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Un
team di ricercatori medici olandesi ha condotto per due anni, uno studio
su 344 sopravvissuti ad attacchi cardiaci ed ha scoperto che più di uno
su dieci aveva provato “sensazioni particolari, emozioni, visioni, o
pensieri lucidi” mentre erano considerato “clinicamente morti”, vale
a dire che erano al momento in stato di incoscienza, senza segni di
pulsazioni, respirazione od attività cerebrale.
Altri
hanno riferito esperienze “fuori dal corpo”.
Questo
studio è ritenuto il più importante a tutt’oggi sul fenomeno delle
esperienze di pre-morte (NDE)
Lo
studio solleva importanti quesiti riguardo alla continuazione della
coscienza, dopo la
morte, e se la mente ed il cervello possono funzionare in
modo indipendente.
Suggerisce
anche la possibilità che vi sia una componente energetico/spirituale
degli esseri umani che sopravviva alla loro morte ed indica che
l’Universo avrebbe un significato e
non sarebbe frutto di una casualità.
Fonte: The Lancet,
www.cosmiverse.con
- 12/12/2001
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