Nel caso del neuroblastoma, che colpisce bambini nei primissimi anni di vita e raramente lascia scampo.
Il
neuroblastoma è un cancro che colpisce
il sistema nervoso periferico, vale a
dire la rete delle diramazioni nervose
del nostro corpo. "E' un tumore ad
alto tasso di
mortalità - spiega
Giovanni Perini, genetista
dell'Università di Bologna - anche
perché difficile da diagnosticare in
tempo".
Uno studio pubblicato su
The Lancet
mostra come negli ultimi tre decenni
sia aumentato il rischio di cancro
per i bambini fino ai 20 anni d'età
l'incidenza resti molto bassa, i
ricercatori hanno registrato un
allarmante incremento del 1 per cento e
dell'1,5 per cento rispettivamente in
bambini e adolescenti, con la tendenza a
un ulteriore aumento nei prossimi anni.
Lo studio, compiuto su 19 paesi europei,
si è avvalso di un database dove sono
registrati 113.000 casi di cancro di
bambini e oltre 18.000 casi di
adolescenti dell'ultimo trentennio.
Bibliografia:
Vaccini, leucemia e linfomi
Bichel, "Linfoadenite
post-vaccinale che progredisce in un caso di Hodgkin", Acta
Med Scand, 1976, Vol 199, p523-525
Stewart AM, "Eziologia della leucemia infantile", The Lancet,
16 ott. 1965, 2:789-790
Glathe H, "Evidenza di attività cancerogena del substrato
vaccinale", Development Biol Std, 1977, 34:145-148
Bolognesi DP, "Potenziale virus della leucemia da vaccini",
Canad. Research, feb. 1976, 36(2): 655-656
Colon VF, "Necrosi vaccinale quale chiave di linfoma
linfatico", Geriatrics, dic. 1968, 23:81-82
Park-Dincsoy H, "Scomparsa dei linfociti in un caso di
cancrena vaccinale", Laval Med, gen. 1968, 39:24-26
Hugoson G, "Comparsa di leucosi bovina a seguito di
vaccinazione Babesiosis", Bibl Haemat, 1968, 30:157-161
Hartstock, "Linfoadenite post-vaccinale: iperplasia del
tessuto linfoide che simula i linfomi maligni", Cancer,
aprile 1968, 21(4):632-649
Allerberger F, "Un'epidemia di linfoadenite suppurativa
connessa con vaccinazioni BCG in Austria, 1990/1991", Am Rev
Respir Disorder, agosto 1991, 144(2) 469 "Tumori
maligni come complicazione ritardata di vaccinazioni", Arch
Derm, Vol 98, 1968
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La
FDA
ammette correlazione tra cancro
e vaccini - 31 luglio 2011
Era ottobre 2009 quando
alcuni ricercatori avevano testato i
campioni di sangue di un gruppo di
bambini affetti da autismo e
avevano scoperto che il 40% di
essi erano positivi per XMRV (Xenotropic
murine leukemia virus-related virus),
secondo una dichiarazione della
Commissione sul Autism Spectrum
Disorders del Nevada.
Ulteriori test sono stati condotti dopo
che la Commissione aveva ribadito come
“potrebbe aumentare drammaticamente la
percentuale del 40% di riscontri
positivi“.
Inizialmente, considerando le dimensioni
del gruppo campione, una tale
affermazione sembrava azzardata e
puramente speculativa; se poi pensiamo
che tale virus lo ritroviamo anche in
pazienti affetti da cancro alla
prostata, ed ancora in pazienti affetti
da sindrome da fatica cronica, una
notizia del genere poteva contribuire ad
alimentare dubbi, confusione,
perplessità e non certo a donare
speranza in possibili cure.
Ci pensa la Food and Drug Administration
a chiarire il concetto, ammettendo la
correlazione tra cancro e
vaccini, generando così un altro
prezioso mattoncino da collezione per il
puzzle della bacheca dedicata ai
“fattori ambientali” (ovvero,
vaccini contaminati)
responsabili di scatenare la sindrome
autistica.
La FDA ha
deciso di
indagare il virus presente nelle cellule
usate per produrre i vaccini, e valutare
la potenziale minaccia posta dalla
trasmissione del virus nell’uomo:
il virus xenotropico della leucemia
murina (XMRV) è un retrovirus umano
recentemente scoperto che è stato
trovato in entrambi i pazienti affetti
da sindrome da stanchezza cronica e da
cancro alla prostata. Sebbene questi
risultati è necessitano di ulteriore
conferma, vi è un potenziale problema di
sicurezza per quanto riguarda XMRV in
substrati cellulari utilizzati nei
vaccini e nella trasmissione tramite
trasfusione di sangue ed
emoderivati.
Nella sostanza la FDA ammette che, in
alcuni casi, le linee cellulari che
vengono utilizzate per la produzione dei
vaccini potrebbero essere cancerogene,
perchè formano tumori quando iniettate
in roditori. Alcuni di questi tumori che
formano le linee di cellule possono
contenere
virus che causano il cancro che
non sono in riproduzione. Questi virus
sono difficili da individuare con metodi
standard. Questi virus latenti e
sconosciuti rappresentano una minaccia
potenziale, dal momento che potrebbero
attivarsi in condizioni di produzione
del vaccino.
Pertanto, per garantire la sicurezza dei
vaccini, i laboratori della FDA stanno
studiando modi per attivare i virus
latenti nelle linee di coltura cellulare
per rilevare i virus attivi, così come
altri virus sconosciuti, utilizzando le
nuove tecnologie. Ci sarà poi adattare
(spero non vogliano dire “cucinare”,
alias “manipolare”) i risultati per
rilevare i virus negli stessi tipi di
substrati cellulari che vengono
utilizzati per produrre i vaccini. La
FDA afferma anche che sta cercando di
identificare specifici processi
biologici che riflettono l’attività dei
virus.
E’ talmente incredibile ciò che ha
pubblicato la FDA a tal punto che,
considerate le immancabili censure alle
quali si va incontro quando si parla di
contaminazione vaccinale, ho provveduto
a fare un
backup della notizia nel caso
venga rimossa!
L’avvento
dei vaccini a
DNA clonato & Genoma Sintetico,
sostenuti dai fautori del movimento Transumanista
e dal Movimentio della Bioetica
(post-darwiniana, in cui la specie ha il
potere di dirigere la sua evoluzione),
ha definitivamente aperto il vaso di
Pandora della inevitabile morte
dell’immunità naturale: una folle
idiozia che stanno pagando in salute
i nostri figli.
L’avanguardia nel campo della ricerca
sui vaccini afferma che la ”produzione
di vaccini in colture cellulari riduce
drasticamente la possibilità di
contaminazione“, anche se la realtà che
abbiamo sotto gli occhi è un’altra ed è
possibile sintetizzarla (analizzando
come esempio base il genoma di un
comune virus dell’influenza) in alcuni
punti:
1 – Poiché il genoma del virus
dell’influenza è segmentato, la
coinfezione di una singola cellula
ospite con due o più virus influenzali
diversi può risultare in un
riassortimento (a volte casuale) del
loro materiale genetico.
2 – Perché le cellule neoplastiche
(tumorali) possano sopravvivere a tempo
indeterminato, è più facile qualificarle
come cellule di banca che hanno superato
tutti i test, soprattutto in confronto
alle cellule primarie (che sono derivate
ripetutamente dal tessuto vivo e devono
essere ri-qualificate ad ogni uso). -
ESEMPIO:
Optaflu, primo vaccino
prototipo prodotto in coltura cellulare
di base da Novartis, è stato prodotto
utilizzando una linea cellulare chiamata
Madin-Darby (MDCK), con cellule
estratte dai reni di un cocker spaniel
femmina.
3 – Agenti avventizi (mutazioni virali/
contaminazioni incrociate) potrebbero
teoricamente entrare in un vaccino
attraverso uno di questi ingredienti:
substrati cellulari, seme del vaccino,
reagenti di colture tessutali,
stabilizzanti.
4 – Non è chiaro se le cellule
neoplastiche hanno un rischio maggiore o
minore di essere infettate da un agente
accidentale rispetto ad altri tipi di
cellule. Poiché possono essere coltivate
per lunghi periodi in colture di
tessuti, ci possono essere maggiori
opportunità per tutti gli agenti
avventizi.
5 – Se la crescita di queste cellule in
coltura tessutale non è ben controllata,
può essere prevista un’ulteriore
opportunità per la contaminazione di
cellule con una maggiore durata. In caso
di cellule neoplastiche per le quali
l’evento di trasformazione è
sconosciuto, c’è anche una possibilità
teorica che la trasformazione avvenga a
seguito di una precedente infezione
virale.
6 – Molti nuovi vaccini sono prodotti in
substrati cellulari di origine animale e
le malattie infettive emergenti possono
teoricamente essere trasmesse dagli
animali all’uomo attraverso questi
vaccini.
7 – Poiché alcuni tumori dei mammiferi e
alcune cellule trasformate dai virus
contengono virus infettivi, le cellule
trasformate da un meccanismo sconosciuto
hanno un rischio teorico di contenere un
virus mutageno.
8 – Oltre 200 virus causano l’influenza
e malattie simil-influenzali che
producono gli stessi sintomi (febbre,
cefalea, dolori, tosse, naso che cola).
Nella migliore delle ipotesi, i vaccini
potrebbero essere efficaci solo contro
l’influenza A e B, che rappresentano
circa il 10% di tutti i virus
circolanti.
9 - Esistono studi “sconcertanti” che
collegano l’H1N1
ai picchi di influenza stagionale
e stanno gettando i piani di prevenzione
nazionale dell’influenza nel
caos, mettono a dura prova la buona
fede e la credibilità delle agenzie
Governative responsabili della tutela
della salute nazionale. Gli
studi confondono le idee agli esperti
di malattie infettive, a tal punto che
arrivano a considerare le persone
vaccinate contro l’influenza stagionale
due volte più a rischio probabilità di
prendere l’influenza suina.
10 - Si teme che le tecnologie genetiche
saranno utilizzate per modificare questi
agenti patogeni per creare “super-agenti
patogeni”. Rimescolamento del DNA
(accelerato o diretto all’evoluzione
molecolare) oppure combinando elementi
genetici patogeni distinti del virus per
creare virus chimerici, potrebbe essere
applicata alla valorizzazione di armi
biologiche.
11 – Il consumo di organismi
geneticamente modificati (OGM) è
associato con la sterilità, l’eccessiva
crescita delle cellule tumorali, lesioni
degli organi, alterazioni al fegato e
alle cellule del pancreas, le modifiche
dei livelli degli enzimi, il fallimento
del sistema immunitario e resistenza
agli antibiotici negli animali.
Il nostro corpo è un territorio sovrano
e soggetto alla nostra esclusiva
auto-determinazione. Ogni tentativo
di violazione di questa fiducia deve
essere interpretato come una violazione
di un fondamentale diritto umano.
Tratto da: autismovaccini.com
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Le MORTI INVISIBILI dei BAMBINI
MALATI di CANCRO - Roma 18 Feb.
2011
Riflessioni dell’Associazione
Minerva PELTI, Associazione di
Genitori di Bambini Oncoematologici per
la Prevenzione e la Lotta ai Tumori
Infantili in occasione della IX Giornata
Mondiale contro il cancro infantile
Ci sono morti di bambini innocenti che fanno agitare l’opinione pubblica, come quelle di Alessia e Livia, le gemelline svizzere probabilmente uccise dal padre. Ci sono morti di bambini innocenti che fanno mobilitare sindaci, ministri, cardinali, come quelle di Sebastian, Fernando, Patrizia e Raul, i fratellini rom morti nel rogo della loro baracca a Roma qualche giorno fa, e che fanno richiedere con forza interventi urgenti e stanziamenti importanti di fondi finalizzati alla risoluzione alla radice del problema.
Ci sono poi le morti di Flavia, Nicolò, Sara, Francesco, David, Emiliano, Maria Jose e altri cinquecento bambini ogni anno che, sia pur altrettanto innocenti, rimangono “invisibili”. Non se ne vuole parlare forse perché mette troppa paura e il solo pensiero fa inorridire. Queste morti, pur sconquassando le famiglie di appartenenza e tutti gli affetti, in maniera permanente, non fanno notizia e non sembrano interessare ne i media, ne i decisori politici. Vengono relegate tra gli incidenti di percorso della vita e quindi “normali”, e spesso i dati sono minimizzati dagli stessi addetti ai lavori, “per non creare allarme sociale” continuando a rassicurare tutti che la sconfitta del male incurabile è ormai vicina. Ma la morte di un bambino non è mai normale e il cancro che li colpisce non può essere considerato come una punizione caduta dal cielo.
Ci sono
molteplici cause che interagiscono tra
loro per far esplodere la malattia, e
molte di loro sono note da decenni,
ma nessuno le va ad indagare e ricercare
se non in occasioni del tutto
eccezionali e che raggiungono un risalto
mediatico adeguato (vedi i 7 casi di
Leucemia a Milano in un mese all’inizio
del 2010 o il caso di Radio Vaticana).
Non si vuole ancora gettare un raggio di
luce nel buio mondo dei bambini italiani
che ogni anno si ammalano di cancro,
oltre 2000 - in
costante
drammatico aumento.
In tema di
diagnosi e cura, molto si è fatto e si
sta facendo, anche con buoni risultati.
Ma in tema di prevenzione primaria c’è
praticamente il nulla. La tragedia
insita in ciò è ancora più beffarda ed
ingiusta perché, con nostra grande
sorpresa, la letteratura scientifica è
ricca di studi che indicano quali siano
le cause probabili e quelle certe di
queste malattie.
Come le origini spesso siano già nel
grembo materno, è confermato
dall’evidente incremento di queste
patologie nel primo anno di vita che
implica per forza di cose un’insorgenza
a fronte di un danno già in età
embrio-fetale.
Ma il
sistema e le leggi che vigono oggi in
Italia, non consentono di individuare
con ragionevole certezza il nesso
causale tra i fattori di rischio “noti e
presenti” e l’insorgenza della malattia.
Per prima cosa manca un Registro
Nazionale dei Tumori Pediatrici (solo
Piemonte e Marche ne hanno uno) che
consenta di individuare in maniera
rapida e precisa le aree a maggior
insorgenza, i trend specifici e magari
catalogare elementi comuni ai singoli
casi. Si pensi ad esempio come oggi, in
una città come Roma, non ci sia un
sistema o un organismo che rilevi
tempestivamente come in una certa zona
ci siano fino al triplo dei casi di
leucemie infantili rispetto ai valori di
incidenza standard.
Solo la
sensibilità di noi genitori ha fatto
allertare in questa zona i vari soggetti
interessati a vario titolo alla materia
(ASL, pediatri, ARPA, ecc.) per
approfondire la questione. Al momento e
fino a ragionevole certezza dei dati in
nostro possesso, non riveleremo la zona
in questione, proprio per non essere
tacciati di creare l’allarmismo tanto
temuto; anche se è da considerare come
gli effetti di un falso allarme siano
per lo più transitori e limitati, mentre
gli effetti negativi che si producono a
seguito di false rassicurazioni sono
durevoli, certi ed estesi, nonché capaci
di diffondersi in forma incontrollata,
producendo così danni irreparabili non
solo alla salute, ma anche alla tanto
cara economia, alla credibilità delle
istituzioni e quella dei loro
rappresentanti.
Cosa fare allora ?
La IX Giornata Mondiale contro il cancro
infantile promossa in Italia da
FIAGOP e
AIEOP ci invita ad una nuova
Alleanza Globale per rinnovare, tra le
altre cose, il programma di prevenzione
e cura dei tumori dell’età pediatrica.
Noi auspichiamo che dopo i primi
importanti passi fatti tra le maggiori
associazioni operanti nel settore (AIEOP,
AIRTUM; FIAGOP;
ISDE e altre) per
fronteggiare quella che a pieno titolo
deve essere considerata una vera
emergenza, vengano ora strutturati e
attuati concretamente, con il supporto
dello Stato, adeguati piani di
Prevenzione
Primaria che
vadano ad eliminare alla fonte quanti
più possibili fattori di rischio noti.
In attesa della costituzione
dell’indispensabile Registro Nazionale
dei Tumori Pediatrici, una ulteriore
proposta concreta che facciamo, è quella
di attivare da subito una rete di
pediatri "sentinella" che dovranno
avvistare e segnalare, ad un apposito
Centro Nazionale, tutti i casi di
patologie tumorali pediatriche con
l’intento di avere una mappatura degli
stessi in un tempo pressoché coincidente
con quello della loro diagnosi.
I dati di questo Centro sarebbero quindi
messi a disposizione di una apposita
task force, anch’essa da costituire
contestualmente, di cui facciano parte
epidemiologi, tossicologi, pediatri,
oncologi, genetisti e rappresentanti
delle associazioni di genitori, per le
valutazioni e gli interventi del caso.
Per
concludere, vogliamo riprendere e far
nostre alcune parole pronunciate dal
Cardinal Vicario Agostino Vallini in
occasione della veglia di preghiera in
memoria dei 4 piccoli rom morti a Roma:
“dobbiamo lasciarci turbare da questa
morti …
La morte di Sebastian, Fernando,
Patrizia e Raul è come un macigno che ci
pesa sul cuore e ci invita ad un grave
esame di coscienza, ciascuno per la sua
parte di responsabilità.
Questo tragico evento deve porre a
ciascuno di noi una domanda: potevamo
fare qualcosa per scongiurare questa
morte ingiusta ?” Anche noi genitori di
bambini colpiti dal tumore, invitiamo
tutti coloro che a qualsiasi titolo
siano coinvolti in questo ambito, a
porsi questa drammatica domanda !
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Cancro:
Scoperta l’alterazione
di un gene tra le cause del
neuroblastoma - 15 Dic. 2010
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Il neuroblastoma è una
forma di tumore del sistema nervoso
simpatico che colpisce i bambini: è
piuttosto raro, ma resta comunque il
tumore solido più frequente nei piccoli
con meno di 5 anni. Una buona notizia
arriva, però, da una ricerca
internazionale, cui hanno collaborato
attivamente studiosi italiani: è stato
individuato
uno dei geni considerato tra
le cause della malattia.
Il gene, ribattezzato LM01, è stato
rilevato con uno studio condotto
esaminando il DNA di 2251 pazienti con
neuroblastoma, confrontato con quello di
oltre 6000 soggetti sani, per un totale
di 550 mila varianti genetiche
controllate. Ciò è stato possibile
grazie a strumenti di ultima generazione
che permettono di condurre velocemente
milioni di test genetici e che hanno
richiesto investimenti elevati a livello
internazionale.
I ricercatori sono riusciti, così, a
scoprire una correlazione tra il
neuroblastoma e la presenza di
alterazioni di questo gene, rilevando,
in particolare, il rapporto tra
l’alterazione genetica e le forme più
aggressive di questo tumore infantile.
La scoperta, pubblicata sulla rivista
scientifica “Nature”,
è molto importante perché il gene
individuato rappresenta un possibile
obiettivo da studiare ulteriormente sia
per sviluppare nuovi farmaci, sia per
realizzare nuovi test specifici per la
diagnosi precoce e, se possibile, anche
per la valutazione dell’eventuale
predisposizione ad ammalarsi.
L’alterazione del gene LM01, comunque, è
solo una delle possibili cause del
neuroblastoma: serviranno, quindi, altri
studi per individuare gli fattori
genetici alla base di questa forma
tumorale che riguarda i bambini.
By Valweria G. - Tratto da.
tantasalute.it
Commento NdR: come volevasi
dimostrare i
vaccini
creando
mutazioni genetiche
sono
all'origine anche di queste
gravi patologie
sui
bambini !
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Triste record
italiano nei tumori infantili
I tumori
pediatrici sono un evento per fortuna
raro, ma che ha un grande impatto sui
pazienti e sulle loro famiglie, e
purtroppo i dati raccolti dal Registro
tumori indicano un aumento del numero
dei casi ogni anno. Dica33 ha incontrato
Fulvio Porta, presidente della
Associazione italiana ematologia e
oncologia pediatrica (Aieop) affiliata
alla Società italiana di pediatria, per
conoscere i dati più recenti e
comprendere i motivi di tale tendenza.
Dottor Porta, quali sono
i dati epidemiologici, europei e
italiani sui tumori infantili ?
I dati di incidenza dicono che ogni anno
in Europa, si ammalano 140 bambini ogni
milione di bambini di età 0-14 anni, con
qualche variabilità tra i vari paesi e
tra Europa dell'Est e dell'Ovest.
Un tasso di incidenza che, peraltro, è
andato aumentando negli ultimi anni con
un incremento annuo variabile dallo 0,8
al 2,1% a seconda del tipo di tumore e
di età, sesso e nazione di residenza.
In Italia, il rapporto 2008
dell'Associazione italiana registri
tumori (Airtum) sui tumori infantili, ha
confermato una tendenza all'aumento dei
tassi di incidenza di tutti i tumori
pediatrici pari al 2% annuo.
Si è passati, infatti, da 147 casi per
milione di bambini all'anno nel periodo
1988-1992 a 176 tra il 1998 e il 2002.
Un confronto con dati pubblicati in
letteratura ha evidenziato infine che i
tassi di incidenza italiani per tutti i
tumori complessivamente sono risultati
tra i più alti di quelli europei degli
anni '90 (140 per milione di bambini per
anno) e di quelli americani (158).
Ci sono tipi di tumore in
cui si registra un numero maggiore di
casi rispetto ad altri ?
Le categorie diagnostiche responsabili
di questo aumento sono risultate essere
l'insieme dei tumori del sistema
emo-linfopoietico (leucemie e linfomi) e
i tumori solidi, con l'eccezione dei
tumori dell'osso, del retinoblastoma e
dei tumori epatici.
In particolare, l'aumento più importante
si è osservato nei bambini di età
inferiore a 1 anno e negli adolescenti,
seguiti dai bambini tra 1 e 4 anni,
mentre, meno marcato, è risultato essere
in quelli di età compresa tra 5 e 14
anni. È stato inoltre osservato un
particolare aumento dei tumori della
tiroide, molto rari nei bambini, e più
frequenti negli adolescenti.
L'incidenza è risultata altissima in
Bielorussia e ciò è stato attribuito al
"fallout" radioattivo per l'incidente di
Chernobyl.
Secondo lei o secondo gli
attuali studi a che cosa è dovuto questo
incremento ?
Purtroppo, poco si sa ancora su come si
sviluppano i tumori pediatrici. Sappiamo
che solo il 5-6% ha una chiara origine
genetica, e che per meno del 3% è
probabile una diretta correlazione con
esposizioni ambientali: infezioni,
agenti fisici o sostanze chimiche.
Ne consegue che, per oltre il 90% dei
tumori, la causa è ignota e si ipotizza
che essi siano dovuti all'effetto
dell'interazione tra fattori esterni (NdR;
ambiente, abitudini di vita,
Vaccini,
etc) e il patrimonio genetico del
paziente, che varia grandemente da
soggetto a soggetto, e anche all'interno
della stessa famiglia.
Ma ci sono cause
ambientali, sospette e/o riconosciute ?
I fattori di rischio studiati sono
numerosi, ma le conclusioni sono ancora
molto incerte. In particolare i fattori
esterni per cui è stato dimostrato in
modo sicuro un aumento del rischio di
tumori pediatrici sono le radiazioni
ionizzanti (inclusa la radioterapia e
l'uso scorretto delle radiazioni a scopo
diagnostico durante la gravidanza) che
causano un ampio spettro di tumori, e un
farmaco non più usato: il
dietilstilbestrolo, che causa un
rarissimo tumore della vagina
(adenocarcinoma a cellule chiare).
È invece più grande il numero di fattori
sospetti, ma senza certezze: questi sono
l'esposizione a gas di scarico (benzene)
o a pesticidi, l'esposizione a campi
elettromagnetici a bassa frequenza, le
infezioni, l'immunodeficienza congenita
o acquisita.
Sono anche state studiate le esposizioni
lavorative dei genitori sin dal periodo
che precede la concezione del bambino,
così come le loro abitudini di vita,
quali la dieta, il consumo di tabacco e
alcol. Infine, nonostante alcune
segnalazioni apparse in letteratura,
allo stato attuale non possiamo
affermare l'esistenza di un nesso
causale con l'esposizione a onde o i
campi elettromagnetici.
By Simona Zazzetta - Tratto da:
dica33.it
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I tumori cerebrali infantili
rappresentano una vera e propria
emergenza, sia perche' sono in
aumento sia perche' le possibilita' di
cura, ad eccezione di alcune forme, sono
spesso limitate. In piu', vista l'eta'
dei pazienti, c'e' il fatto che tutte le
terapie, mediche e chirurgiche, non
devono influenzare negativamente la vita
futura del piccolo.
Su questi temi, da venerdi' a Roma, si
confronteranno esperti internazionali
durante la "Consensus Conference on
Pediatric Neurosurgery" e il 'First
Interim Meeting' della Societa' europea
di neurochirurgia infantile.
In particolare, gli specialisti faranno
il punto su due forme di tumori
cerebrali, il craniofaringioma e l'ependimoma,
il cui trattamento presenta aspetti
problematici.
Il craniofaringioma, in particolare, e'
un tumore raro e benigno, ma lede le
strutture ipotalamoipofisarie e le vie
ottiche. L'asportazione chirurgica
totale e' oggi possibile grazie ai
progressi delle tecniche. Questo
intervento, pero', porta spesso al
peggioramento dei deficit
funzionali, soprattutto
endocrinologici, con rischi di
obesita' e disturbi del
comportamento.
Fonte: Adnkronos/Adnkronos Salute -
Roma, 21 Gen. 2009


