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PSICOFARMACI
Continua in
Psicofarmaci - 2 +
Psicofarmaci - 3
COMUNICATO STAMPA
del 14/10/06
Il metilfenidato (
Ritalin
),
utilizzato - anche in Italia - per il trattamento dei
bambini iperattivi, viene classificato in
Inghilterra tra le 20 droghe più pericolose in assoluto.
Ed il British Medical
Journal denuncia: "le
sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai
produttori devono essere valutate con molta cautela, non
sono né trasparenti né rigorose".
Commento
(NdR): oltre alle truffe, collusioni, interessi delle
case farmaceutiche, ricordiamo che la principale
sostanza contenuta negli psicofarmaci e' il
FLUORO
+
Farmaco, cosa e' ?
+
Pericolo farmaci
+ Psichiatria
+
PSICOFARMACI ed
uccisioni, stragi, violenza
+
Psicofarmaci 2
+
Psicofarmaci 3
Gli psicofarmaci agiscono anche e non solo, sul sistema
nervoso centrale; per questo vengono utilizzati per
tentare la cura di alcune malattie psichiatriche.
Grossolanamente, possono essere suddivisi n quattro
categorie a seconda del loro profilo terapeutico: gli
ansiolitici, gli antidepressivi, gli antipsicotici e gli
stabilizzatori dell’umore.
Tutti hanno gravi ed importanti controindicazioni,
specie la psicodipendenza da quella droga.
Bibliografia sui danni degli psicofarmaci
http://www.nopazzia.it/LRMosher/bibliogrmosher.html
http://www.nopazzia.it/dannipsicofarmi.html
http://www.ccdu.org/antidepressivi-di-vecchia-generazione
Un rapporto della Federal
Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che negli
ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle
case farmaceutiche produttrici di medicine coperte da
brevetti in scadenza, di stringere accordi con i
produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la
messa sul mercato, in cambio di pagamenti per
milioni di dollari, della
versione generica dei farmaci originali, contenenti lo
stesso principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it
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Cresce il consumo di
tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica tra
gli studenti italiani.
Roma, 26 mar. 2009 (Adnkronos Salute)
Su questo fronte l'Italia si colloca al quarto posto tra
i 35 Paesi che hanno partecipato all'indagine
internazionale Espad (European School Project on Alcohol
and Other Drugs) sull'uso di sostanze stupefacenti tra i
ragazzi di 15-16 anni, i cui dati sono stati raccolti
nel 2007.
A condurre lo studio per l'Italia sono stati i
ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica del
Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, su
un campione di circa 10 mila studenti.
Secondo lo studio, i Paesi che utilizzano psicofarmaci
con più frequenza sono Polonia, Lituania e
Francia-Principato di Monaco, dove circa il 15% degli
studenti ha dichiarato di assumere queste sostanze,
mentre i livelli più bassi si registrano in Armenia,
Austria, Russia e Regno Unito (0-2%).
In media, negli 8 Paesi testa alla classifica il numero
di ragazze che dichiara di assumere queste sostanze
senza prescrizione medica è superiore a quello dei
maschi (8% contro 5%), e in Italia la percentuale
femminile è pari al doppio di quella maschile (13%
contro 7%).
Nel nostro Paese la tendenza generale registrata dall'Ifc-Cnr
è in aumento rispetto alla precedente indagine del 2003,
e sta tornando al livello massimo registrato a metà anni
'90: 11% nel 1995, 7% nel 1999, 6 % nel 2003 e 10% nel
2007. In aggiunta alla tendenza all'assunzione di
sostanze farmaceutiche, si registra, secondo i
ricercatori, anche il consumo di alcolici associato ai
farmaci per 'sballare', dichiarato dal 6% degli studenti
a livello internazionale e dal 4% di quelli italiani. Il
Paese in cima alla classifica del consumo di questo mix
è la Repubblica ceca (18%), mentre i livelli più bassi
si osservano in Armenia e in Ucraina (1%).
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I VERI PADRONI della
SANITA' nel MONDO
La descrizione del
meccanismo che nel secolo scorso permise
ai grossi capitali
finanziari di
impadronirsi dell’intero sistema medico
americano e non solo, attraverso il
controllo dell’insegnamento
universitario, i
Rockefeller amavano chiamarla “filantropia
efficiente”,
e' qui ben descritto.
Purtroppo il
medico che volesse domandarsi oggi da dove
nascano tante di quelle “certezze” che gli
vengono contestate .... da chi non si fida più
della
medicina ufficiale, dovrà risalire di
quasi un secolo per trovarne l’origine.
D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il
miglior rimedio contro una
malattia
non sia la semplice rimozione del
sintomo, ma quella della causa stessa.
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Big Pharma pagava un massimo esperto mondiale di
psicofarmaci per costruire
sperimentazioni di favore....
Il New York Times denuncia un clamoroso
conflitto di interessi:
il Dott Biederman il più famoso esperto mondiale di
psicofarmaci antipsicotici, sul cui lavoro si basano
anche le linee guida utilizzate in Europa - costruiva
sperimentazioni favorevoli agli
interessi commerciali delle
aziende farmaceutiche che lo pagavano.
Poma (di Giù le Mani dai Bambini): aziende e
medici senza scrupoli
per aumentare il numero di prescrizioni di psicofarmaci,
utilizzati poi anche per l'ADHD
(bambini agitati e distratti). Roberti di Sarsina
(psichiatra, AUSL di Bologna): questi eventi non sono
affatto rari, e influiscono sulle prescrizioni anche in
Italia.
L'autorevole quotidiano americano New York Times ha
diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph
Biederman, uno dei massimi "esperti mondiali" sul
disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei
propri trials clinici sull'efficacia del
Risperidone a esponenti della
Johnson & Johnson, azienda produttrice
dell'antipsicotico Risperdal, prima ancora di
iniziarli.
L'esperto, che ha redatto molte delle linee guida a
livello internazionale che regolano la somministrazione
di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini
iperattivi e distratti, citava apertamente e con
certezza in via anticipata - la circostanza che le
sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero
dato esito positivo.
Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e
documenti interni della multinazionale farmaceutica
che dimostrano come la società intendesse servirsi del
suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per
aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il
famoso
Concerta,psicofarmaco per la sindrome ADHD
(Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi
pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti
collaterali sui piccoli pazienti.
Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera
mediatica e giudiziaria, anche per non aver saputo
spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti
somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha
tardivamente redatto una lettera di scuse e di
assunzione di responsabilità, firmata con altri due
colleghi coinvolti nell'inchiesta, che sta circolando in
ambiente medico.
"Samo di fronte all'ennesimo caso di
corruzione e di
grave
conflitto di interessi - ha commentato Luca Poma,
giornalista e portavoce
nazionale di giulemanidaibambini.org, la più visibile
campagna di farmacovigilanza per l'età pediatrica in
Italia - con ricerche apparentemente indipendenti
sull'efficacia e sicurezza di psicofarmaci per i bambini
che erano in realtà studiate a tavolino in
collaborazione con i produttori della molecola stessa,
cui veniva garantito un risultato positivo, a beneficio
delle vendite dello psicofarmaco.
Questa vicenda fa riflettere anche e soprattutto se
pensiamo a quanti
medici quotidianamente - spesso in buona fede - si
affidano a studi scientifici come quelli di Biederman
per sostenere l'opportunità di terapie a base di
psicofarmaci sui minori. La
ricerca scientifica
non è affatto indipendente - conclude - dobbiamo
arrenderci a questa evidenza".
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Psicofarmaci,
Tranquillanti - Roma, 26 Mar. 2009 - Adnkronos
Salute
Cresce il consumo di tranquillanti e sedativi senza
prescrizione medica tra gli studenti italiani. Su questo
fronte l'Italia si colloca al quarto posto tra i 35
Paesi che hanno partecipato all'indagine internazionale
Espad (European School Project on Alcohol and Other
Drugs) sull'uso di sostanze stupefacenti tra i ragazzi
di 15-16 anni, i cui dati sono stati raccolti nel 2007.
A condurre lo studio per l'Italia sono stati i
ricercatori dell'Istituto di Fisiologia clinica del
Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr)
di Pisa, su un campione di circa 10 mila studenti.
Secondo lo studio, i Paesi che utilizzano psicofarmaci
con più frequenza sono Polonia, Lituania e
Francia-Principato di Monaco, dove circa il 15% degli
studenti ha dichiarato di assumere queste sostanze,
mentre i livelli più bassi si registrano in Armenia,
Austria, Russia e Regno Unito (0-2%).
In media, negli 8 Paesi testa alla classifica il numero
di ragazze che dichiara di assumere queste sostanze
senza prescrizione medica è superiore a quello dei
maschi (8% contro 5%), e in Italia la percentuale
femminile è pari al doppio di quella maschile (13%
contro 7%).
Nel nostro Paese la tendenza generale registrata dall'Ifc-Cnr
è in aumento rispetto alla precedente indagine del 2003,
e sta tornando al livello massimo registrato a metà anni
'90: 11% nel 1995, 7% nel 1999, 6 % nel 2003 e 10% nel
2007. In aggiunta alla tendenza all'assunzione di
sostanze farmaceutiche, si registra, secondo i
ricercatori, anche il consumo di alcolici associato ai
farmaci per 'sballare', dichiarato dal 6% degli studenti
a livello internazionale e dal 4% di quelli italiani.
Il Paese in cima alla classifica del consumo di questo
mix è la Repubblica ceca (18%), mentre i livelli più
bassi si osservano in Armenia e in Ucraina (1%).
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La
clamorosa ricerca inglese,
americana e canadese: “Le prove sono in 47 casi”
“Abbiamo scoperto che chi soffre di
depressione
può migliorare senza
trattamenti chimici” ,
meglio la psicoterapia o l’esercizio fisico. In realtà
gli antidepressivi aiutano, nel migliore dei casi, solo
un piccolo sottogruppo di pazienti molto gravi. Per il
resto, servono a ben poco, cioè il loro valore clinico
non è granché superiore a quello di un placebo.
Per dirla in soldoni, non funzionano. E’ il risultato di
uno studio inglese, il più vasto nel suo genere, che ha
acquisito dalla Food&Drug
Administration americana i dati (mai
pubblicati dalla FDA) delle
sperimentazioni cliniche finora
mai pubblicati dalle
case
farmaceutiche e li ha messi a raffronto
con quelli già disponibili.
La ricerca, coordinata dal professor Irving Kirsch del
dipartimento di psicologia dell’Università
inglese di Hull in collaborazione con colleghi
americani e canadesi, si è concentrata su quella classe
di antidepressivi nota come «inibitori selettivi del
riassorbimento della serotonina» (SSRI). Gli scienziati
hanno riesaminato 47 sperimentazioni cliniche di sei
sostanze, tra cui la fluoxetina (contenuta nel Prozac,
il farmaco bestseller assunto in 20 anni da 40
milioni di persone nel mondo), la paroxetina (leggi
Seroxat) ma anche la venlafaxina, che agisce in modo
simile (vedi Efexor).
Lo studio, pubblicato dalla rivista PLoS (Public
Library of Science), è stato definito «di
fantastica importanza» negli ambienti
scientifici britannici e fa scalpore nel momento in cui
il ministro della Sanità, Alan Johnson, annuncia di
voler migliorare il servizio pubblico di psicoterapia
per evitare che i medici
continuino a prescrivere gli antidepressivi
come se fossero caramelle (31 milioni di ricette nel
solo 2006).
Quando gli scienziati hanno confrontato i dati, inclusi,
naturalmente, quelli già pubblicati, hanno sì notato un
miglioramento nei pazienti, ma il miglioramento era
paragonabile a quello dei pazienti che prendevano un
placebo. Spiega Kirsch: «La differenza nel miglioramento
dei pazienti che prendono i placebo e quelli che
prendono gli antidepressivi non è poi così grande (due
punti sui 51 della scala Hamilton per misurare la
depressione, ndr).
Significa che le persone depresse possono migliorare
senza farmaci. Visti i risultati, si può concludere
che ci sono poche ragioni per prescrivere queste
pillole, se non ai pazienti più gravi, salvo il previo
fallimento delle terapie alternative».
Vale a dire che per i casi di depressione comune è
meglio tentare prima la psicoterapia tradizionale o il
cognitivismo /comportamentismo o l’esercizio fisico:
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato
complessivo della nuova generazione di antidepressivi è
sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente
significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch
sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema
attuale, che permette alle
case farmaceutiche
di non pubblicare una parte dei
dati delle loro sperimentazioni: «La
frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende
difficile determinare se i farmaci funzionino.
Le case farmaceutiche dovrebbero essere
obbligate, quando
commercializzano un nuovo prodotto, a
pubblicare tutti
i dati». Stavolta, per
accedere alle informazioni, gli scienziati si sono
avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla
trasparenza.
Gli scienziati sconsigliano (NdR: chissa' perche'
.....magari sono collegati alle case farmaceutiche...)
comunque ai pazienti in cura di smettere di prendere gli
antidepressivi senza consultare il medico.
Ma intanto Tim Kendall, vicedirettore del dipartimento
di ricerca del Royal College of Psychiatrists, si dice
convinto che lo studio renderà d’ora in poi i medici «molto
più cauti nel prescrivere
gli antidepressivi». By Maria Chiara Bonazzi
Tratto da lastampa.it
Commento
NdR: pero' questo lodevole studio si e' "dimenticato" di
segnalare i
danni
che questi psicofarmaci
procurano
!
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Conflitto
d’interesse: la collusione tra
psichiatria e
case farmaceutiche
Non stupisce la notizia
[1] che gli psichiatri siano stati nuovamente “pescati
con le mani nella marmellata”. Parliamo degli
esperti deputati alla supervisione della stesura del
nuovo "Manuale Diagnostico e Statistico delle
malattie mentali" (DSM-V).
La “bibbia” della moderna psichiatria.
Da una ricerca
effettuata dal
CSPI [Center for Science in the Public
Interest – Centro per la Scienza nell’Interesse
Pubblico] sono emersi diffusi conflitti d’interesse
tra gli esperti incaricati alla supervisione della
prossima edizione del manuale diagnostico dell’Associazione
Psichiatrica Americana
(APA) che dovrebbe essere completato nel
2012.
Nelle pagine del suo sito, il CSPI riporta che 16
dei 28 membri della task force incaricata di
produrre la quinta edizione del DSM ha riportato di
avere connessioni finanziarie con industrie
farmaceutiche o di attrezzature mediche. L’analisi è
basata sulle informazioni finanziarie pubblicate sul
sito Web dell’APA.
Il DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi
psichiatrica in tutto il mondo, i membri dei vari
comitati scientifici che lo compilano sono quasi
esclusivamente americani e membri dall’Associazione
Psichiatrica Americana. Viene usato come strumento
diagnostico, non solo per il trattamento individuale
ma anche nelle cause per la custodia dei bambini,
nei casi di presunta incapacità mentale, nei
tribunali, nell’istruzione e in tanti altri campi.
Ecco la testimonianza
di uno psicologo che ha partecipato alle udienze
del DSM:
I disturbi mentali
vengono stabiliti senza una base e procedure
scientifiche. Il bassissimo livello di sforzo
intellettuale è sconvolgente. Le diagnosi vengono
sviluppate tramite un voto a maggioranza, allo
stesso modo in cui ordinerebbe del cibo in un
ristorante. Poi il tutto viene inserito in un
computer.
[Paula J Caplan, PhD., They Say You’re Crazy (New
York: Addison-Wesley Publishing Company, 1995), p.
90]
O quella di Lynne Rosewater, una psicologa che ha
partecipato ad un’udienza del DSM presieduta da uno
dei principali architetti del manuale, lo psichiatra
Robert Spitzer:
Stavano avendo una discussione su un criterio del
disturbo da personalità masochistica e la moglie di
Bob Spitzer [assistente sociale e unica donna a
fianco di Spitzer alla riunione] disse: "Io lo
faccio spesso" e lui disse: "Ok, eliminalo". Tu
guardi questa cosa e dici: "Aspetta un attimo, noi
non abbiamo il diritto di criticarli perché questa è
una ‘scienza" ? [Paula J. Caplan, They Say You’re
Crazy, (New York: Addison-Wesley Publishing company,
New York, 1995) p. 91]
Ed è di questi giorni la
notizia che la
Glaxo Smith Kline
è stata condannata a rimborsare 40 milioni di
dollari per l’uso di
Paxil sui bambini. La causa legale era basata su
un documento interno che dimostrava come la Glaxo
Smith Kline avesse promosso il Paxil come un
effettivo farmaco per bambini e adolescenti a
dispetto di comunicazioni interne che confermavano
che la sperimentazione clinica di
Paxil nella depressione pediatrica non superava
l’effetto placebo delle pastiglie di zucchero, e
anzi mostrava un tasso di suicidalità molto
superiore al placebo. Ciononostante GSK ha messo sul
mercato il Paxil come “considerevolmente sicuro ed
efficace” sui bambini depressi.
Purtroppo anche questo non ci stupisce.
Solo stamattina una mamma ci ha chiamati preoccupata
perché suo figlio stava "dando i numeri" dopo una
prescrizione di
Felison (tranquillante). Il figlio è una persona
con problemi di droga e alcol. Non siamo medici, ma
semplicemente leggendo il bugiardino, come avrebbe
fatto qualsiasi medico competente, abbiamo scoperto
che è sconsigliato per questo tipo di persone.
È possibile che questo psichiatra non l’abbia fatto
?
Tante altre persone ci contattano giornalmente per
denunciare non solo i devastanti effetti collaterali
degli psicofarmaci che assumono, ma chiedono anche
come possono fare per uscire da questo tunnel visto
che gli psichiatri che li hanno in carica, non solo
non prendono in considerazione le loro denunce sugli
effetti collaterali, ma li ricattano con lo
spauracchio di ricoverarli contro la loro volontà se
non li assumono, quindi sono impauriti e totalmente
inermi di fronte a tale abuso di autorità.
Analizzando i metodi psichiatrici sulla base
dell’epistemologia, o anche solo utilizzando un
minimo di conoscenza scientifica e un po’ di buon
senso, si scopre puntualmente che i metodi
psichiatrici hanno ben poco a che vedere con quelli
di ogni altro tipo di scienza, sia fisica, sia
biologica che medica.
Gran parte dei “professionisti” della salute mentale
sono stati formati
a questa scuola che manca totalmente di
scientificità. Ed ecco spiegata la
causa dell’incompetenza
della maggioranza degli psichiatri.
Ma perché dobbiamo continuare a far pesare sulle
tasche dei contribuenti (cioè le nostre) questa
disciplina che non ha mai dimostrato nei fatti la
sua efficacia e competenza ? Questi fondi dovrebbero
essere destinati a strutture e metodologie che
possano dimostrare nei fatti la loro funzionalità
per il bene nostro e di tutta la nostra società
Esistono alternative e metodi non invasivi, che
danno risultati reali, dove la persona viene messa
al centro e i suoi diritti vengono rispettati e
tutelati, un esempio sono i lavori del dott. Mariano
Loiacono, del dott. Giorgio Antonucci e di alcuni
altri.
Il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di
informarsi attentamente, di non accettare facili
diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i
propri figli, ma richiedere accurate analisi
mediche.Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani –
Onlus:
ccdumonza@infinito.it
[1] Fonti: Nopsych.it - Naturalnews.com
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Tutti gli antipsicotici,
i farmaci utilizzati ad esempio per il trattamento della
schizofrenia, aumentano il rischio di un ictus cerebrale
nei pazienti che li assumono. Lo rileva uno studio
dell'Istituto di Medicina Tropicale e Igiene di Londra,
pubblicato sul "British Medical Jounal". Lo
studio ha analizzato i dati di 6.790 pazienti, con un'eta'
media di 80 anni, che hanno avuto un ictus e almeno una
prescrizione di antipsicotico tra il 1988 e il 2002. I
risultati hanno mostrato che entrambi i tipi di
antipsicotici comportano un rischio per la salute del
paziente; in particolare per quelli malati di demenza,
il rischio di un ictus cerebrale, sia ischemico che
emorragico, e' risultato triplo. L'organismo che regola
i farmaci in Usa, la Food and
Drug Administration (Fda), ha gia' obbligato le
aziende farmaceutiche a
inserire questi effetti degli antipsicotici nella scheda
tecnica del farmaco.
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Una
ricerca pubblicata su PloS Medicine ritiene
clinicamente inesistenti
gli effetti della "pillola della felicità".
E in Gran Bretagna scoppia la polemica
Prozac, Seroxat e gli antidepressivi in generale ?
NON producono
benefici clinicamente significativi.
Ha avuto l'effetto di un terremoto il rapporto di Irving
Kirsch, direttore del dipartimento di psicologia della
Hull University, che - pubblicato sulla rivista online
PloS Medicine - valuta gli esiti complessivi di
47 studi (sia noti che inediti) di esperti britannici e
statunitensi sui reali effetti della "pillola della
felicità".
Rimbalzato immediatamente sulle prime pagine dei
principali giornali britannici, dal Guardian al
Times all'Independent, e subito attaccato
dalle case farmaceutiche interessate, lo studio sostiene
che questa tipologia di medicinali - assunti ogni anno
da oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo - in
realtà riscontra miglioramenti minimi rispetto
all'assunzione di semplici
placebo, pari a
soli due punti sulla scala Hamilton della depressione
(composta da 51 punti complessivi).
Esiti sufficienti perché fluoxetina (Prozac),
venlafaxina (Efexor),
paroxetina (Seroxat) e
molecole similari siano state messe in commercio, ma che
non raggiungono i tre punti necessari perché il
britannico National Institute for Clinical
Excellence (Nice) riconosca loro differenze cliniche
significative.
L'autorizzazione all'uso commerciale concessa dal Nice
si sarebbe basata, piuttosto, sui dati di
sperimentazione che dichiaravano effetti terapeutici più
ampi. "Stando ai nostri risultati, invece, non sembrano
esserci veri motivi per prescrivere questi farmaci, se
non alle persone affette da forme di depressione
particolarmente acute e solo in caso di fallimento di
altre terapie alternative", afferma Kirsch, che
conclude: "Si può guarire da queste patologie senza
bisogno di ricorrere a trattamenti chimici".
Lo studio - che è stato presentato adesso alla
Food and Drug Administration,
l'autorità sanitaria americana deputata alla verifica e
all'autorizzazione dei dispositivi medici - sta
sollevando, così, forti
interrogativi sul modo in cui vengono concesse le
autorizzazioni per questi medicinali. Secondo
l'Indipendent a finire sotto accusa sono le
multinazionali farmaceutiche,
accusate di manipolare i dati delle sperimentazioni.
Tratto da: galileonet.it
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Rischio
FARMACI
antipsicotici. Anche a breve termine
Negli anziani con disturbi
comportamentali, i farmaci sembrano quadruplicare la
probabilità di ictus e infarto anche se somministrati in
modo occasionale
Le persone anziane con demenza senile che fanno uso di
antipsicotici anche a breve termine avrebbero una
probabilità fino a quattro volte maggiore di ricovero in
ospedale, e persino di morte, per infarto e ictus. È
quanto riporta uno studio condotto da Paula Rochon,
dell’Institute
for Clinical Evaluative Sciences (Ices), in Ontario,
e pubblicato sull’ultimo numero di Archives of
Internal Medicine.
Gli antipsicotici di ultima
generazione, come l’olanzapina e il
risperidone, detti anche “atipici” per la loro
struttura chimica diversa rispetto a quelli in commercio
da più tempo, sono stati usati per più di un decennio
proprio per curare alcune manifestazioni comportamentali
della demenza senile. Negli ultimi tempi, però, alcuni
studi hanno associato un aumento del rischio di infarti
e ictus in questi pazienti, in seguito alla
somministrazione per lunghi periodi.
L'analisi condotta da Rochon
e colleghi mostra ora che anche
l’uso a breve termine è rischioso:
un'evidenza importante, perché i farmaci in questione
sono frequentemente prescritti per combattere
l’agitazione psichica, soprattutto nel momento di
ricovero in una casa di cura, dove il 17 per cento dei
pazienti comincia una terapia entro i primi cento
giorni, e il 10 per cento riceve una somministrazione
occasionale.
I ricercatori hanno studiato
questa particolare sottopopolazione: venti mila anziani
con demenza entrati in case di cura e altrettanti
inseriti in comunità sono stati suddivisi in tre
sottogruppi trattati con psicofarmaci atipici,
psicofarmaci tradizionali (alloperidolo o loxaprina) e
placebo. Nei soggetti del gruppo “case di cura” sia gli
antipsicotici atipici sia i tradizionali hanno
raddoppiato il rischio di eventi avversi gravi. Nei
pazienti ricoverati in comunità, che non erano assistiti
da medici o infermieri professionali, e, quindi,
venivano più spesso rimandati all’ospedale, il rischio
era triplicato per gli atipici e quadruplicato per i
convenzionali. I ricercatori avvertono inoltre che, dato
il breve periodo di osservazione, gli eventi avversi
potrebbero persino essere sottostimati. (mi.m.)
Tratto da: Galileonet.it, Giu. 2008
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Medici e pazienti ingannati sull'efficacia degli
antidepressivi
I risultati degli studi clinici sfavorevoli non vengono
quasi mai pubblicati sulle
riviste mediche.
I risultati di quasi un terzo degli studi clinici
riguardanti gli antidepressivi
non sono mai stati pubblicati sulle riviste
mediche, in particolare quelli con
risultati sfavorevoli, ingannando in tal modo
medici e pazienti sulla reale efficacia di questi
farmaci.
Lo scrive il
New England Journal of Medicine (NEJM), che
questa settimana pubblica un articolo in cui gli autori
esaminano 74 studi clinici in possesso della Food and
Drug Administration.
Gli stessi "farmaci"
somministrati per risolvere la
depressione,
contribuirebbero a causarla.
L'FDA parla chiaro: solo per il Prozac (un noto
antidepressivo), avrebbe ricevuto 1885 rapporti di
tentati suicidi e 1734 di morti accertate. Le reazioni
avverse sono state superiori a quelle di qualsiasi altro
prodotto messo in vendita negli ultimi 24 anni.
http://www.dirittolibertadicura.org/images/Psicofarmaci/david%20fiore.pdf
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Un rapporto
del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
Questa relazione dà una visione d'insieme degli effetti
collaterali dei comuni psicofarmaci e include
informazioni sugli avvertimenti delle autorità di
controllo dei farmaci, studi, e altri dati che
potrebbero non essere inclusi nel foglietto illustrativo
dei farmaci.
Per ulteriori informazioni consultare Physicians' Desk
Reference, reperibile su
http://www.pdrhealth.com.
Può essere pericoloso sospendere di colpo l'assunzione
di psicofarmaci a causa di significativi e pericolosi
effetti dell'astinenza. Nessuno dovrebbe smettere di
assumere psicofarmaci senza la supervisione e
l'assistenza di un medico competente.
Contenuti: Psicostimolanti, Antidepressivi di nuova
generazione, Antidepressivi di vecchia generazione,
Antipsicotici, Ansiolitici, Litio.
Scarica il documento in formato PDF :
www.laleva.org/it//effetti_collaterali_dei_comuni_psicofarmaci.pdf
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Terrore e psichiatria: i piani di Bush per il controllo
mentale
Otto milioni di dollari, è questa la spaventosa cifra
che il Congresso degli Stati Uniti avrebbe stanziato per
portare avanti un piano senza precedenti, per
coinvolgere 52 milioni di studenti e cittadini di tutte
le età, adulti compresi.
Al fine di definire precise politiche per i trattamenti
farmacologici in materia di salute mentale, il
presidente Bush, nell'aprile del 2002, nominò una
commissione, costituita da 22 membri, conosciuta oggi
col nome di "President's New Freedom Commission On
Mental Health", Nuova Commissione Presidenziale Per La
Libertà In Materia Di Igiene Mentale.
Si tratta di un
organismo composto per buona parte da coloro che nel '95
definirono le direttive farmacologiche adottate in
Texas, o TMAP (Texas Medication Algorithm Project).
Non
è un caso, ma proprio quell'anno Bush era governatore
dello stato, mentre a finanziare questo oscuro programma
fu una multinazionale, la Johnson & Johnson attraverso
una sua fondazione e successivamente attraverso la
Janssen Pharmaceutica, un'azienda sussidiaria.
Tra i membri della Nuova Commissione figura anche Robert
N. Postlethwait, ex dipendente del colosso farmaceutico
Ely Lilly. Per inciso,
ricordiamo che persino l'ex-presidente George Herbert
Walker Bush fece parte del consiglio di amministrazione
della Ely Lilly.
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Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha
pubblicato un'inchiesta sui legami quasi mai
dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che
affermano di agire nell'interesse dei pazienti di
altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni
dalle industrie farmaceutiche.
La FDA americana, l'organo
statunitense che controlla la sicurezza dei farmaci e
degli alimenti a tutela dei consumatori, sta valutando
se togliere dal mercato il sonnifero Ambien.
Troppi i casi di incidenti stradali collegati alla sua
assunzione.
La questione è grave perché Ambien è il sonnifero più
venduto negli Stati Uniti. Ancora più grave sono le
testimonianze dei guidatori fermati in stato di
sonnambulismo, dopo che, le strade del Wisconsin, per
esempio, sono diventate teatro di incidenti gravissimi:
macchine che imboccano l'autostrada nel senso opposto di
marcia, camionisti che escono fuoristrada, gruppi di
centauri i cui componenti fanno incidenti tra loro.
La causa, dunque, non sarebbe la guida in stato di
ebbrezza, almeno non quella dovuta all'alcool, visto che
negli ultimi 5 anni sono stati registrati dalla polizia
del Wisconsin 187 casi di arresto di guidatori che si
sono addormentati.
Una epidemia di colpi di sonno ? Abuso del farmaco per
l'insonnia ?
La notizia è apparsa sul New York Times. Un laboratorio
di tossicologia del Wisconsin ha reso noti i dati
secondo i quali un'altissima percentuale dei guidatori
pericolosi fermati dalla polizia tra il 1999 e il 2004
aveva assunto il sonnifero che rende come zombi: in una
sorta di oblio farebbe dimenticare tutto, anche che è
pericoloso guidare in quello stato, ha detto la
portavoce della FDA.
Gli arrestati puntualmente hanno dichiarato di non
ricordare niente dell'accaduto. D'altronde, la rimozione
di parte dei ricordi della memoria a breve termine è uno
degli effetti del sonnifero.
Potrebbe essere lo scenario di un film fanta-horror:
traffico impazzito, guidatori zombi, incidenti terribili
e nessuno che ricorda niente. E invece è una triste
realtà: il sonnifero i questione è il più usato negli
Stati Uniti con 26.5 milioni di prescrizioni solo nello
scorso anno.
Gli arresti nello stato del Wisconsin sono solo un
esempio; casi del genere si sono avuti anche in altri
Stati.
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I RISVOLTI delle DIAGNOSI PSICHIATRICHE
Da decenni ascoltiamo di
nuove "malattie mentali" e che "potrebbero" aver
individuato la causa e la soluzione delle stesse.
Il Manuale Diagnostico e
Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and
Statistical Manual of Mental Disorders – DSM IV -), su
cui la psichiatria nazionale e internazionale fonda la
propria attività, è il documento che ha subito più
critiche ed è considerato il peggior lavoro della
psichiatria senza considerare che il 56% degli
psichiatri che hanno collaborato alla sua stesura ha
avuto legami finanziari, non dichiarati,
con case
farmaceutiche, come affermato da uno studio pubblicato
dalla rivista statunitense “Psychotherapy and Psychosomatics”, effettuato da Lisa Cosgrove, dell’Università
del Massachusetts e da Sheldon Krimsky, della
Tufts University.
Come espresso dal dott.
Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria,
Università di New York, Syracuse: "Non esiste alcun
esame del sangue o nessun altro test biologico per
accertare la presenza o assenza di una malattia mentale,
come succede invece per la maggior parte delle malattie
fisiche. Se un tale test esistesse... allora la
condizione cesserebbe di essere una malattia mentale e
sarebbe classificata, invece, come sintomo di una
malattia fisica." o come asserisce lo psichiatra, dott.
David Kaiser: "La moderna psichiatria deve ancora
dimostrare in modo convincente la causa
genetica/biologica di ogni singola malattia mentale....
ai pazienti è stato diagnosticato uno ‘squilibrio
biochimico’ malgrado il fatto che nessuna prova esista
per sostenere una tale affermazione e... non esiste un
vero concetto di cosa dovrebbe essere un equilibrio
biochimico corretto."
Una certezza sono le
vendite di psicofarmaci e
antidepressivi aumentate enormemente per un totale
di 27 miliardi di dollari e, con la
creazione del nuovo
mercato delle malattie, dei disturbi dell'apprendimento
in età pediatrica, la
psichiatria ha contribuito al
business,
17 milioni di
bambini nel mondo che assumono
psicofarmaci di cui 34 mila in Italia.
I danni non sono resi
noti ma sono immensi, sia in termini di
vite umane rovinate sia di costi per l'assistenza
medica che gravano sulle tasse pagate dal cittadino.
Alcuni psichiatri,
intervistati durante un congresso mondiale
dell'associazione psichiatrica internazionale, affermano
di non conoscere le cause di nessuna malattia mentale
e si augurano un giorno di avere delle cure.
Affermano di non aver mai curato nessuno. (il video in
questione è visibile su
www.cchr.org).
Chiunque ritiene di aver
subito danni causati da trattamenti psichiatrici può
mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i
Diritti Umani.
Email:
linea.stampa@ccdu.org
Ragazzi che spesso sono intelligentissimi, svegli
capaci di fare più cose contemporaneamente, con capacità intellettive al
di sopra della media (chi scrive parla anche per esperienza diretta come
docente). Col solito rito del "consenso informato" (basta
scrivere come genitori, che si e' informati, per scaricare ogni
responsabilita' dalle mani dei medici e dello stato) che come tutti
dovrebbero sapere informato non e' per niente:
quale genitore informato
darebbe a suo figlio un farmaco derivato dalle anfetamine e che puo'
sviluppare dipendenze peggiori della cocaina ?
Sono fra i 6 e i 7 milioni (Dichiarazione del dottore F. Baughmannel
l'articolo "Making Sense of Ritalin", di John Pekkanen, Rider'sDigest
gennaio 2000, pagina 158) solo negli Stati Uniti i bambini trattati con
uno psicofarmaco stimolante, il Ritalin, e le diagnosi di tale
"male" con conseguenti prescrizione di droghe di sintesi sono in
aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del numero
di diagnosi ogni 3 / 4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra). Adesso addirittura tale disturbo viene diagnosticato a partire dal primo
anno di vita, e senza alcuno scrupolo i medici prescrivono a bambini
ancora lattanti una droga, il ritalin appunto,che negli anni sessanta era
utilizzata da alcune comunità di hippies per 'sballare': "A volte li
vedevi completamente immersi in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un'occhiata: potevano sedere
assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del palmo delle proprie
mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto dopo l'altro, fino
all'insonnia più incoercibile S puro nirvana dametilfeni dato." (Tom Wolfe dal suo articolo "Il cervello senz'anima"del 1996).
Dal punto di vista della sua classificazione tossicologica questo farmaco
si trova nella stessa tabella di cocaina, anfetamina,oppiacei e
barbiturici (categoria degli stupefacenti). È questa la sostanza che va
somministrata a bambini disattenti e "ipercinetici"(che si
muovono troppo!) per renderli più sopportabili a genitori e maestri (Il
Ritalin è un eccitante del sistema nervoso che ha effetto calmante sulla
sfera emotiva e comportamentale; probabilmente si tratta di un effetto
paradosso simile a quello che può avvenire con altre sostanze come le
benzodiazepine: a piccole dosi ha un effetto stimolante, a dosi maggiori
un effetto calmante; nei bambini anche una dose che per un adulto è
modesta può avere già un effetto calmante). Di queste
"malattie", "deficit di attenzione" (ADHD) e/o"iperattività/impulsività"
(ADHD) secondo psichiatri e neuropsichiatri avrebbero sofferto fra gli
altri lo scrittore di favole più famoso del mondo Hans Christian Anderson,
l'autore di"Alice nel paese delle meraviglie" Lewis Carroll, tre
dei più grandi musicisti di tutti i tempi Ludwig Van Beethoven, Amadeus Mozart e Sergei Rachmaninoff, i grandi pittori spagnoli Salvador
Dalì e PabloPicasso, Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, il fondatore
della fisica classica Issac Newton, lo scopritore delle leggi
dell'elettromagnetismo classico James Clerk Maxwell, il genio della fisica
teorica e premio nobel Stephen Hawkins, l'imperatore di Francia Napoleone
Bonaparte, il presidente degli USA John F. Kennedy, il cantante e
chitarrista dei Nirvana Kurt Cobain (drogato con
Ritalin perche' "ipercrativo
e ribelle") Malati o geniali
? L'Istituto Nazionale per la Salute Mentale degli USA (NIMH) ha dichiarato
nel 1999 che il Ritalin e gli altri stimolati utilizzati per l'ADHD
"sopprimono i sintomi ma non curano il disturbo". La Foodand Drug Administration (FDA), non ha mai approvato la
somministrazione di stimolanti per la fascia sotto i sei anni, eppure il
Ritalin viene somministrato ora anche ai lattanti. Il
Ritalin ormai è diventato la
droga più diffusa fra gli adolescenti
degli Stati Uniti, e viene utilizzata sia per divertimento che per
migliorare prestazioni di studio e lavoro.
Il metilfeni dato come effetto a breve termine aumenta le prestazioni di
qualsiasi persona, tanto da essere bandito dal Comitato Olimpico
Internazionale. A lungo termine invece presenta tutta una serie di effetti
nocivi e di complicazioni. In un suo lavoro lo psichiatria Peter Breggin
riferisce fra gli altri i seguenti effetti collaterali di Ritalin,
Dexedrina, Adderall e altri stimolanti.
Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione
-Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiaco (!)
Funzione cerebrali e mentali: Mania, psicosi, allucinazioni -Agitazione,
ansia, nervosismo - Insonnia - Irritabilità, ostilità,aggressione -
Depressione, ipersensibilità emozionale, pianto facile,introversione -
Riflessi ridotti - Confusione - Perdita di spontaneità emozionale -
Convulsioni - Comparsa di tic nervosi ecc.
Funzioni gastrointestinali: Anoressia - Nausea, vomito, cattivo gusto in
bocca - Mal di stomaco, crampi - Bocca arida - Costipazione, diarrea
Funzioni endocrine e metaboliche: Disfunzione della ghiandola pituitaria,
alterazione della produzione dell'ormone della crescita e della prolatina
- Perdita di peso - Arresto o ritardo della crescita- Disturbi delle
funzioni sessuali
Altre funzioni: Visione sfumata - Mal di testa - Insonnia -Depressione -
Iperattività e irritabilità - Peggioramento dei sintomi caratteristici
dell'ADHD - Ridotta capacità di comunicare e socializzare - Aumento del
gioco solitario e diminuzione del periodo complessivo di gioco - Tendenza
ad essere socialmente inibito,passivo e sottomesso - Piattezza emozionale.
D'altronde l'uso del Ritalin per "curare" questi pretesi
"sintomi" si era già dimostrato fallimentare, il che fa pensare
subito ad un incremento delle diagnosi di ADD/ADHD finalizzata alla
vendita di un enorme quantitativo di farmaci inutili e dannosi. In una
ricerca del1971 infatti, si sono analizzati 83 bambini a 2-5 anni di
distanza dalla diagnosi di ADD o
ADHD, e il 92% di essi era stato trattato
con Ritalin.
Ecco i risultati: 60% dei bambini erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione per
la quale veniva loro somministrato il Ritalin), ma in più erano diventati
ribelli 59% avevano avuto guai con la polizia; 23% erano stati portati ad
una caserma di polizia una o più volte; 58% erano stati bocciati almeno
una volta; 57% avevano difficoltà di lettura; 44% avevano difficoltà con
l'aritmetica; 78% trovavano difficile restare seduti a studiare 59% erano
considerati dalla scuola ragazzi con problemi disciplinari; 52% erano
distruttivi; 34% avevano minacciato di uccidere i loro genitori; 15%
avevano parlato di suicidio o l'avevano tentato.
Bisogna puntualizzare che anche se il
Ritalin è il farmaco più usato per
"curare" ADD e AHDD esso non è l'unico.
C'è tutta una gamma di
farmaci stimolanti come destroanfetamina, pemolina, metanfetamina,adderall,
e di farmaci non eccitanti (depressori del sistema nervoso centrale ossia calmanti, antidepressivi, neurolettici, ansiolitici)usati per quel 20% di
bambini e adolescenti che non rispondono ai farmaci stimolanti: Aloperidolo,
Pimozide, Clonidina, Guanfacina,Nortriptilina, Amitriptilina, Imipramina,
Deprenil, Clomipramina,Desipramina, Bupropione, Fluoxetina, Nicotina,
IMAO, Moclobemide,Carbamazepina, Valproato, Litio, Cloropromazina,
Venlafaxina,Buspirone, Benzodiazepine (Mendelson W., Johnson N, Stewart M.
A.,"Hyperactive children as teenagers: A follow-up study", Journal of Nervous Mental Disorders, vol. 153,
1971).
E veniamo ora alle scoperte fatte sulle relazioni illecite fra psichiatri,
governi e case farmaceutiche. Negli Stati Uniti infatti sono attualmente
in corso varie in cause legali che coinvolgono l'Associazione Americana
degli Psichiatri (APA) e l'Associazione degli utenti CHADD, per collusione
con la casa farmaceutica Novartis (ex Ciba-Geigy) che produce il Ritalin.
L'accusa per gli psichiatri è di avere preso soldi dalla
multinazionale
del farmaco per formulare criteri diagnostici sempre più elastici e
inclusivi per favorire la vendita del Ritalin. La"Children and Adults with Attention Deficit/Hyperactivity Disorder"
(CHADD) ufficialmente appare come un'associazione di utenti, ma in realtà
è un'emanazione dell'ortodossia psichiatrica organicista; supportata da
"specialisti" fanatici del Ritalin sostiene che il disturbo
dell'attenzione ha una causa biologica (Causa supposta e mai trovata
ovviamente, come sempre del resto in psichiatria).
In realtà una causa biologica di certi comportamenti in alcuni casi è
nota da tempo, ma la psichiatria non la prende in considerazione perché
troppo scomoda. Esistono disfunzioni neurologiche
causate dai
vaccini anche al
mercurio, dall'assunzione per altra via di metalli pesanti, da
contaminanti chimici e additivi vari presenti nei cibi,da una dieta
squilibrata che porta alla carenza di alcune vitamine,
disfunzione
neurologiche connesse alle meningiti
causate dai
vaccini. Se esiste un'alterazione reale del funzionamento neurologico ciò può
dipendere quindi dai veleni che i nostri bambini sono costretti ad
ingerire, e alcuni anomalie comportamentali si potrebbero risolvere con
una corretta prevenzione. Ma si sa, alle case farmaceutiche la prevenzione
ruba solo clienti, e parlare dei danni dei
vaccini, dopo che ci hanno
inculcato l'idea della loro potenza benefica (con
Terrorismo
Mediatico), è peggio che bestemmiare in
una chiesa impossibile, come asserisce il pediatra Mendelson.
Piuttosto che tutelare gli utenti, i rappresentanti dell'associazione
CHADD tengono conferenze nelle scuole per pubblicizzare il
Ritalin e
distribuiscono un opuscolo sul disturbo dell'attenzione stampato a cura
della Novartis. Sono questi finti tutori degli utenti della psichiatria
che hanno condotto una campagna per derubricare il Ritalin dalla tabella
II alla tabella III degli USA, onde eliminare certe limitazioni alla
vendita del farmaco ed allargarne il mercato. Quello che fa paura è che tale campagna fu sottoscritta dall'Accademia
Americana di Neurologia, dall'Accademia Americana di Pediatria,
dall'Associazione Psicologica Americana, dall'Accademia Americana della
Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza. Tutti insieme appassionatamente, dagli psicologi agli psichiatri passando
per i neurologi, perché una droga venga considerata un po' meno
pericolosa e venduta con maggiore libertà.
Per fortuna prima che la DEA si pronunciasse su tale richiesta un
documentario televisivo svelò che la CHADD aveva preso 900.000 $ dalla Ciba-Geigy, ora
Novartis. E tale squallida manovra tangentizia fu citata dalla DEA (Drug Enforcement
Administration) nella sua risposta alla richiesta di derubricazione. A queste manovre sembra
non sia estranea neanche la
FDA.......e
gli ordini dei medici......
By C. Penna
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PSICO FARMACI per adulti…..
Torazina, Aldolo, e altri farmaci
prescritti in massa dagli psichiatri possono distruggere
le vite delle persone che li assumono e di quelli con
cui vengono a contatto. Perché a tutte le persone che
vanno dagli psichiatri vengono dati uno o più
psicofarmaci ? E’ scientificamente provato che sono
imprevedibili e estremamente mortali, non curano nulla,
e invece distruggono la vita della persona che li assume
! I più pericolosi tra questi sono i tranquillanti
maggiori, altresì noti come farmaci neurolettici (afferra-nervi)
o antipsicotici. Delle più di due dozzine appartenenti a
questa classe, introdotta nel mezzo degli anni '50, i
più comunemente usati sono l'Aldolo (Aloperidolo),
Compazie (Proclorperazina), Torazina (Clorpromazina),
Navane (Tiotixeno), Prolixin (Flufenazina), Mellaril (Tioridazina),
e Trilafon (Perfenazina). Il loro scopo è
di creare “il massimo disturbo
comportamentale” - Un obiettivo chiaramente riflesso nei
molteplici test condotti sui ratti sotto Torazina.
Attraverso gli agenti chimici, gli psichiatri cercarono
di sabotare i processi del pensiero e quindi negare alla
persona il controllo del proprio corpo.
L'ALBA dei MORTI VIVENTI
All'epoca in cui furono introdotti i tranquillanti
maggiori, la lobotomia veniva fortemente propagandata e
ampiamente usata dagli psichiatri. Con tale procedura,
il cervello veniva sbrindellato e danneggiato per
sempre, nonostante le obiezioni delle famiglie e di
amici del paziente. Gli psico-tranquillanti sono stati
creati per creare uno stato di zombismo, identico a
quello riscontrabile dopo una lobotomia, in una persona
il cui cervello rimaneva intatto. Per questa ragione, la Torazina divenne nota come
“lobotomia chimica”.
“[Sotto l'effetto della Torazina] i miei pensieri
giravano e non andavano mai lontano. Le mie mani erano
gomma e io potevo a malapena impugnare una forchetta,”
disse un paziente che era stato messo sotto psicofarmaco
da uno psichiatra. “Dopo sei settimane sentii come se le
mie mani fossero state passate in un tritacarne. Non
riuscivo più a pensare chiaramente; non riuscivo più a
parlare articolatamente; non riuscivo più ad agire con
sicurezza.
” Un'altro dopo una settimana di Aldolo
affermò: “Ero incapace di parlare. Non importava quanto
intensamente ci provassi non riuscivo a dire nulla ad
alta voce e parlavo solo con la più ardua difficoltà...
Era come se tutto il mio corpo stesse soccombendo ad un
veleno letale”.
L'orrificante sconvolgimento e devastazione mentale
provocato da questo effetto chimico lobotomizzante era
precisamente ciò che attraeva gli psichiatri che grazie
all'effetto di questi agenti chimici lobotomizzanti
vedevano ridursi notevolmente i loro sforzi
professionali (che difficilmente ottenevano dei
risultati) e incrementare i propri guadagni. Oggi, questi farmaci vengono usati in enorme quantità
per “curare” gli anziani. Verso il 1985, il National
Disease and Therapeutic Index riportava che gli adulti
di 60 anni e oltre, che costituivano l'11% della
popolazione, assumevano più di un terzo di tutti i
farmaci antipsicotici. Uno studio condotto su 2000
farmacie nel 1986 riportava che il 60,5% delle ricette
per residenti nelle case di riposo sopra i 65 anni d'età
riguardavano dosi pesanti di psicofarmaci, e l'altro
17,1% le versioni più leggere.
Uno studio dell'Harvard Medical School su 55 case di
riposo dell'area di Boston, pubblicato nell'edizione del
26 gennaio 1989 del The New England Journal of Medicine,
riportava che al 55% dei degenti veniva prescritta
l'assunzione di almeno uno psicofarmaco al giorno. E non
per “curare” alcuna condizione, ma solamente per
trasformare il paziente in uno zombie incapace di
lamentarsi o recare problemi allo staff. Circa l'uso di psicofarmaci sugli anziani, Jerome Avorn,
direttore del programma per l'analisi delle strategie
cliniche di Harvard, faceva notare: “I farmaci
funzionano. Li tranquillizzano. Come un tubo di piombo
sulla testa”. Larry Hodge, amministratore al Life Care Center in
Tennessee, descrisse l'impatto sull'anziano di questi
farmaci: “Troppo spesso erano così drogati durante i
pasti che le loro teste erano sprofondate nel puré”.
Nel 1989, la U.S. Senate Select Committee
sull'invecchiamento riportò che più della metà della
popolazione sessantenne era stata
decimata da reazioni agli
psicofarmaci. Secondo l'American Hospital Association, dei 10.800.000
anziani ammessi in ospedale ogni anno, 1.900.000 erano
malati prodotti da reazioni ai farmaci, di cui il 4%,
circa 76.000 l'anno, morivano. Un tasso annuale di mortalità persino superiore a quello
reattivo alla guerra col Vietnam. Una media di oltre 200
anziani americani muore ogni giorno per reazioni ai
farmaci. “Le persone non muoiono di sola vecchiaia,” fa notare Theodore Leiff, professore di gerontologia all'Eastern
Virginia University School of Medicine. “La loro morte è
causata da qualcosa”. Questo qualcosa si nasconde dietro
le porte chiuse delle case di cura, e staff psichiatrici
criminali. E’ notorio, che durante la stagione più calda, chi
soffre di depressione, vede aggravarsi la propria
sofferenza. E, stranamente ad essere maggiormente colpite da tale
devastante malattia, sono le donne. E chi, se non le donne !! Dal momento, che sono loro a
portare i maggiori pesi e responsabilità delle
problematiche di questa vita. A loro raccomando di non arrendersi all’assunzione di
farmaci, specialmente dopo aver letto quanto sopra. La
scienza quando non è al servizio dell’uomo
ma delle
case farmaceutiche, non solo non aiuta a guarire dai
propri mali, ma li rende mortali. E’ il modo più economico per risolvere la malattia …..
naturalmente, dopo essersi accertati che non avete più
neppure un centesimo da spendere per curarvi, mentre vi
uccidono.
Tratto
da USA Today Magazine
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Psicofarmaci, attenzione ai Rischi
- COMUNICATO
STAMPA – 15 marzo 2006 -
Dopo i ripetuti allarmi lanciati dall'FDA
riguardo al pericolo di suicidio connesso agli
antidepressivi
e dopo che negli USA sono state
applicate etichette nere di avvertimento chiamate
black box
in Italia questi “farmaci” continuano a
essere venduti senza questa etichetta nera. In seguito al rapporto di 25 morti improvvise provocate
da psicofarmaci e l'aumento di rischio di infarti e
gravi aritmie, l'FDA ha raccomandato l'applicazione di
avvertimenti e maggiori controlli da parte delle case
farmaceutiche. Ma tutte queste misure non sono sufficienti se
psicofarmaci dagli effetti così pericolosi continuano a
essere prescritti in seguito a diagnosi per disturbi
mentali, come la sindrome dell’ADHD, dalle basi
scientifiche molto contreverse. Il
rischio di induzione al suicidio
è un dato emerso da
test condotti con l'ausilio di placebo, su 4400
individui e nei minori è stato rilevato comportamento
correlato al
suicidio
(tentativo di suicido e ideazione
suicidaria) e ostilità (prevalentemente comportamento
aggressivo, comportamento oppositivo e rabbia).
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda
di informarsi attentamente, di non accettare facili
diagnosi psichiatriche sia per
se stessi
che per i propri
figli (ADHD), di richiedere accurate analisi
mediche.
By :
e-mail:
ccdu_italia@hotmail.com
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Scuola. Vittoria in
Tribunale contro l’uso di psicofarmaci sui bambini. Ma è
un bene per la società permettere al genitore di fare il
Ponzio Pilato ?
Giustamente il tribunale
ha decretato che imporre droghe pesanti (metilfenidato)
ai bambini per controllarne l’eccessiva vivacità è
immorale.
Ma se avessi un figlio nella stessa classe di quel
bambino, difenderei anche il diritto di mio figlio
all’apprendimento scolastico pacifico.
In questo caso sembra che il solito buonismo italiano
voglia a tutti costi trovare delle “colpe” nella scuola,
mentre mai si scruta il comportamento dei genitori di
bambini “vivaci” (leggi prepotenti e maleducati).
In verità, osservando in
luoghi pubblici il comportamento lassista e
diseducativo di molti
genitori (e
nonni) verso
i propri bambini,
non mi stupirebbe se la
stragrande maggioranza dei pargoli italiani fosse
candidata all’assunzione del Ritalin. Metilfenidato ?
Spesso un leggero cambiamento di dieta, con meno dolci e
cioccolato, ed un’infusione di educazione civile è
sufficiente a risolvere il problema.
Ma chi educa il genitore/insegnante a queste verità ?
By Rinaldo
Lampis
www.movimentoconsensus.org
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Comunicato Stampa del 28
aprile 2006 -
www.giulemanidaibambini.org
Milano: esito della 1°
udienza di questa mattina per Gianluca, il bambino
allontanato da scuola per presunti disturbi del
comportamento.
Depositata al magistrato la relazione tecnica di “Giù le
Mani dai Bambini”. Gianluca verrà riammesso a scuola.
Il metilfenidato – principio base del Ritalin,
psicofarmaco che si voleva somministrare al bimbo - è
tornato ad essere classificato come stupefacente.
Un altro caso identico a Gianluca in Lombardia.
Si è conclusa pochi minuti fa presso il Tribunale di
Milano la prima udienza – convocata con procedimento
d’urgenza – per esaminare il caso del piccolo Gianluca
De Lucia, allontanato dalle lezioni da oltre un mese a
causa di presunti disturbi del comportamento nonostante
il diritto all’istruzione sancito costituzionalmente.
I genitori hanno chiesto ed ottenuto la riammissione a
scuola del bimbo, che era stato sospeso a tempo
indeterminato in quanto – a detta della scuola –
disturbava il regolare svolgimento delle lezioni ed
assumeva atteggiamenti violenti nei confronti di
compagni ed insegnanti.
La scuola aveva informato
la famiglia che il bambino sarebbe stato riammesso
qualora i genitori avessero accettato di sottoporre il
minore ad una terapia a base di potenti psicofarmaci (metilfenidato),
suggerita dalla struttura sanitaria pubblica per sedare
le esuberanze del bimbo, farmaci psicoattivi che la
famiglia si è rifiutata di somministrare per timore dei
pericolosi effetti collaterali.
“Giù
le Mani dai Bambini” - che con oltre 200.000
specialisti in rete è la più visibile campagna italiana
di farmacovigilanza per l’età pediatrica - vedi
www.giulemanidaibambini.org
- è intervenuta all’udienza per il tramite del legale
della famiglia, Avvocato Piras, depositando una
relazione tecnica breve ma incisiva:
“abbiamo portato all’attenzione del magistrato
– ha dichiarato Luca Poma, Portavoce Nazionale di Giù le
Mani dai Bambini - la circostanza che la scuola
non può ammettere implicitamente le proprie carenze
nel prestare assistenza ad un bambino “difficile”,
facendo poi ricadere gli effetti di tali carenze sulla
famiglia e sul bambino stesso, allontanandolo dalle
lezioni.
“L’istruzione pubblica è
un preciso diritto sancito costituzionalmente, e la
strategia che era stata adottata è una falsa soluzione.
La vera sfida deve essere un’altra: dotarsi delle
necessarie risorse professionali, perché è ormai
ampliamente dimostrato che questi problemi del
comportamento si risolvono con protocolli
scientificamente testati (psicologia clinica, pedagogia,
etc.) che non richiedono necessariamente l’utilizzo di
psicofarmaci, i quali - seppure risolvono le crisi
contingenti - non “curano” nulla, perché una pillola
non può risolvere la causa remota del disagio, ed
inoltre espone il bimbo al rischio di gravi effetti
collaterali in caso di assunzione prolungata.
La comunità scientifica
internazionale è molto critica circa l’opportunità di
somministrare farmaci psicoattivi… ai minori, prova ne
sia… che il principio attivo alla base di questi farmaci
è stato recentemente reinserito dal Ministero della
Salute nella tabella 1 (stupefacenti) al pari di cocaina
ed eroina.
…la vera sfida è creare
una rete di protezione attorno a bambini come Gianluca,
un’alleanza tra scuola e strutture sanitarie affinché si
offrano risposte concrete ma non necessariamente
farmacologiche.
… la scuola proporrà alla
famiglia, nei prossimi giorni, un concreto piano di
reinserimento per Gianluca. Tuttavia un caso pressoché
identico è alle porte: sempre in Lombardia, Lorenzo
(dodici anni) non frequenta la sua scuola da oltre
quattro mesi (seguiranno aggiornamenti).
Copyright © 2006 “Giù le
Mani dai Bambini”
Per info media sul caso
di Gianluca: 337/415305:
portavoce@giulemanidaibambini.org
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La
situazione nell'ambito "salute mentale" è drammatica.
Il susseguirsi di fatti, come quelli degli ultimi
giorni, deve destare l'interesse dell'opinione pubblica.
Al Campidoglio i rappresentanti di oltre 150
associazioni (Unasam) hanno denunciano gli elettroshock,
tuttora praticati in molti ospedali psichiatrici. Sono
state trovate porte chiuse a chiave e pazienti legati,
cui erano somministrati psicofarmaci in grandi quantità,
per non parlare delle violenze fisiche.
Ma questa è solo la punta dell'iceberg di un'amara
realtà, uno studio coordinato da ricercatori
dell'Università di Kuopio (Finlandia), pubblicato
dall'Archivio di Psichiatria Generale, mostra per
l'ennesima volta la correlazione tra
antidepressivi e suicidi.
Eppure, proprio in questi giorni, la pillola miracolosa,
soprannominata "viagra femminile", è stata annunciata al
mondo intero. In verità si
tratta di un antidepressivo, che in via del
tutto accidentale ha fatto registrare un aumento del
desiderio.
Come ammettono gli stessi scopritori non si sa come
agisce, ma si pensa già di commercializzarla, e il
Sunday Times ha dato notizia dei primi test clinici.
L'idea di espandere il business della "malattia mentale"
non si ferma e la sorpresa è arrivata dall'America:
Perché non dare gli antidepressivi
anche al cane "Fido"
? - "La depressione a quattro zampe", hanno annunciano i
principali quotidiani. Ma tutto questo ha del ridicolo !
Cosa dire alla luce di fatti tanto deludenti ? Beh, una
cosa sicuramente si può affermare: la psichiatria
non
ha mai ottenuto risultati concreti
ed è sempre rimasta
nell'ambito delle ipotesi, perciò
non si merita l'appellativo
di scienza. L'incapacità di risolvere
problemi sociali o individuali l'ha portata fuori
strada, fino a servirsi di metodi violenti, brutali e
antisociali.
Tratto da:
http://www.comincialitalia.net
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Psicofarmaci -2 +
Psicofarmaci - 3
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