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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


DISFUNZIONI e PATOLOGIE dello SVILUPPO
"Vaccine Nation"
è un documentario che racconta l'incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia.
 

Disturbi pervasivi dello sviluppo - Descrizione del disturbo delle funzioni cerebrali = Danni dei VACCINI (diretti ed indiretti, per le mutazioni genetiche dei genitori vaccinati)  

vedi: Bimbi piu' malati con i Vaccini
+ Amish senza autismo perche' non vaccinano i bambini + Alluminio nei vaccini distrugge cervello  + Mercurio e danni al cervello + MALATTIE dei BAMBINI in AUMENTO ! + Falsita' della medicina ufficiale 1000 studi sui Danni dei Vaccini +  Big Pharma ringrazia.. + Contaminanti dei Vaccini + Perche' vaccinare ? + Imbroglio del comportamento

I Disturbi Pervasivi Dello Sviluppo sono caratterizzati da una compromissione grave e generalizzata in diverse aree dello sviluppo: nella capacità di interazione sociale reciproca, nella capacità di comunicazione, e nell’area degli interessi e delle attività.
Le compromissioni qualitative di queste condizioni, sono anomale rispetto al livello di sviluppo o all’età mentale del bambino.
Fanno parte dei DPS le seguenti patologie: Sindrome  Autistica, Sindrome  di Rett, Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza, Sindrome di Asperger e il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo NAS ed altri non ancora definiti con diversi nomi, ma facenti tutti parte dei gravi Danni dei VACCINI....
Questi disturbi si evidenziano di solito nei primi mesi-anni di vita e sono accompagnati da un certo grado di ritardo mentale.
Come avviene il danno da vaccino ?
Visionare alla pagina: Cellule + Cosa e' un Virus, le modalita' ed i meccanismi che intervengono sulle cellule, da parte di un vaccino, ed in specie sulle cellule nervose (neuroni), del Sistema Nervoso e quindi anche del cervello.
Occorre tenere presente che le funzioni cerebrali si formano contemporaneamente allo sviluppo della massa del cervello, quindi fin dal concepimento alcune funzioni vengono attivate; le altre si attivano funzionalmente e principalmente al 95%, di esse, fino al 1° anno di eta' ! successivamente solo una piccola parte, delle ultime funzioni, vengono ad essere attivate, con la formazione completa del cervello che poi' si amplia con sempre nuove connessioni (sinapsi), ma con le funzioni gia' precedentemente attivate.
Quindi NON solo la diagnosi delle possibili patologie dello sviluppo e' bene che siano effettuata dalla nascita fino ed entro il primo anno di eta', ma anche e soprattutto nel caso di probabili malfunzioni  riscontrate, occorre intervenire il piu' precocemente possibile !
Nota bene: I produttori dei vaccini, queste cose le conoscono bene ed e' per questo motivo che fanno fare i vaccini in tenera eta'; cosi' sono sicuri che i piu' o meno danni dei vaccini, in ogni caso presenti, generano ed ampliano il mercato dei malati.....
vedi: Ministero della Sanita'  Italiano, informato sui Danni dei vaccini (e non solo quell'Ente) sui gravi danni dei vaccini e fino ad oggi non interviene ! + Gravi danni dei Vaccini + Autismo


IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !
MINERALOGRAMMA
(test per conoscere il livello ed il tipo di intossicazioni da minerali e metalli tossici anche dei vaccini)

USA Ott. 2010 - Ogni anno, i sistemi scolastici e gli amministratori riescono a identificare 1,45 milioni i bambini che hanno una disabilità intellettiva o sono a rischio per un ritardo dello sviluppo.
Informato, il Presidente Obama: aggiunge 100 milioni di dollari per i finanziamenti per la diagnosi precoce e il trattamento disabilità dei bambini, nella tua richiesta di bilancio in programma.

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In Italia 1 bimbo su 10 con disabilita' sviluppo - (ANSA) - Pisa, 03 Nov. 2011 
I modelli organizzativi per la riabilitazione del bambino devono investire il massimo di risorse nei periodi di maggior plasticita' cerebrale e sensibilita' all'intervento che sono diversi per le diverse funzioni, linguaggio, movimento, percezione. Interventi ritardati o parziali sono armi spuntate o inutili. E' quanto e' emerso nel convegno, promosso da Fondazione Stella Maris e Universita' di Pisa, tra esperti de 'La riabilitazione precoce nelle disabilita' dello sviluppo: dalla ricerca traslazionale ai modelli di intervento''.
Nel corso del congresso, in corso di svolgimento all'Hotel Continental di Tirrenia (Pisa) fino a domani, e' emerso che in Italia un bambino su 10 ogni giorno fa i conti con una disabilita' dello sviluppo, (autismo, ritardo mentale, disturbi lievi o gravi nel parlare, vedere, sentire, ragionare, muoversi) e intervenire nei momenti giusti e nel modo giusto, con le cure piu' avanzate, puo' evitare di trasformare questi bambini con difficolta' in gravi disabili, dando risposte concrete al disagio personale e familiare e riducendo i costi sociali nell'eta' adulta.
La ricerca scientifica di base, che lavora sui modelli animali delle disabilita' del bambino (autismo, lesioni cerebrali, varie malattie rare) serve a capire le basi molecolari dei disturbi e i possibili effetti sul cervello di nuove cure.
''La ricerca di base - spiega una nota degli organizzatori - ci dice che la plasticita' del sistema nervoso, e cioe' la sua capacita' di riorganizzarsi, rimodellarsi per compensare un lesione cerebrale o un difetto genetico, e' massima in alcuni periodi della crescita del bambino. E' in questi momenti che le cure possono dare il massimo vantaggio''.

Commento NdR: ........oppure in quei momenti, il suo massimo danneggiamento con i vaccini propinati in tenera eta' quando il cervello stava iniziando a plasticizzarsi....

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Quale intervento per un bambino pretermine (prematuro) ad alto rischio per uno sviluppo patologico
(NdR: ma serve anche per i bambini nati sani che pero' vengono vaccinati e subiscono insulti nascosti, danni vaccinali al cervello, e/o al sistema nervoso, piu' o meno gravi, senza contare le mutazioni genetiche occulte...)

Quando un bimbo nasce è veramente difficile poter prevedere con sicurezza le modalità del suo futuro sviluppo. Alcuni fattori rischio, qualora fossero presenti, potrebbero farci sospettare una qualche probabilità di sviluppo non normale (prematurità, basso peso …).
Inoltre vi sono anche forti differenze individuali di sviluppo in relazione a diversi fattori sia biologici che ambientali  che possono facilitare le differenze tra individui della stessa età.
Quanto detto rende ragione della effettiva difficoltà di stabilire quando e quanto sia utile o meno programmare un tipo o un altro di intervento per seguire e valutare un bambino, tanto più se si tratta di un bambino a rischio.  Fare una ricerca in questo campo con gruppi di controllo è per vari aspetti eticamente inammissibile, vuoi per la difficoltà oggettiva di conoscere esattamente la situazione reale del neonato pretermine, vuoi per la non possibilità di abbandonare un pretermine a se stesso per motivi di ricerca statistica.
Del resto sarebbe sicuramente non corretto anche decidere di non intervenire solo sulla base di una non completa conoscenza oggettiva della situazione e della non riconosciuta effettiva necessità dell’intervento da proporre.
Quindi, date le premesse su esposte, si rende evidente la richiesta della ricerca di una modalità di valutazione diagnostica basata più su concetti teorici e statistici che sull’oggettività della valutazione diagnostica del singolo caso: ricerche di base sul campo  clinico e modelli anche teorici di valutazione prognostica basati sull’esperienza, possono darci indicazioni sufficienti.
Se sappiamo infatti che determinati fattori, per esperienza e/o per ricerche a posteriori sulla storia cliniche dei pazienti attualmente con problemi di sviluppo, sono altamente significativi statisticamente nel determinare uno sviluppo anormale o patologico, ci sentiremo obbligati a seguire e valutare questi casi con una particolare attenzione, in modo da accorgersi precocissimamente se dai segnali provenienti da dati esclusivamente teorici, si passa a segni clinici oggettivi che ci permettono di decidere per un intervento educativo-riabilitativo tempestivo.
Infatti la stessa esperienza insegna come, date per scontate alcune premesse teoriche di situazioni a rischio, una attenta ed adeguata valutazione  possa darci talvolta  indicazioni ben precise per differenziare nettamente il caso di un possibile sviluppo normale da un probabile sviluppo anormale, in quel preciso momento dello sviluppo.
Come i fattori fisici di anormalità sono facilmente individuabili in un neonato, così dovrebbero essere altrettanto facilmente evidenziabili, se ci sono noti, anche i “fattori funzionali dello sviluppo normale e anormale”.
Purtroppo in questo campo dello sviluppo neuro e psicomotorio o neurofunzionale del bambino esiste una grande difficoltà di giudizio per carenza di esperienza e competenza, per cui si è tentati di seguire o il proprio intuito o tante teorie prive di fondamento pratico. Ma non dovrebbe essere così, anzi si dovrebbe seguire un protocollo ben chiaro di evidenza per un sospetto di probabile futuro sviluppo non normale o patologico del neonato.
Vi possono essere modalità diverse di risposta allo stesso stimolo anche nello stesso neonato, ma ad esempio oltre le sei settimane alcune risposte sono sempre meno presenti e altre sempre più facilmente evidenziabili in tutti i neonati: diminuisce la reflessologia primaria e fondamentale (meccanismo innato di difesa o di ricerca vitale); aumenta la capacità di controllo posturale e della funzionalità dell’uso degli arti, del tronco, del collo; si sviluppa la capacità di orientamento a stimoli visivi ed uditivi…
Infatti da sei settimane a dieci settimane di vita nel bambino normale avviene come un  “cataclisma imponente di sviluppo”: si passa dalla fase riflessa alla fase di “reattività di automatismo funzionale” nello sviluppo.

Anche nel neonato pretermine, sia pur con tempi diversi legati proprio alla prematurità, ma che sempre devono essere calcolati in maniera certa e categorica, avvengono queste trasformazioni di adattamento allo spazio, alla forza di gravità ed agli stimoli, con l’acquisizione del controllo posturale e lo sviluppo delle funzioni di movimento e di equilibrio, in risposta a stimoli o a elementari pulsioni o ricerche personali. Il tempo di prematurità è fondamentalmente un tempo di adattamento “forzato”, ma pur sempre di adattamento, alla nuova situazione nello spazio libero, con acquisizione di “fisiologiche competenze” posturali e funzionali e motivazionali.

Sappiamo che la caratteristica fondamentale dello sviluppo fisiologico è la variabilità delle risposte in relazione all’esperienza ed all’età.
La caratteristica fondamentale dello sviluppo patologico sta nella non variabilità, nella stereotipia, nella fissazione delle risposte agli stimoli e nella non capacità di adattamento alla nuova situazione, dimostrando una evidente difficoltà nel controllo posturale ed una altrettanto evidente incapacità di evoluzione funzionale esperienziale efficacemente finalizzata, armonica, economica, vantaggiosa. Tutto questo che abbiamo appena descritto a riguardo dello sviluppo normale e anormale, è altamente significativo in età precoce per discriminare con il nostro giudizio clinico un valido sospetto, una valida ipotesi prognostica, per un possibile o probabile sviluppo anormale o normale.
Il fatto della prematurità non esime il pretermine da uno sviluppo armonico e fisiologico, anzi i maggiori stimoli e le situazioni nuove determinate dalla nascita, lo mettono in condizione di anticipata facilitazione allo sviluppo nei confronti dei coetanei a termine, a tal punto che, almeno teoricamente, una volta superato il tempo di prematurità, il pretermine dovrebbe presentare le stesse potenzialità posturali e funzionali dei coetanei a termine. In altre parole un pretermine di due mesi, dopo due mesi di vita dovrebbe presentare le stesse abilità e potenzialità di sviluppo del coetaneo a termine, o ad esse avvicinarsi, senza mai presentare manifestazioni posturali e funzionali patologiche !
Il non tener presente questa legge di sviluppo ha condannato molti pretermine a far parte del grande gruppo degli handicappati non autosufficienti!
Infatti il continuo dilazionare la valutazione di normalità dello sviluppo del pretermine, proprio perché pretermine, porta ad una età cronologica che rende sempre più difficili le potenzialità del ricupero qualora si rendesse necessario intervenire terapeuticamente.
Un azione terapeutica precoce è sempre ed in ogni caso più efficace di una tardiva. Se si tratta di un intervento fisiologico facilitante lo sviluppo normale, mai questo intervento potrà  avere conseguenze negative, proprio in nessun caso! … e tanto meno nella situazione in cui l’intervento fosse non necessario ed applicato solo per eccesso di prudenza.
Diverso è il caso di un grave pre-termine che sia oggetto di un prolungato ricovero in ambiente protetto per facilitarne la sopravvivenza e/o la crescita ponderale: in questi casi al tempo di prematurità si deve aggiungere anche il tempo di permanenza in neonatologia o in patologia neonatale. Dopo tale periodo però (tempo di prematurità, es: 3 mesi, più tempo di permanenza in ospedale, es: 2 mesi,  non si deve più fare “sconti” nel valutare le competenze di sviluppo di quel bambino, che dovrebbe dopo cinque o massimo sei mesi dalle dimissioni dall'ospedale possedere le stesse abilità dei coetanei nati a termine, senza alcuna espressione posturale o funzionale patologica !
Da statistiche nazionali e internazionali si sa che i pretermine hanno un’alta probabilità di soffrire di un qualche danno cerebrale che può mettere a serio rischio il loro futuro sviluppo ( dal 2 per mille nella popolazione genericamente intesa, si passa al 40-60 per cento nel pretermine di peso da 1000 a 1500 grammi!!!).
Il pretermine quindi, proprio per quanto detto fino ad ora e data la effettiva difficoltà di valutazione, dovrebbe essere sempre e comunque preso in seria considerazione (e quindi sottoposto quasi di routine a trattamento facilitante lo sviluppo normale, fisiologico, fin dai primissimi momenti della sua vita, già dalla termo-culla in ospedale)  fino a che non dimostrerà di aver acquisito competenze e funzioni proprie della sua età, corrispondenti alla norma nei coetanei.
E’ questa l’unica strada possibile, scientificamente dimostrabile solo a livello statistico e con grandi numeri, capace di ridurre drasticamente sia il numero percentuale dei casi patologici sia la gravità di quelli che persistono.
Riteniamo che tutti questi concetti che siamo andati sviluppando siano di estrema importanza nel campo della prevenzione delle patologie dello sviluppo in genere e che il non tenerne conto metta il professionista oggettivamente in una situazione di responsabilità pesante nei confronti dei piccoli “pazienti”, delle loro famiglie e della società.
Altro problema che a questo punto ci poniamo è quello delle tecniche applicate per facilitare lo sviluppo in un bambino a rischio come il pretermine. Già in clinica sarebbero necessarie modalità di approccio  particolari anche sul versante della facilitazione allo sviluppo neurofunzionale. Qualsiasi terapista ben preparato le dovrebbe conoscere e dovrebbe saperle insegnare non solo agli infermieri del settore ma anche ai famigliari che spesso sono accanto al loro piccolo ricoverato. Sono molto facili ed elementari da eseguire, anche se molto efficaci nello stimolare il piccolo ad un corretto e globale sviluppo.
Il pediatra non è certo responsabile delle modalità con cui sono applicate le tecniche facilitanti lo sviluppo normale, ma è pur sempre responsabile del controllo dell’efficacia delle stesse e della valutazione oggettiva delle potenzialità e delle abilità acquisite dal suo “piccolo cliente”, e di come queste abilità variano positivamente nel tempo in relazione anche agli stimoli facilitanti.
Questo aspetto è molto controverso nel nostro servizio nazionale.
L’efficacia o meno di una modalità di approccio abilitativo-riabilitativo non è oggetto di valutazione da parte di nessuno. Qualsiasi cosa un terapista faccia va sempre bene, e qualsiasi conseguenza abbia questo intervento va sempre bene !...
… Non è possibile che una modalità di approccio terapeutico che non da i risultati sperati e possibili venga continuata insistentemente senza valutazioni di merito! o che si decida la sospensione della terapia per quel tal paziente per il fatto che non fa progressi con quella terapia che magari è del tutto inutile !
Se ad ognuno spetta tener in grande considerazione le proprie e le altrui competenze e responsabilità, a tutti spetta anche collaborare al miglior servizio ed alla eccellenza dello stesso con ogni mezzo, anche con l’aggiornamento continuo e con la critica costruttiva del proprio e dell’altrui operato, specie in questo campo così delicato ed incerto, ma anche così bisognoso di sicurezze e garanzie, dei bambini a rischio di futuro sviluppo patologico.
Molto è stato scritto in merito a questo argomento della prematurità e del suo attendimento clinico e terapeutico.
Quello che è certo è che sono possibili ancora notevoli progressi  e che devono essere tenuti presenti contemporaneamente già in patologia neonatale e in tutti i settori dove i neonati si fermano in trattamento o osservazione per qualche tempo, tutti gli aspetti dello sviluppo del bambino ed in particolare, quello dello sviluppo neurofunzionale, neuro e psicomotorio, mediante un protocollo di facilitazione adatto. Siamo convinti che questo aspetto su descritto delle competenze neuro e psicomotorie e neurofunzionali, alla fine si rivelerà quello determinante e decisivo per la qualità della vita del bambino e del suo futuro.
By  Dott. Mario Castagnini (2008) – Tratto da aerreci.org

Consulenze e perizie per danni da vaccino dott.  M. Montinari  +  Interrogazione Parlamentare   
Autismo, Vaccini, la prova
-  
Il libro ormai esaurito, del dott. Massimo Montinari
leggete anche: Voci Negante ediz. Marianna.

Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

Consigli per soggetti danneggiati dai vaccini:
Uso di polveri basicizzanti tipo "Basenpulver", microdiete, Cloruro di magnesio o magnesio ed i fermenti lattici per nutrire flora intestinale, compresa la bevanda di pane + alga clorella, spirulina e klamat. Oltre a ciò occorre fare una terapia chelante.

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CHELAZIONE -
Metalli Tossici e Disturbi dello Sviluppo
L'uomo tecnologico si è comportato come se la terra fosse un sistema aperto, capace di smaltire nell'universo l'entropia della materia e la propria persona fosse impermeabile ai rifiuti che industria e macchine di ogni genere disperdono nell'ambiente.
Dopo 3 miliardi e mezzo di anni l'evoluzione biologica si inverte in una tendenza involutiva caratterizzata dalla diminuzione nella varietà delle specie e da una generalizzata decadenza della loro qualificazione istochimica, del loro ordine interiore, della loro "informazione".(Aldo Sacchetti:”L’uomo antibiologico”, Feltrinelli, 1985)
Tra i vari inquinanti i metalli tossici sono tra i primi responsabili del degrado ambientale e della diffusione delle malattie cronico degenerative.
Le prime fasi dello sviluppo, dal concepimento fino al terzo-quarto anno, rappresentano in assoluto la fase più delicata della nostra esistenza, in particolare per l’intestino, il sistema immunitario e quello nervoso, per cui l’esposizione a molecole tossiche in questa fase viene ad interferire drammaticamente con i metabolismi cellulari, causando stress ossidativo, blocchi enzimatici, alterazioni epigenetiche, rallentamento e deficit dello sviluppo fisico e cognitivo comportamentale.
La prevenzione deve iniziare  prima del concepimento, allo scopo di ottimizzare le condizioni di salute della madre ed eliminare possibili contaminazioni (amalgami al Mercurio, vaccini contenenti timerosal, fonti alimentari ed ambientali).
La valutazione dello stato di intossicazione da metalli della madre è una attenzione fondamentale e in caso di risposta positiva, occorre procedere ad un trattamento chelante personalizzato.
Per il neonato una attenzione specifica va dedicata al programma vaccinale, che va iniziato dopo il primo anno di vita, distanziando di 4-6 mesi la somministrazione di vaccini monovalenti, privi di Mercurio e di Alluminio e potenziando le difese immunitarie e la funzione intestinale, mediante antiossidanti, probiotici, omega tre, minerali, (NdR: Enzimi), rimedi omeopaticiNdR: Omotossicologici) fitoterapici.
Questi semplici criteri preventivi sono attualmente gli strumenti più efficaci per contrastare  l’attuale epidemia infantile, che comprende: Autismo: 1 caso su 91 (Ministero della Salute USA: 5 Ottobre 2009), Disturbi dell’Apprendimento 20% della popolazione scolastica, incremento  annuale del 2 % delle neoplasie infantili.

La terapia chelante prevede l’uso di farmaci: EDTA, DMPS, DMSA, per uso trans-cutaneo, per supposte,  per os o endovena, nutrienti quali: Glutatione (GSH), Acido Alfa-Lipoico (ALA), Zinco ed il potenziamento del circuito della Metilazione-Sulfossidazione, mediante Metil-Cobalamina, Acido Folinico, Priridossal-5 Fosfato, Magnesio e Riboflavina.

Le conoscenze  e le esperienze cliniche in questo settore sono da tempo presenti anche in Italia, ma sono rimaste confinate all’interno di percorsi individuali. Ci auguriamo che questa Conferenza possa sollevare attenzione e promuovere l’iniziativa di molti su di un tema così attuale, come il ruolo giocato dai metalli tossici nella diffusione epidemica dei disturbi dello sviluppo.
By dott. Franco Verzella                                                        

METALLI TOSSICI e DISTURBI dello SVILUPPO
(NdR: tenere presente che non sono solo i metalli tossici a determinare i Disturbi dello sviluppo, ma i vaccini con l'apporto destabilizzante a livello cellulare di tutti i loro componenti)

DOMANDE
1) Frequenti fonti di Metalli Tossici responsabili dei Disturbi dello Sviluppo:
-a) Amalgami dentali della madre
-b) Vaccini
-c) Aria

 2) Principali cause dell’Autismo:
-a) Genetiche
-b) Ignote
-c) Multifattoriali

 3) Metodo di scelta per il rilevamento dei Metalli tossici:
-a) Mineralogramma del capello
-b) Porfirine urinarie
-c) Test da carico con farmaco endovena

4) Età per iniziare il trattamento chelante:
-a) 1 anno
-b) 5 anni
-c) 10 anni
N.B.: Risposte corrette: in Rosso

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Comportamento anormale dei bambini – 1° parte - 13 agosto 2010
Dopo vari anni di confronto tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati, mi sono reso conto che i vaccini pediatrici possono causare molti danni fisici, ma ultimamente mi sto accorgendo che possono causare anche vari danni mentali, come l’Autismo, con le sue mille sfaccettature, e i sempre più frequenti Disturbi da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD).
Ho trattato questo argomento in molte pagine del mio libro sui vaccini (vedi dott. Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Ed. Salus Infirmorum, Padova, 2008), ma qui desideravo fornire alcuni spunti di riflessione, attraverso l’esperienza clinica di un famoso pediatra omeopata indiano, di quelle che possono essere le caratteristiche infantili più comuni per giungere ad una diagnosi precoce e quindi ad una più precoce terapia di queste patologie.

L’obiettivo, pertanto, è di sensibilizzare il maggior numero di persone (medici, genitori e non) affinché si giunga ad una diagnosi più precoce di questi disturbi che stanno diventando comunissimi, per giungere poi ad una vera prevenzione attraverso il cambio delle attuali pericolose abitudini vaccinali.

Infatti, come ho scritto nel mio libro suddetto, prima si interviene più è facile antidotare, specie omeopaticamente e con una dieta e una integrazione vitaminico-minerale appropriate, i danni che i vaccini o altri trattamenti farmacologici ripetuti possono causare nei nostri piccoli.
Lo scritto sottostante è stato preso da un libro del Dr. Farokh J. Master che ho avuto il dono di far tradurre e pubblicare: (Master F. J. Osservazioni cliniche sui rimedi pediatrici omeopatici - Ed. Salus Infirmorum, Padova, 2007).

Quelli riportati di seguito sono tipi di comportamento anormale che possono essere riscontrati durante i diversi stadi dello sviluppo del bambino.

NEONATO (DA 0 A 1 MESE DI ETÀ)
- “Sindrome del bambino difficile”: è caratterizzata da una irregolarità del sonno, del nutrimento o delle funzioni di evacuazione del neonato che rappresentano un indicatore precoce dei futuri stati patologici.
- Altri comportamenti che si possono vedere sono i seguenti: difficoltà nel calmare il neonato; neonato che rifiuta i pasti; reazione sproporzionata di difesa al dolore, ai rumori forti e alla luce splendente; una debolezza muscolare (che si nota, per esempio, quando si gira a letto o sta seduto o si trascina).
- Aspetti della personalità del neonato si possono osservare nel temperamento che ci mostra.

INFANTE (DA 1 A 12 MESI DI ETÀ)
Autismo infantile
- Aggressività immotivata (non provocata).
- Ritardo rispetto alla normale scala di crescita; bambino ‘ambidestro’ (cioè, un lato del corpo non ha iniziato ad essere dominante sull’altro).
- Il bambino non sorride in risposta ai volti o alla voce dei familiari e non mostra alcun segno di attaccamento nei confronti di chi lo accudisce.
- “Ecolalia”: l’infante borbotta appena una ripetizione senza significato delle parole che gli vengono dette, invece di rispondere al tono e al messaggio di chi gli parla.
- L’infante non instaura un buon contatto con gli occhi (per esempio, non segue gli oggetti in movimento).
- Insonnia; incontinenza urinaria (enuresi) persistente e/o incontinenza fecale (encopresi).
- L’infante presenta una temperatura non elevata durante una malattia infettiva; con il dolore non si lamenta, né verbalmente né con gesti; non esprime il malessere durante la malattia. Inoltre, vi può essere un miglioramento del comportamento generale del bambino quando è ammalato.
- L’infante ha un comportamento autolesionista.

PRIMA INFANZIA - Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD)
Negli infanti
- I segni precoci possono includere una aumentata sensibilità agli stimoli, che può condurre a intense e indifferenziate reazioni avverse.
- Di solito, l’infante esce da solo dal suo lettino molto presto, per niente dissuaso dai genitori che cercano di bloccargli l’uscita.
Nei bambini
- Il bambino risponde al posto di un altro ed è loquace.
- Non riesce a seguire più di uno stimolo per volta e non segue stimolo per più di dieci secondi.
- È in continua attività, ma questa non è appropriata alle situazioni.
- Ha difficoltà a distinguere la destra dalla sinistra, gli orari, le percezioni visive e uditive e ha difficoltà nel coordinamento occhio-mano.

- Presenta scoppi di irritabilità per sciocchezze, labilità emotiva, risate alternate a pianti e il rendimento è imprevedibile e variabile.
- Ha un’iperacidità gastrica.
- È frettoloso e tende a saltare le parole quando scrive. Inoltre, il lavoro che svolge è disordinato e fatto senza cura.
- È impulsivo, non è capace di ritardare la gratificazione, causa spesso guai.
- È dedito a giocare con l’acqua e con oggetti che girano.
- È molto irrequieto e ha una crescita rapida.
- È attento per qualche istante e tende a distrarsi facilmente.
- È molto capriccioso.
Nevrosi infantile
- Ha paura della sua morte o di quella di altre persone, perché ha idee errate sulla morte.
- Continua a lavarsi le mani dopo aver toccato qualsiasi cosa che ritiene sporca, per paura che lo sporco gli provochi danni.
- Fobie (ad esempio, paura degli animali, della gente, del temporale, ecc.): le paure sono tanto irrazionali, persistenti o intense da interferire in modo significativo sulle normali funzioni del bambino.
- Disturbi da ‘ansia di separazione’: il bambino si attacca stretto ai genitori quando viene anticipata la separazione, ha paura di essere lasciato o ha paura di rimanere solo e inizia a provare nostalgia. Tutto questo è accompagnato da rivalità tra fratelli e coetanei e da uno schema sociale disturbato.
Reazioni negative
- I bambini stressati possono protestare quando vengono visitati: allontanano la mano del medico, gli tirano calci o mostrano, indirettamente, reazioni negative rivolte altrove, per esempio contro i giocattoli o contro altri bambini, ecc.
Disturbi delle reazioni di attaccamento dell’infanzia e della prima infanzia
- Il bambino ha un calo dell’interesse per ciò che lo circonda e vi è una diminuzione della sua giocosità.
- Si nota una mancanza dei segni normali di espressività degli occhi e della faccia e una mancanza della reciprocità normale e locale [cioè il bambino non instaura rapporti interpersonali e con l’ambiente]; inoltre si riscontra una mancanza dello stato di allerta.
- Sono presenti una perdita di peso e un calo del tono muscolare e della mobilità; il bambino si attacca e stringe il capezzolo o la tettarella in modo debole; il suo pianto è fievole; vi è aumento della sonnolenza.
- Nella prima infanzia è presente un’assenza marcata di ‘posture di attesa’ oppure il bambino non tende le mani per essere preso in braccio, non segue i genitori per tutta la casa o non corre a salutarli quando ritornano a casa. Inoltre, non va a farsi consolare dai genitori quando cade o si fa male, non li abbraccia né li bacia e non contraccambia i loro affetti.
Disturbi da rigurgito del cibo
- Presenta irritabilità e fame tra episodi di rigurgito.
- Presenta rigurgiti ripetuti di cibo non digerito con perdita di peso, che fanno seguito ad un periodo di normale digestione, senza nausea e senza alcun disturbo gastroenterico.
- Presenta piacere provocato dal rigurgito.
Problemi di linguaggio
- Presenta mutismo elettivo: potrebbe essere il modo che il bambino ha di reagire a situazioni cariche d’ansia.
- Presenta balbuzie e tartagliamento.
Carattere collerico

- I bambini di 2-3 anni non hanno ancora imparato a controllare i loro sentimenti di rabbia e di frustrazione e non riescono a comunicare cosa effettivamente vogliono. Si infuriano anche quando si trovino di fronte alla fatica, alla noia e allo sconforto. Questo può essere semplicemente un loro modo di attirare l’attenzione.
Nelle situazioni limite, quando sono arrabbiati i bambini possono arrivare ai cosiddetti “spasmi affettivi” (cioè, a seguito di un’arrabbiatura trattengono il fiato in modo spasmodico e vanno in apnea).
Fonte: Master F. J. Osservazioni cliniche sui rimedi pediatrici omeopatici . Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2007
Tratto da: primineimotoridiricerca.eu
 

   

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