiti dalle aziende sanitarie per mano di medici, ma anche infermieri ed altri operatori. Così viene a mancare un rigido controllo sull’uscita del farmaco, rendendo difficili le stime delle quantità di pillole distribuite. Nelle farmacie questo non avviene: noi siamo in grado di controllare l’entrata e l’uscita di ogni singola pillola calcolando, ogni 25 del mese, la spesa totale al centesimo.
La questione è arrivata in Regione e speriamo vengano presi al più presto dei provvedimenti per garantire un monitoraggio capillare dei farmaci in commercio». Muschietti chiarisce poi il rapporto tra farmacisti e informatori medico scientifici. «Gli informatori non vengono in farmacia per promuovere le nuove molecole – spiega – ma per avvertire i titolari che i ritrovati sono in distribuzione. Sta al farmacista decidere se approvvigionarsi o meno sulla base di una scelta puramente commerciale.
È chiaro che per contenere la spesa pubblica è necessario puntare più sul farmaco generico che costa dal 20 al 30 per cento in meno rispetto ad un medicinale di marca. Spingendo i farmaci generici, che in Italia ricoprono appena il 5 per cento delle vendite, si otterrebbe un risparmio notevole». Anche Farmindustria si schiera dalla parte della magistratura pur «ritenendo necessario salvaguardare con forza il valore scientifico e sociale dell’informazione che rischia altrimenti di essere sottoposta ad una critica generica e ingiustificata». Il presidente Gian Pietro Leoni ha precisato che «dal giugno 1999, non ha più ricoperto alcun ruolo operativo nell’ambito della GlaxoSmithKline e che quindi ogni eventuale collegamento tra gli illeciti e Farmindustria è privo di fondamento». Per Carlo Bocci, segretario del sindacato dei medici ospedalieri Anaao, l’inchiesta riguarda la medicina convenzionata. «I rapporti tra le aziende farmaceutiche e i professionisti dipendenti dell’Usl avvengono nel pieno rispetto della legge. Eventuali donazioni e sponsorizzazioni che interessano la struttura ospedaliera devono essere, oltre che legittime, motivate e deliberate dal direttore generale».
Da: Il Giorno
- Quegli intrecci perversi tra industria e "boss"
universitari - 16 febbraio 2003 di Lorenzo Sani
Cerca il dottore ?
Era qui un attimo fa, sarà nei comparaggi. Circolano già
le barzellette tra i pazienti degli ambulatori, da
quando l’inchiesta del Nucleo di polizia tributaria del
Veneto ha sollevato il polverone della Glaxo, tremila
tra medici ed operatori sanitari denunciati di
comparaggio e corruzione perché avrebbero accettato
regali e un fantasioso ventaglio di "incentivi" per
prescrivere prodotti della multinazionale che ha sede a
Verona.
«Brutto segno le barzellette, perché già arrivano i
segnali del solito scandalo all’italiana: vedrete che
nel giro di pochi giorni, l’industria farmaceutica
passerà per vittima». Ha un bel da ripetere – in
premessa ad ogni attacco frontale – che non ce l’ha con
i farmaci e i loro produttori, ma lo psichiatra modenese
Camillo Valgimigli, da anni impegnato contro la
contenzione chimica degli anziani e la somministrazione
di psicofarmaci ai bambini, si sta guadagnando sul campo
quantomeno la patente di contro-informatore scientifico
della categoria.
«Quello che l’inchiesta sta evidenziando – dice – è solo
la punta dell’iceberg. Il vero problema non è tanto la
corruzione, o il comparaggio: le stesse aziende hanno
detto che rispetto al passato quelli di oggi sono
soltanto "incentivi"…».
Anche la Smart a rate, con i bollettini a carico della
casa farmaceutica se il medico fa la sua brava
prescrizione mensile, rientra negli "incentivi" ?
«C’è di peggio e le notizie di questi giorni sono la
scoperta dell’acqua calda. Quel che è veramente peggio,
che purtroppo nessuna inchiesta della magistratura potrà
mai portare alla luce, è un sistema molto più articolato
e complesso, nel quale hanno un ruolo chiave
l’industria, le società scientifiche, le università che
fanno ricerca e l’editoria specializzata. Nell’ambito
della psichiatria e della neuropsichiatria infantile in
particolare, la strategia dell’industria è arrivata ad
inventarsi nuove patologie per catturare persone sane.
Siamo alla medicalizzazione delle emozioni e non a caso
in Italia la vendita di psicofarmaci è aumentata in un
anno del 60%: il sistema è fondato su una presunta
scientificità, non tanto su una presunta corruzione».
La denuncia di Valgimigli è sempre più articolata:
«Disturbi generici come il senso di ansia, di
affaticamento e debolezza muscolare diventano patologie.
Si sono inventati lo "shopping compulsivo", c’è la
pillola contro la timidezza, contro il rimorso, i sensi
di colpa, oggi apprendiamo che esiste il "mal di vento":
ogni comportamento, ogni disturbo di per sé anche
positivo, perché a volte fa riflettere e mette in crisi,
nel senso di crescita, viene medicalizzato. Inventata la
malattia, è già pronto il farmaco da sponsorizzare. Poi
entra in scena l’editoria specializzata. Soltanto
nell’ultimo anno, da quando è stata chiesta la
reintroduzione del
Ritalin, sono uscite almeno una quindicina di
pubblicazioni sull’Adhd, la cosiddetta sindrome del
deficit di attenzione e di obbedianza nei bambini che
un’autorevole quota della comunità scientifica
classifica appunto tra le patologie presunte o
inventate. Libri rivolti ai pediatri, agli insegnanti,
ai genitori, tra un po’ forse anche ai bimbi che così
potranno farsi da soli l’autodiagnosi: testi pubblicati
in gran parte dallo stesso editore, che magari organizza
pure convegni sul tema».
Siamo alla strumentalizzazione della salute ?
«Si paga un vuoto istituzionale che prosegue da anni e
spero davvero che il ministro Sirchia, come ha
dichiarato a più riprese, riesca a porvi un freno.
Qualcosa sta cambiando: gli ordini dei medici,
nell’ambito dell’educazione medica continua e dei
crediti formativi, coordinano convegni e congressi, ma
la maggior parte anche oggi continua a sfuggire.
L’industria sponsorizza i simposi e i congressi che più
le interessano, mirando ai medici-allodole. Oltre ad
invitarli in località più o meno esotiche, finanzia le
ricerche che divengono bibliografia farmacologica ai
direttori delle Università e ai capi delle società
scientifiche. E questi promuovono convegni per
distribuire il loro sapere. I baroni diventano così un
collettore di scienza, potere e finanziamenti, tanto
negli atenei, quanto negli ospedali. Oggi riceviamo da
persone che dovrebbero essere scientificamente al di
sopra di ogni sospetto, da illustri cattedratici che per
il ministro dovrebbero essere quelli che fanno
l’educazione medica continua e dare i crediti formativi,
un’informazione in molti casi poco credibile».
L’industria ha dunque campo libero ?
«Si è sicuramente sostituita allo Stato quanto ai
finanziamenti e all’aggiornamento degli stessi medici di
base che poi fanno le prescrizioni. I maggiori convegni
sono una vetrina interamente sponsorizzata: i relatori,
quelli che di solito fanno carriera negli ospedali e
nelle università, sono graditi alle case farmaceutiche,
le quali commissionano loro lavori che poi fanno
bibliografia. È un circolo vizioso: a fine mese si
svolgerà a Roma il più importante congresso organizzato
dalla società italiana di psicopatologia. È un
appuntamento che dà crediti formativi ai partecipanti,
ma ci sarà solo informazione di parte:
quel congresso
scientifico è in realtà la fiera dello psicofarmaco.
Anche in Italia», prosegue Camillo Valgimigli, «si sta
seriamente pensando di consentire agli psicologi, che
medici non sono, di prescrivere
psicofarmaci, dopo aver
frequentato un corso di psicofarmacologia.
Lo psicofarmaco è il prodotto più facile da manipolare.
Ogni disturbo viene considerato una carenza chimica.
Si minimizzano gli effetti collaterali e viene
enfatizzata la qualità della vita e si dice che
l’aumento di 15 chili nell’arco di 10 mesi con la
somministrazione dell’antipsicotico è curabile con un
po’ di ginnastica.
Stiamo dopando le persone e la psichiatrizzazione dei
sintomi, questo frantumare le problematiche per farle
passare come organiche, è una violenza inaudita».
Commento: A seguito dello scandalo Glaxo, il
quotidiano Il Giorno ha pubblicato una
interessante intervista allo psichiatra Camillo
Valgimigli secondo il quale «… nel giro di pochi
giorni, l’industria farmaceutica passerà per vittima».
Valgimigli denuncia anche che «Nell’ambito della
psichiatria e della neuropsichiatria infantile in
particolare, la strategia dell’industria è arrivata ad
inventarsi nuove patologie per catturare persone sane.
Siamo alla medicalizzazione delle emozioni
e non a caso in Italia la vendita di psicofarmaci è
aumentata in un anno del 60%: il sistema è fondato su
una presunta scientificità, non tanto su una presunta
corruzione».
Avevamo già pubblicato un articolo del Guardian in
cui
viene spiegato come le ditte farmaceutiche influenzano
la ricerca scientifica,
i concorsi universitari e l’assistenza psichiatrica.
A buon intenditore, poche parole…
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“Meno del 30% delle terapie usate dalla medicina
ufficiale si basa su prove di efficacia”, dichiara il
prof. Del Barone, presidente degli Ordini dei Medici.
Fonte:
http://www.communicationagents.com/
Il
prof. Giuseppe Del Barone, presidente degli ordini dei
medici.
Mi chiedo come mai un’ammissione di pensiero
truffaldino da parte del presidente degli ordini dei
medici italiani non abbia provocato neanche un bisbiglio
dai media (c’è qualcuno che ha ancora qualche dubbio sul
livello morale medio dei giornalisti?).
L’ammissione significa che più del 70% delle terapie
praticate sui malati non ha alcuna validità scientifica.
Ma lo Stato, noi, paga
comunque per esse. La
conclusione che ne traggo è che se un singolo medico
pratica o promuove una terapia innovativa è pesantemente
punito perché “non provata scientificamente”.
Se la terapia è invece praticata dai “baroni”
all’interno della struttura ortodossa, essa è
accettabile, e la prova scientifica che funzioni non
diventa più necessaria (vedi, per esempio, la
costosissima e micidiale terapia, non provata, chiamata
chemioterapia).
Maliziosamente, non posso non
pensare che, per via del suo cognome, il Presidente Del
Barone abbia tratto un vantaggio illecito al momento
della sua elezione alla presente carica…
Commento del Dr. Giorgio Vitali.
Solo in questi giorni ho potuto leggere
l’articolo di Dacia Maraini, dedicato alle
sofferenze degli animali da esperimento ed alla
insensibilità umana, pubblicato sul Corriere
della Sera del 5 dicembre scorso. Concordo in
pieno con quanto scritto dalla nota scrittrice,
ed aggiungo che si tratta di sofferenze, per lo
più inutili, di qualche milione di animali al
giorno.
…A
chiarire ancora di più il quadro, confermando la
sostanziale inutilità della sperimentazione
sugli animali, è recentemente intervenuto il
Presidente della Federazione degli Ordini dei
Medici, il prof. Giuseppe Del Barone, il quale,
anche nella sua veste di membro del
Consiglio Superiore della Sanità, ha
dichiarato con molta tranquillità che
meno del 30% delle terapie usate dalla medicina
ufficiale si basa su prove di efficacia.
La qualcosa significa che più del 70%
delle pratiche mediche utilizzate
abitualmente nel nostro paese non ha
alcuna legittimità “scientifica”.
E’
quanto noi, che ci interessiamo della moralità
nella sanità, andiamo ripetendo da decenni.
Ma fino ad oggi nessun esponente di un Organo
Ufficiale a livello istituzionale e di garanzia
si era esposto in una dichiarazione di tale
portata. Dichiarazione che solo in un paese di
“sonnolenti” come il nostro è passata
inosservata. In qualsiasi altro paese avrebbe
necessariamente sollevato un tale polverone da
costringere gli Organi dello Stato ad
intervenire per colpire duramente i
falsari, gli incoscienti ed in ultima analisi i
delinquenti che praticano terapie senza sapere
cosa fanno.
In questo caso, ripetiamolo, si tratta del 70%
di tutte le terapie praticate.
In
un aureo libretto, “Attenti alle Bufale”,
Il Pensiero Scientifico Editore, ottobre 2005,
l’ autore, Tom Jefferson, studioso del nostro
Istituto Superiore della Sanità, scrive: “ …Da
un po’ di tempo, chi lavora alla sintesi delle
prove scientifiche si è reso conto, fatti alla
mano, che la stragrande maggioranza di ciò che
si legge e si dice nella scienza biomedica è di
dubbia qualità”.
Mi
permetto di fare presente che tale dubbia
qualità riscontrata da un ricercatore serio è
l’esatto contrario di quanto viene fatto credere
al colto ed all’inclita.
Non solo: il settore biomedico è quello nel
quale la qualità della ricerca e della messa in
pratica dei risultati della ricerca dovrebbe
avere la sanzione della massima trasparenza.
Invece ci troviamo a sopravvivere in una
situazione che è palesemente l’esatto contrario;
tant’è vero che quella dovuta al cattivo o
maldestro uso degli strumenti sanitari è la
prima causa di decessi nel mondo.
Disinteresse, negligenza,
colpevole inosservanza della Legge.
E’ il caso di ricordare che esiste un dettato
costituzionale in cui sono in primo piano la
tutela e la promozione dei diritti fondamentali
della persona, della sua dignità ed identità
(art. 2), della libertà personale (art. 13) e
del diritto alla salute (art. 32).
La
Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale
hanno messo in luce l’ampiezza di tale
principio. Qualsiasi atto invasivo della sfera
fisica, sia di natura terapeutica che non
terapeutica, non può avvenire senza o contro il
consenso della persona interessata, in quanto la
“inviolabilità fisica” costituisce il “nucleo
essenziale” della stessa libertà personale.
Per
contro, l’ imposizione di un determinato
trattamento sanitario si giustifica soltanto se
previsto da una Legge che lo prescrive anche in
funzione di tutela di un interesse generale e
non soltanto a tutela della salute individuale,
e se è comunque garantito il “rispetto” della
dignità della persona (art. 32 Cost.)…
By Gilda Ferrando in “Testamento Biologico.
Riflessioni di dieci giuristi”. Il Sole 24 Ore,
gennaio 2006
Se
tale è la situazione tanto dal punto di vista
costituzionale quanto da quello giuridico, e non
c’ è alcun bisogno di dimostrarne le ragioni,
come si può tollerare che nella pratica
quotidiana di (apparente) tutela della salute,
si verifichi quanto apertamente dichiarato dal
Presidente della Federazione degli Ordini dei
Medici d’Italia ?
Dov’è la tutela del cittadino ?
Quali garanzie vengono date al cittadino che
(interventi chirurgici di grave pericolosità a
parte) si pratichi l’obbligo del consenso
informato anche sulle semplici ricette mediche ?
A
noi risulta il contrario. Nessun operatore
sanitario chiede il consenso ed informa
compiutamente il cittadino sulle terapie
prescritte.
Chi dovrebbe informare il cittadino ? Il
foglietto illustrativo, chiamato
appropriatamente "bugiardino"... ?
Chi
pensa di far applicare la legge (la 833/78 negli
articoli 29 e 31), la quale obbliga il Servizio
Sanitario Nazionale a garantire la corretta
informazione e l’aggiornamento di tutti i
medici ?
Chi ci fa sapere se e come il Servizio Sanitario
Nazionale si è premurato di applicare questa
legge ?
In questa confusione di ruoli e di
competenze chi potrà dimostrare con onestà
intellettuale e morale, oltreché scientifica, l’
utilità del sacrificio fra terribili sofferenze
degli animali adibiti alla ricerca ?
By Dr. Giorgio Vitali.
-
Presidente
Federazione Nazionale Quadri Informazione
Scientifica e Ricerca.
g.vitali@chimici.it
Commento
alla parola "Bugiardino":
Non vi è dubbio invece che questo nome voglia
puntare l’attenzione sulle prerogative di queste
particolari “istruzioni per l’uso” che,
soprattutto negli anni di boom della
farmacologia, tendevano a sorvolare su difetti
ed effetti indesiderati del farmaco per
esaltarne i pregi e l’efficacia. Non erano
quindi vere e proprie “bugie” quelle che vi si
potevano leggere, ma nell’insieme il foglietto
risultava un “bugiardino” che diceva piccole
bugie o, meglio, ometteva informazioni
importanti ma che potevano essere compromettenti
per il prodotto.
Negli ultimi anni, grazie a restrizioni
legislative che hanno imposto regole più rigide
per la compilazione dei foglietti illustrativi e
anche grazie ad una maggiore attenzione dei
consumatori nell’assumere farmaci, siamo forse
arrivati ad ottenere che siano riportate sul
bugiardino tutte le notizie importanti
riguardo al farmaco. Attualmente la critica più
diffusa è che questi strumenti, rivolti ai
consumatori quindi a non specialisti, restino
comunque incomprensibili anche a una lettura
attenta e scrupolosa, sia per la tecnicità delle
informazioni che offrono, sia per l’accumulo di
notizie in così poco spazio.
La mancata trasmissione di informazioni dovuta e
alla qualità e alla quantità delle indicazioni
(non far capire è quasi come non dire), continua
a giustificare l’appellativo di
bugiardino.
Tratto da: L'Accademia della crusca.
Vedi anche
Pagano SEMPRE i pazienti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Consumatori:
Big Pharma corrompe i medici
Fonte:
L'Unità
Medicine, dottori e cene.
Non è il titolo di un film, ma quello del
Rapporto (pdf
in inglese) pubblicato da
Consumers International ,
la federazione internazionale che raccoglie 220
associazioni di consumatori di tutto il mondo. E che
racconta come i malati dei paesi in via di sviluppo
siano una miniera d´oro per le aziende farmaceutiche.
Per accaparrarsi nuova clientela, i colossi del farmaco
corromperebbero i medici dei paesi in via di sviluppo,
dove purtroppo molto malattie debellate in Occidente
sono ancora vive e vegete e dove per guarire chi è
malato è disposto a mandar giù di tutto.
Ma per convincere i medici,
non basta una cena . Condizionatori d'aria, computer,
automobili, tessere di club esclusivi, notti in hotel a
cinque stelle durante i congressi medici: sono solo
alcuni dei regali contemplati dalle strategie di
marketing delle multinazionali farmaceutiche. Ma certo,
non si tratta solo di corruzione. La
collusione tra
medici e case farmaceutiche, spiega il rapporto può
portare a «prescrizioni ingiustificate o errate che
mettono a serio rischio la salute dei pazienti, a volte
anche con effetti fatali».
Big Pharma, le grandi industrie che controllano il mercato dei farmaci,
quindi «a suon di regali sta cambiando le abitudini
prescrittive dei medici nei Paesi in via di sviluppo». E
la metà dei medici non lo nega: secondo il rapporto, il
50% dei dottori ammette di sentire questa pressione. Ma
mancano pure leggi che regolamentino il mercato: «La
mancanza di regole – spiega Richard Lloyd, direttore
generale di Consumers International – rende questi
mercati un facile bersaglio per le tecniche di marketing
delle multinazionali, ma le risorse sanitarie di questi
Paesi e i soldi degli stessi cittadini non possono
essere dilapidati nell'uso errato dei farmaci».
«L'unica maniera per
assicurare che i pazienti ricevano dai medici un
trattamento razionale e imparziale – dicono dalla
federazione dei consumatori – è che i governi mettano al
bando completamente la pratica dei regali».
Nel
frattempo, per chi volesse dare un contributo alla
campagna, Consumers International invita a mandare una
mail a
marketingoverdose@consint.org Perché nessuno,
quando un medico gli prescrive un farmaco, debba pensare
che il dottore non sta pensando alla sua salute ma al
prossimo pacco regalo in arrivo.
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Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche
criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche
e dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari
nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e
spendere per Giustizia delle parole per
gratificare e ringraziare quei
centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona fede) che,
malgrado le interferenze degli interessi
di quelle Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare
i malati che a loro si rivolgono e che con i
progressi delle apparecchiature tecnologiche per
la diagnostica e delle tecniche
interventive, stanno facendo notevoli
progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma
la terapeutica indicata dalla direzione
della Sanita’ ufficiale Mondiale =
OMS (che e' legata alle
linee guida di dette
Lobbies), non segue, salvo rari casi,
quella curva progressiva di benessere per i
malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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