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MINACCIA NASCOSTA nel VACCINO VECCHIO per la POLIO
 

VACCINO per la POLIOMIELITE

Tra il 1995 e il 1963, un gran numero di persone in tutto il mondo è stato sottoposto al vaccino per la polio con preparati risultati in seguito contaminati
con il virus SV40. Con questa sigla viene indicato un virus a DNA oncogeno della scimmia, forse implicato anche nella patogenesi di vari tumori dell’uomo (mesotelioma). 
Grazie al PCR (polymerase chain reaction) è stato possibile individuare i frammenti del virus all’interno di cellule tumorali.
E non solo

Questi stessi frammenti sono stati rintracciati anche all’interno di cellule del sangue normali, mettendo in allarme circa i possibili nuovi rischi trasfusionali. Mesotelioma pleurico, tumori cerebrali, carcinoma midollare della tiroide e tumori ossei sono particolarmente ricchi di questi frammenti.
Restano però ancora molti dubbi che queste sequenze virali appartengano realmente all’SV40; le tecnologie attuali, per quanto sofisticate, non sono riuscite a dirimere il dubbio se di SV40 si tratti o di due papovavirus umani, il Jc e il Bk, imparentato con il virus della scimmia. Ma questi frammenti virali sono realmente in grado di causare il tumore ?
“Le cellule umane” ricorda Mauro Tognon, Università di Ferrara, in occasione del convegno “Origin of Hiv and persistent viruses” organizzato a Roma dall’Accademia dei Lincei insieme all’Istituto Superiore di Sanità, “sono solo semi-permissive nei riguardi della moltiplicazione dell’SV40” 
L’unico modo per scoprirlo è fare un paziente lavoro di ricerca su campioni di tessuti tumorali, prelevati tra il 1950 e il 1955 per verificare se questi frammenti virali (forse appartenenti all’SV40), fossero presenti in queste neoplasie, già prima dell’impiego dei vaccini incriminati. 
L’SV40 codifica per una proteina oncogenica (large T antigen o Tag), in grado di legarsi ai prodotti di alcuni geni oncosoppressori, come la p53 e le proteine della famiglia del retinoblastoma (Rb).

I dubbi sono stati eliminati dagli studi del prof. Antonio Procopio,
un ricercatore italiano dell’Università di Chieti, insieme con due studiosi del National Institutes of Health americani, Michele Carbone e Harvey Pass hanno fatto questa scoperta....
vedi SV40 nei Vaccini
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Perche' vaccinare ?

IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !

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Un VECCHIO VACCINO per la POLIO ACCUSATO di AVER LIBERATO il virus HIV
E’ sempre di forte polemiche, la teoria di Edward Hooper, il giornalista autore di “The river” supportata anche da Bll Hamilton, uno dei più famosi biologi evoluzionisti morto l’anno scorso di malaria, mentre si trovava in Africa per trovare nuove prove a sostegno della cosiddetta OPV theory. Questa teoria riguarda una sperimentazione condotta alla fine degli anni ’50, su un numero indeterminato di persone nella repubblica democratica del Congo. 
In un laboratorio improvvisato del posto, Hilary Koprowski, che naturalmente smentisce questa tesi, avrebbe utilizzato cellule di rene di scimpanzé infettate con il SIV (virus della immunodeficienza delle scimmie), virus imparentato con il tristemente famoso HIV. Il dottor Koprowski cominciò la sua carriera
lavorando per una delle più importanti aziende farmaceutiche del mondo, impegnato nella messa a punto di un nuovo vaccino per la polio che potesse competere sul mercato con quelli di Salk e Sabin. Per coltivare in modo efficace il suo vaccino. Koprowski cominciò ad utilizzare colture di cellule renali dis scimmia. 
Nel 1951 annunciava fiero ad una platea di colleghi di aver somministrato il suo vaccino, nel latte al cioccolato, ad un gruppo di bambini con deficit mentali, ospiti di un istituto newyorkese. 
Quando ebbero inizio i trial per testare il vaccino Salk, Koprowski dovette cercarsi un’altra nazione nella quale sperimentare il suo vaccino; per breve tempo si trattò dell’Irlanda, ma dovette demordere quando si accorse che il suo vaccino tornava a virulentarsi. Abbandonò allora il suo posto presso l’azienda farmaceutica, annunciando al contempo che avrebbe continuato ad occuparsi del nuovo vaccino.
Durante un corso organizzato in Kenya nel 1955, Koprowski incontra Paul Osterrieth, il direttore belga di un laboratorio a Kinsangani (Congo Belga); gli propone un programma di
esperimenti con il suo vaccino.
L’idea era di sperimentarlo sugli scimpanzé, ma poi si decise di somministrarlo anche  agli addetti agli animali.  Da questo, alla proposta di una vaccinazione di massa il passo fu breve. 
E così centinaia di migliaia di abitanti del Centro Africa = Congo belga, del Ruanda e del Burundi furono
vaccinati; 320.000 di loro erano bambini e neonati
In un articolo pubblicato sul British Medical Journal del 1958, l’americano e il belga pubblicarono una mappa dettagliata delle zone dove era stato somministrato il vaccino. 
Trent’anni più tardi qualcuno fece notare che la mappa
corrispondeva perfettamente alle aree a maggior prevalenza di infezione da HIV nell’Africa Equatoriale; infezione che secondo un altro studio, sarebbe stata contratta nell’infanzia.
Contrari a questa tesi altri studiosi, secondo i quali invece l’HIV sarebbe comparso nell’uomo, già intorno agli anni ’30 e in seguito sarebbe evoluto, differenziandosi in diversi sottotipi; nel ’59 sarebbe già stato differenziato. 
Durante un meeting, tenutosi l’anno scorso alla Royal Society di Londra, è stata nuovamente confutata la cosiddetta ipotesi di Hamilton; l’analisi di alcuni campioni del vaccino CHAT, non avrebbe infatti rivelato alcuna traccia del virus, né tracce di DNA dello scimpanzé. 
Tutto chiarito allora, verrebbe da pensare. Neanche per idea; secondo Hopper infatti l’analisi è stata condotta su campioni di CHAT prodotti negli USA, mentre localmente, in Africa, in quel preciso periodo; è in quelle partite che andrebbe quindi ricercata la presenza del virus. 
Peccato che la documentazione ufficiale riguardante le attività del laboratorio di Kinsangani, Congo sia scomparsa nel nulla
Gli ex assistenti africani di Paul Osterrieth, il belga direttore del laboratorio, affermano però di aver visto preparare qual vaccino; ciò succedeva ogni volta che le autorità sanitarie ne richiedevano una partita.  E’ probabile dunque che la verità non verrà mai a galla, o almeno non sarà mai dimostrata con certezza.


vedi:
1.000 studi sui Danni dei Vaccini + Interrogazione Parlamentare + Dati ISTAT sui Vaccini + Statistiche Istat sui vaccini  + Contenuto dei Vaccini + Ruolo dei Vaccini nella Guerra del GolfoUranio e Vaccini + Bibliografia Danni dei vaccini Bibliografia danni 2

Il PERICOLO del “SALTO INTERSPECIE” in SEGUITO  a XENOTRAPIANTI

Commento NdR: questi studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e cioe' che i Vaccini producono nei soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per tecniche preventive, Malnutrizione con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana, alterazione e perdita di: flora batterica autoctona, vitamine, minerali, proteine vitali), oltre alle mutazioni genetiche occulte, immunodepressioni, intossicazioni, infiammazioni e contaminazioni da virus e/o batteri pericolosi che nel tempo possono produrre malattie le piu' disparate !

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